Myanmar, i monaci tornano in piazza

Torna la protesta in Myanmar La voglia di libertà non si spegne in Myanmar. Nell’ex Birmania, i monaci buddisti sono tornati in piazza per la prima volta dalle proteste di agosto e dalla repressione del regime militare. Secondo le agenzie di stampa e la Bbc, che stamattina hanno lanciato le prime notizie, qualche centinaio di bonzi in saio rosso hanno marciato nel centro di Pakkoku, città nel centro del Paese, pregando e cantando. “Ci sono circa 200 monaci che stamani hanno marciato pregando. Hanno percorso la Pauk Road”, ha raccontato un testimone alla Reuters. I monaci hanno marciato per poco meno di un’ora, recitando preghiere e canti, senza scandire slogan ostili al regime. Conclusa la manifestazione, senza incidenti, i religiosi sono ritornati ai loro monasteri. Ancora oggi sono centinaia le persone, in maggioranza monaci, recluse dopo gli arresti che seguirono le proteste di fine agosto. A promuoverle oggi come allora sono i monaci buddisti che reclamano migliori condizioni di vita e maggiore libertà. La protesta di agosto è stata spenta con la repressione della giunta militari, da oltre 20 anni al potere, anche grazie al mancato appoggio della popolazione (evidentemente terrorizzata) alle manifestazioni di piazza. ∞

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