Proibire ai ragazzi

alcol-e-giovani.jpeg La proposta della ministra Livia Turco è chiara: “Niente alcol ai minorenni”. Nessun bar, nessun locale, nessuna discoteca o supermercato potranno vendere o mescere bevande alcoliche a ragazzi con meno di 18 anni. La giustificazione è nelle statistiche dell’Organizzazione mondiale della Sanità, secondo cui gli incidenti mortali da ebbrezza sono la prima causa di morte tra i giovani. Ma la ministra vuole anche, d’intesa con la collega Giovanna Melandri, promuovere una campagna che coinvolga le aziende produttrici, le farmacie e i pubblicitari. Quindi ci attenderà un futuro di spot “politically correct”, etichette choc, kit di autocontrollo, grazie al “Piano nazionale alcol e salute”. Bene, brave. Anzi no. La politica del proibizionismo non ha pagato e non pagherà con i giovani. Che senso ha – all’indomani della sentenza del tribunale di Ascoli nei confronti dello zingaro a Marco Ahmetovic, per la strage di Appignano – proibire qualsiasi bevanda alcolica fino a 18 anni? Nemmeno la birra? Quanti sono quelli che si strafanno di coca la sera o muoiono ubriachi al volante e che hanno la maggiore età? Non è vero che i secondi sono maggiorenni (e quindi liberi di ammazzarsi) e per i più piccoli la salvezza passa anche attraverso il proibizionismo.  Tra la somministrazione responsabile di alcolici e i divieto assoluto c’è di mezzo l’oceano della realtà giovanile. I ministri della Repubblica lanciano il piano d’azione nazionale e, guarda a caso, i ragazzi non sono interlocutori diretti ma “beneficiari” degli interventi. Ma si pensa davvero di risolvere il problema con il kit di autocontrollo? Prevedo le code ai supermercati degli amici maggiorenni che approvvigioneranno gli amici in attesa oltre le casse. Ai ragazzi serve parlare, far capire loro e, solo in ultima istanza, arrivare alla proibizione. Ma pensiamo davvero che tutti i giovani siano ogni sabato sera attaccati alla bottiglia? E che l’alcol sia il loro problema maggiore? Siamo davvero sicuri che questi interventi siano davvero prioritari rispetto ad altri? E nelle scuole cosa si fa contro l’alcol per uno stile di vita responsabile? Suvvia. Come al solito, invece, il divieto è la prima opzione. E con i ragazzi funziona ancora meno. ∞

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2 commenti

Archiviato in Attualità, Costume, giovani, Politica, Sanità

2 risposte a “Proibire ai ragazzi

  1. informare, rendere coscienti. Non proibire.

  2. Andrea

    perfettamente d’accordo. Ma ti dirò che non riterrei una violazione dei diritti fondamentali dell’uomo far chiudere le discoteche ad un ‘ora decente….

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