Kurdistan, venti di guerra

Combattenti del Pkk La scintilla rischia di far scoppiare l’ennesimo conflitto nella regione mediorientale del Kurdistan. Il Pkk ha lanciato con un doppio attacco nella provincia orientale di Hakkari al confine con l’Iraq: in uno scontro ha ucciso 16 soldati turchi, mentre un’autobomba contro un corteo nuziale ha fatto una vittima e 10 feriti. Per tutta risposta Ankara, che da tempo ha ammassato truppe e mezzi al confine con l’Iraq, ha attaccato 60 postazione kurde del Pkk e alcuni villaggi uccidendo una trentina di persone. Contro l’offensiva del Pkk hanno preso posizione i due massimi leader curdi nordiracheni, il presidente iracheno, Jalal Talabani e Massud Barzani. Il primo ha invitato il Pkk a lasciare il Kurdistan iracheno, mentre il secondo si è detto neutrale nello scontro Turchia-Pkk. Anche il governo di Baghdad ha annunciato questa sera “importanti misure” contro la presenza del Pkk in Iraq, mentre l’ambasciatore americano ad Ankara Ross Wilson, ha rilanciato la necessità di “porre fine al terrorismo del Pkk con un’azione comune”. Gli Stati Uniti sono i maggiori alleati dei kurdi del Nor dell’Iraq ai quali ha concesso importanti aree strategiche, ricche di petrolio. Il Pkk, che ha scelto, probabilmente non a caso, il giorno del referendum sull’ elezione diretta del capo dello stato (nel quale il “si” si avvia a vincere con circa il 70% dei voti), ha sfidato la Turchia ad attuare il minacciato intervento militare in Iraq. Mercoledì scorso, il Parlamento di Ankara ha dato  “carta bianca” ai suoi militari con l’obiettivo dichiarato di distruggere i campi del Pkk in Nord Iraq. Il Pkk sta mirando – secondo gli analisti – al doppio obiettivo politico di attirare i turchi nel pantano iracheno, internazionalizzando la sua lotta separatista anti-turca e forzando i curdi nordiracheni a legarsi al Pkk per una resistenza armata comune contro “l’invasore turco”. Un obiettivo che, tuttavia, né i turchi, né i curdi nordiracheni sembrano disposti ad assecondare, soprattutto Ankara che sembra non voler cadere nella trappola di un’incursione in grande scale nel Nord Iraq ed affrontare uno scontro logorante in un territorio ostile. Nell’ultimo anno, il Pkk ha effettuato continui attacchi alle postazioni militari turche, causando l’uccisione di oltre 140 militari. Ancora una volta, quindi, la questione curda  torna di attualità: i curdi sono, con i palestinesi, l’unico popolo mediorientale a non vedersi riconosciuto uno stato sovrano, divisi tra Turchia, Iran e Iraq, e vittime di una repressione decennale. ∞

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2 commenti

Archiviato in Attualità, Guerra, Mondo

2 risposte a “Kurdistan, venti di guerra

  1. KURDISTAN: SOLIDARIETA’ PER IL POPOLO CURDO

    Cosa pensi della situazione in Kurdistan?

    Il fatto che tu parli di Kurdistan e non di Turchia è interessante.

    In questo momento i curdi sono sotto attacco sia dall’Iraq che dalla Turchia. Tanto per cambiare, tra l’incudine e il martello. 100 mila soldati iraqueni da una parte e 100 mila soldati turchi dall’altra che forse stanno già massacrando le popolazioni civili curde compiendo un massacro senza precedenti.

    Non si hanno informazioni precise, forse si contano già migliaia di vittime, forse decine di migliaia di vittime dopo pochi giorni dall’inizio degli scontri. I piani del Nuovo Ordine Mondiale prevedono l’eliminazione dei popoli tribali.

    Usano la tecnica di eliminare un popolo tribale per volta, cioè che con la propaganda si marchia di infamia un popolo che diventa “quel popolo di stronzi”, quel “covo di terroristi”.

    Gli altri popoli vengono tranquillizzati con la menzogna “voi non siete come loro, non preoccupatevi, non si tratta di pulizia etnica, ma di stronzi, una normale operazione di polizia contro alcuni terroristi”.

    In questo modo l’opinione pubblica non mette sul piatto l’attacco contemporaneo a mille popoli tribali, e non si formano coalizioni tra popoli tribali e nessuno interviene in solidarietà del popolo attaccato.

    Ma ricordatevi, quello che fanno agli altri alla prima occasione lo faranno anche a voi.

    Uno per volta hanno già eliminato per sempre oltre 200 etnie e ne hanno indebolite migliaia, come quelle italiane, tant’è che come sapete non si parla più il dialetto, e quasi neanche si parla più l’italiano.

    L’italiano è un passaggio verso la lingua ufficiale europea, dai dialetti, verso l’italiano, verso l’europeo.

    In questo momento la scusa dell’attacco al Kurdistan sono i giacimenti di petrolio, ma come sapete anche in Kurdistan 100 kg di foglie equivalgono a 50 kg di petrolio.

    Non serve distruggere tutto per mettere dei pozzi di petrolio, ma sfruttare razionalmente le coltivazioni razionali e le riserve estrattive di biomassa.

    Lo scopo quindi dell’aggressione ai curdi è di trarre piacere dalle sofferenze di questa povera gente, non c’è nessun interesse economico, nessun interesse energetico.

    Con la dinamite si può ottenere energia a prezzo mille volte inferiore del petrolio.

    Con i motori magnetici e il motore di Schietti si può ottenere energia senza consumare carburanti.

    Il petrolio non è il motivo, i soldi non sono il motivo dell’invasione del Kurdistan, perchè i padroni del mondo li stampano, il motivo sono il sadomasochismo e la selezione razziale.

    Poi però non chiedetemi niente sui particolari delle operazioni in Kurdistan perchè la propaganda distorce le informazioni, e anche fra i curdi molti, stupidamente, puntano al confronto armato basato sulla forza e non sull’intelligenza. Sicuramente ci saranno anche infiltrati.

    100-milioni-di-tonnellate.blogspot.com/2007/12/solidarieta-per-il-popolo-curdo.html

  2. Giacomo

    la guerra non dovrebbe essere dimenticata

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