Forleo e la giustizia formato tv

Il gip Clementina Forleo Ha ragione Beppe D’Avanzo, nell’editoriale su “Repubblica”, quando scrive – a proposito dei giudici Luigi De Magistris di Reggio Calabria e Clementina Forleo di Milano – che “paragonare quel che accade oggi nella magistratura e, alla magistratura, con quanto è accaduto a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino quindici anni fa e, per quel che se ne sa, iperbolico”. Un paragone impossibile. Di Luigi De Magistris, della sua inchiesta, che vede indagati il capo del Governo Romano Prodi e il ministro della Giustizia Clemente Mastella e del tentativo di sottrazione, mi limito ad osservare che lo Stato, con i suoi organi costituzionali, sta lentamente ma, nella forma corretta, mettendo in campo ogni strumento e procedura per valutare la situazione ed evitare colpi di mano. Diverso il caso di Clementina Forleo che ho conosciuto nei quattro anni di cronista di giudiziaria trascorsi a Milano. Su di lei ho un giudizio preciso, ma me lo tengo, perché questa volta non si tratta di esprimere dei idee sulla persona ma di valutare dei fatti. Il giudice milanese ha denunciato di aver subito pressioni da “ambienti istituzionali” per ammorbidire le sue decisioni su casi importanti (Antonveneta-Bnl) e favorire così personaggi influenti e quindi potenti. Un giudice è un pubblico ufficiale e ha l’obbligo di denunciare qualsiasi forma di interferenza con il suo operato. Forleo, quindi, dovrebbe rivelare non in diretta tv ma ai suoi superiori o davanti ad un altro pubblico ufficiale quando ha ricevuto le pressioni e da parte di chi. Insomma, faccia i nomi e i cognomi e, da buon giudice, faccia un passo indietro dalla ribalta delle passerelle televisive. In questo modo otterrebbe due risultati: smascherare chi ha agito in modo illecito, mettendoli nella condizione di non nuocere ulteriormente a lei e all’Italia, e, una volta risolto il caso, poter finalmente fare a meno di quella scorta, oggi ritenuta necessaria proprio per quelle presunte pressioni/minacce, che lei tanto sdegnosamente quanto rumorosamente ha rifiutato. Così Falcone e Borsellino, magistrati autentici e uomini di Stato, evocati dalla stessa Forleo, avrebbero agito. Senza ricorrere a microfoni, telecamere e studi televisivi. ∞

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5 commenti

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5 risposte a “Forleo e la giustizia formato tv

  1. archingeo

    vivendo in prov. di Napoli, so benissimo quali sono le ragioni per le quali la criminalità organizzata non potrà mai scomparire da queste terre. Anzi, oggi lo stato con la parvenza di voler dare una mano in questo senso, peggiora le cose dando più potere ai sindaci, come se questi provenissero da terre e realtà estranee a tali cose. Ma se le pressioni alla Forleo provenissero proprio da coloro ai quali, secondo l’articolo, il magistrato dovrebbe dare conto e denunciare? pensi che l’ascolterebbero? pensi che tali cose sarebbero arrivate alle nostre orecchie?
    Personalmente ha l’impressione che alcuni usino il pretesto delle procedure e del segreto d’ufficio solo per tenere noi “poveri fessi” all’oscuro di tutto ciò che condiziona fortemente la nostra vita.

  2. Il caso di Clementina Forleo è diverso. I problemi di Napoli e del suo entroterra, così come di alcune altre Regioni italiane, sono molto più complesse che non la situazione ambientale di un giudice di Milano. La procura e il Tribunale di Milano hanno già dimostrato in passato di saper reggere a pressioni esterne (o interne) improprie. E’ per questo motivo che, a mio giudizio, il giudice in questione dovrebbe muoversi così da consentire di chiarire, senza dietrologie, una presunta anomalia al limite della legge. Dire e non dire, denunciare e non denunciare davanti a milioni di persone non può che complicare ulteriormente il lavoro del magistrato e far venire meno la fiducia delle persone. Beppe D’Avanzo, napoletano verace, lo sa.

  3. francesco

    Beppe D’avanzo Napoletano verace come anche il presidente della repubblica lo sanno di sicuro. Ma fanno finta di non sapere perchè è meglio così per tutti (o almeno per loro).

  4. Pingback: Caso Forleo, abbiamo capito male… « Carta Straccia

  5. Pingback: Il Csm ha deciso: Forleo via da Milano « Carta Straccia

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