Museruola ai blog e demagogia

Blog senza museruola  Grillo grida allo scandalo e minaccia di andarsene in un paese democratico, i politici dell’opportunismo promettono interventi a difesa della libertà di espressione. Insomma, tutti compatti contro Riccardo Levi, sottosegretario alla presidenza del consiglio e autore della proposta di legge che obbligherebbe anche noi, editori dei nostri blog, o almeno quelli che fanno del blog una professione e un business, ad iscriversi al Roc, registro dell’Autority per le Tlc. Premetto che il registro mi sembra davvero una panzanata. Detto questo, continuo affermando che sono d’accordo ad una regolamentazione chiara e efficace, modello anglosassone. In giro vedo e leggo nei blog, anche quelli che vanno per la maggiore e i cui promotori sono considerati dei guru della rete, delle cose che non mi piacciono. Qualche esempio: una progressiva e volgare forma di pubblicità occulta (lui che va a Parigi e poi a Berlino ospite della tal marca di cell e che poi mi parla delle sue crociere sponsorizzate, ect ect. l’altro che mi parla di web tv o tlc con falso spirito di proselitismo (buzz…) e poi me lo ritrovo ai barcamp a fare business e a promuovere se stesso. Singoli casi a parte, voglio ricordare che da tempo si discute nella rete di web 2.0 ed editoria orizzontale, alternativa e complementare a quella verticale e tradizionale (tv, radio e giornali), Insomma della bellezza di editori di se stessi. Il problema è semmai il tentativo da parte di chi, come nel caso di Levi, intende regolamentare uno strumento nuovo (blog) con codici superati (il registro cartaceo). E’ sbagliato, ma sbaglia altrettanto chi sbraita a sproposito della libertà d’espressione in Internet forte di uno scranno in Parlamento. No belli miei, la mia libertà finisce dove inizia la tua e viceversa. Io vorrei sapere, ad esempio, se uno sul blog ci vive e come ci vive: mi piace la trasparenza di Grillo perché, credo che lui si sia fissato (e abbia fissato ai suoi collaboratori) delle regole precise, a tutto vantaggio degli utenti. Poi ognuno scrive cosa gli pare, si può essere d’accordo o meno. Ma alla base resta un rapporto fiduciario tra blogger e lettore. Dobbiamo essere noi, blogger, a individuare le regole (o chiamatele come volete), perché sono necessarie a garantire lo sviluppo di un sistema articolato qual è la rete e, di conseguenza, i blog. Non ne servono molte norme, non servono registri o camere di commercio ad ingabbiarci, ma alcune coordinate si. Come fare? Possiamo contare su uno strumento formidabile, il wiki: diamoci tempo, partiamo da due o tre punti fondamentali e vediamo dove arriviamo. Tutto il resto è accademia o propaganda. O peggio, demagogia. ∞

La foto è tratta da http://www.zarrelli.org

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