In Giappone dimentichi e ritrovi

 Capita di dimenticare oggetti personali in una stanza di algergo. L’altro ieri, in arrivo a Osaka con destinazione Kobe, ho lasciato nella presa della camera del Granvia Hotel, un albergone costruito dentro la stazione centrale della città, l’intero set di riduttori elettrici (una sorta di cubo con le presine buone per tutti i pese del mondo) e quello giapponese, logicamente, nella presa. Tre giorni dopo, finito il lavoro di test antisismici al laboratorio di Miki, per conto del Cnr e del Trentino, sono ritornato ad Osaka nello stesso albergo. Alla tipa della reception ho chiesto – senza molte speranze – se avessero ritrovato quel robino di modesto valore ma preziosissimo per chi, come me, passa del tempo a ricaricare cellari, laptop, ipod e macchina fotografica. Risposta, con il sorriso di circostanza e con un inglese/giapponese approssimativo: “Gentile signore, se lo ha dimenticatgo da noi provvederemo a recapitarglielo in camera. Il tempo di farmi 34 piani in ascensore e girare la chiave della camera 3315: magicamente il cubo wolrd wide era già li, sul mioletto. Grazie Giappone. ∞

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