Con Android nasce il NetMobile

Android di Google Inutile tentare di spiegare con dettagli tecnici le novità di Android, il nuovo sistema operativo mobile di Google il cui lancio è annunciato per i prossimi giorni. Arrivo tardi e per capire il tutto è sufficiente leggersi il sito dei fenomeni di Mountain View all’indirizzo di Android e guardarsi i video ufficiali (proposti sotto) e la saga di Androidology, disponibili su YouTube. Le prime immagini mostrano il funzionamento di Android. Nel video messo su YouTube il cofondatore in persona, Sergey Brin, prende la parola per lasciarla ad un ingegnere di Google. Nel secondo sono presentate le applicazioni che girano su un prototipo di cellulare. L’interfaccia è semplice – forse simile all’iPhone di Apple – perché sfrutta tutte le potenzialità del touch screen. Meglio spendere qualche riga per analizzare la filosofia o, meglio, l’approccio scelto dai ragazzi di Google per lo sbarco nella telefonia mobile. Innanzitutto, Android è frutto di un’alleanza allargata tra le maggiori società tecnologiche e di applicazioni wireless del mondo che ha unito forze e cervelli per sviluppare le basi della prima vera piattaforma aperta e globale per i dispositivi mobili. Oltre a Google sono della partita T-Mobile, HTC, Qualcomm, Motorola, tutti riuniti sotto lo scudo, appunto, della Open Handset Alliance. Nella Nuova Santa Alleanza c’è anche – come mi corregge Aldo – un po’ di Italia con Telecom. Il risultato è che Android porta il cellulare in Internet, ovvero l’esatto contrario di quanto è successo fino ad oggi con Internet sacrificato dentro lo schermo del telefonino. Dunque quello che potremmo chiamare NetMobile è già realtà, perché con Android siamo già nella rete, senza opzioni o passaggi intermedi. Non solo. Google continua senza compromessi o cedimenti la strada dell’open source. Ieri Google ha rilasciato il codice sorgente che permetterà agli sviluppatori di tutto il web di messo creare nuove applicazione e incentivare così la partecipazione alla piattaforma di Google. Attraverso la logica del social nerworking, Google consentirà agli utenti di beneficiare i centinaia di tool in grado di personalizzare i servizi che il singolo utente giudicherà utili. E per accelerare lo sviluppo, Google ha messo sul piatto un contest da 10 milioni di euro (in verità si tratta di due sottopremi da 5 milioni di euro) per i migliori pacchetti realizzati da terze parti. In altre parole, lo sviluppatore che presenterà la miglior applicazione per Android si porterà a casa la cifra milionaria. Più altri premi in denaro, sempre dell’ordine di centinaia di migliaia di dollari. Non male. Dal concorso globale (forse il primo della storia dell’uomo) sarà esclusa l’Italia e la regione del Quebec a “causa di restrizioni locali”, fanno sapere quelli di Google. La lista dei paesi esclusi comprende anche Cuba, Iran, Siria, Nord Corea, Sudan, e Myanmar (Birmania), ovvero i “paesi canaglia” per gli Stati Uniti d’America. E questo è l’ennesimo schiaffo all’Italia che crede nell’innovazione (non solo tecnologica). L’opzione open source non è stata scelta, ad esempio da Microsoft ed Apple, la quale non ha ancora rilasciato il codice sorgente di Iphone, costringendo gli utenti (fra i quali il sottoscritto) a ricorrere ad applicazioni di terze parti non perfettamente stabili. Un errore che, secondo gli analisti (e non solo), Steve Jobs pagherà caro. Google accetta di aprirsi al mercato e non la fa di certo per filantropia, bensì perché è convinta di imporre un nuovo standard per la telefonia mobile e mettere così le mani sulla pubblicità della rete. Il motore di ricerca Google smista oltre il 70 per cento del traffico di Internet, i suoi servizi (da Gmail a Gtalk, dalle mappe ai traduttori e così via) sono usati abitualmente e con soddisfazione da milioni di utenti. I colossi dei telefonini (Nokya, Motorola e Samsung), scossi nelle fondamenta dai nuovi arrivi (Apple e Skype) sono pronti ad adottare una piattaforma nata da Internet per Internet e che sarà ceduta loro gratuitamente. Android è l’uovo di colombo o, meglio, la gallina dalle uova d’oro di Google. Con buona pace dei concorrenti. ∞

5 commenti

Archiviato in America, Attualità, Media, Mondo, Tecnologia, Video, Web, YouTube

5 risposte a “Con Android nasce il NetMobile

  1. aldo

    Una precisazione. Nella Open Handset Alliance un po’ di Italia c’è: Telecom Italia è uno dei 30 Founding Members.
    (vedi http://www.openhandsetalliance.com/press_110507.html)

    C’è comunque da vergognarsi per l’esclusione dovuta a motivi legislativi.
    Garanzie economiche preventive, speciali autorizzazioni ministeriali, solita burocrazia tricolore.
    Ringraziamo un’altra volta il Parlamento Geriatrico della Repubblica.

  2. Grazie Aldo, prendo atto dell’errore e correggo il post.

  3. Pingback: Nuove frontiere x videogames e wifi e GPS: da Android « Pensieri liquidi

  4. Pingback: Microsoft, il gigante apre alle formichine dell’Open source « Carta Straccia

  5. Pingback: Nuove frontiere x videogames, wifi e GPS: da Android | Pensieri Liquidi

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...