Myanmar, la repressione è iniziata

maynmar-soldati.jpeg Dopo le proteste degli scorsi giorni, i militari hanno arrestato migliaia di persone nel Myanmar (ex Birmania). Nessuno è a conoscenza della loro condizioni e si teme per la sorte di molti oppositori. Il paese è da tempo sotto un regime militari più volte accusato di non rispettare i diritti civili. E dopo l’ondata di protesta, guidata dai monaci buddisti, si teme il peggio, con l’avvio di una repressione feroce da parte dei falchi della giunta militare. Il video della Cnn, testimonia l’aggressività e la ferocia dei militari nei confronti degli arrestati. Nel frattempo, il capo della giunta militare birmana, il generale Than Shwe, ha ricevuto l’inviato speciale delle Nazioni Unite Ibrahim Gambari. L’incontro è avvenuto a Naypydaw, il villaggio nella giungla che il regime militare ha eletto a capitale del Paese nel 2006. Al termine, l’emissario di Palazzo di Vetro ha incontrato per la seconda volta e per soli 15 minuti anche Aung San Suu Kyi, leader dell’opposizione e premio Nobel per la pace, agli arresti domiciliari da oltre dieci anni.

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