Tempi duri per gli orsi italiani. Jurka, l’orsa trentina balzata agli onori delle cronache per le scorribande tra baite e casolari trentini, è stata catturata e costretta in un serraglio. Peggio è andata ai suoi primi due cuccioli JJ1 e JJ2, impallinati lo scorso anno tra la Baviera e la Svizzera. Ora tocca agli orsi del Parco nazionale d’Abruzzo, vittime di una vera e propria strage. Dopo la tragica scoperta negli scorsi giorni di due carcasse – Bernardo e la sua “compagna” – nei pressi di Gioia dei Marsi, nel cuore del parco, un terzo esemplare è stato ritrovato senza vita dagli uomini del Corpo forestale. Il sospetto è che i plantigradi siano stati avvelenati da sconosciuti. Il Wwf ha annunciato una taglia di 10mila euro per chi “consegnerà i responsabili alla giustizia”. Nell’areale del parco frequentato dagli orsi sarebbero state abbandonate carcasse di capra avvelenate che avrebbero causato la morte dei plantigradi, forse con l’obiettivo di uccide Bernardo, un orso considerato problematico. La mattanza rischia di compromettere il futuro dell’orso marsicano. Secondo alcuni esperti il numero – tra i 30 e i 50 – sarebbe al di sotto del limite per garantire una crescita geneticamente forte della comunità. Ancora una volta, quindi, l’uomo si dimostra il peggior nemico dell’orso, animale considerato pericolo nella cultura popolare ma che, almeno quello insediato nell’area mediterranea (Spagna, Grecia, Albania, Kosovo, Slovenia e Italia), non ha un’indole aggressiva nei confronti dell’uomo. Negli ultimi anni, in questi paesi sono stati rarissimi i casi di aggressioni nei confronti di persone, una statistica non paragonabile – ad esempio – al numero di incidenti dovuti ad alcune razze canine (ad incominciare dai rottweiler), che noi alleviamo tranquillamente nel giardino di casa. ∞
3 Ottobre, 2007...12:55 am
L’uomo non ama l’orso
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