Cara dolce casa

casa.jpg L‘onda lunga, partita dagli Stati Uniti ad agosto, è arrivata in Europa, passando per la Germania, la Gran Bretagna e l’Italia. Lo scossone dato dagli Arm (i mutui a tasso variabile sugli acquisti delle prime case) all’economia negli Usa ha provocato l’effetto domino: banche americane ed europee in crisi di liquidità (Northern Rock), piccoli risparmiatori in allarme e febrillazione nel mondo finanziario. Ieri la Federal Reserve ha tagliato il costo del denaro: i tassi sui Fed Funds (i prestiti tra banche a breve termine) è passato dal 5,25 al 5 per cento e il tasso di sconto è sceso al 5,25 . La decisione, presa per rilanciare le borse, fa capire in realtà quanto sia profonda la crisi del mercato immobiliare americano. Un esempio: ad agosto i pignoramenti per le case americane è cresciuto del 115 per cento rispetto allo stesso periodo 2006. Circa 245 mila famiglie americane hanno perso la casa, andata all’asta o passata di proprietà ad una banca. E in Italia? La notizia è che i mutui casa stanno crescendo anche da noi: il nostro mutuo ci costa oggi il 5,62 di interessi contro il 3,25 per cento dell’ottobre 2005. In soldoni, su un mutuo di 100 mila euro noi paghiamo oggi 600 euro di interessi in più rispetto allo scorso anno. Alla fine, il conto qualcuno deve pur pagarlo…

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