The Hub, Peter Gabriel per i diritti umani

Il logo di The Hub Lo slogan è “Upload It, See It, Share It, Take Action”, il nome del portale semplicemente The Hub, l’azione è di tre movimenti, “See It, Film It, Change It” (Vedilo, filmalo, cambialo). Peter Gabriel, artista internazionale, apre così al mondo la piattaforma dei diritti umani e sceglie internet come veicolo di comunicazione e informazione globale. Il portale è online da pochi giorni e già ha raccolto centinaia di testimonianze dirette, documentate da cittadini e associazioni che, partendo dai diritti umani, agiscono per cambiare lo stato delle cose. I primi video sono arrivati dalla Birmani, Palestina, West Papua, Cina ed Argentina. Dal cittadino, dal basso arriva dunque la denuncia delle violazioni rivolta al mondo che vuole aprire gli occhi. Le lingue del portale sono le lingue del mondo: inglese, francese e spagnolo. The Hub è solo l’ultima iniziativa di Peter Gabriel e rappresenta l’evoluzione di Witness, organizzazione internazionale nata nel 1992 con l’obiettivo di usare video e tecnologie online per sensibilizzare al rispetto dei diritti umani. Prima ancora, nella musica, Gabriel fondò l’etichetta discografica Real World, che diede voce e spazio a centinaia di gruppi africani, sudamericani ed asiatici, snobbati dal grande mercato delle musica commerciale. Grazie a The Hub, chiunque nel mondo può contribuire girando e inviando contenuti video, audio o foto, oppure lasciare i propri post (commenti) su ciò che ha visto all’interno del portale dei diritti umani. La forza è nella semplicità: una videocamera, una camera digitale, un cellulare e un computer creano un network formidabile per diffondere l’impegno a favore degli ultimi. “Technology is power. Use your power” recita il video di presentazione. ∞

Nota personale. Lo scorso anno ho dato vita con un gruppo di amici alla WebTv del World Social Forum di Nairobi. In soli 5 giorni abbiamo prodotto oltre 100 video, documentando i lavori del Forum sociale mondiale in cui si riconoscono migliaia di associazioni di tutti i continenti. E’ stata un’esperienza straordinaria che ci ha fatto comprendere – ma eravamo già convinti – delle straordinarie potenzialità della Rete su temi quali i diritti sociali e umani. Un network ancora attivo e che a breve evolverà con obiettivi nuovi. La sorpresa più bella – come ricorda sempre Michele – è la partecipazioni di decine di associazioni (africane, asiatiche e sudamericane) che in modo spontaneo venivano da noi con i loro video e i loro contenuti, chiedendoci di trovare uno spazio, una visibilità al loro impegno quotidiano. Un’energia che ci porterà lontani verso un mondo migliore.

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