Rai e la fiction “rubata”

Graziella Campagna, vittima della MafiaAndrà in onda il 24 febbraio prossimo la fiction «La vita rubata», dedicata all’omicidio di mafia avvenuto nel 1985 nel Messinese. Lo ha confermato il direttore generale della Rai, Claudio Cappon. Il film narra la storia della 17enne Graziella Campagna, commessa in una lavanderia di Saponara, uccisa da Cosa Nostra, perché trovò nella camicia l’agendina dimenticata dal boss latitante Gerardo Alberti junior.

A chiedere la sospensione della fiction è stato il presidente del Tribunale di Messina in quanto proprio in questi giorni è previsto l’avvio di un nuovo processo a carico di presunti mandanti ed esecutori dell’omicidio e c’era il rischio di un possibile condizionamento dei giudici a causa dei contenuti della fiction.

Nei giorni scorsi la notizia della mancata messa in onda della fiction su richiesta della magisratura aveva innescato forti polemiche, tanto che lo stesso Beppe Fiorello, che ne è uno dei protagonisti, aveva parlato di censura: “Graziella è stata uccisa due volte”. Il consigliere di amministrazione Rai Sandro Curzi aveva parlato in una nota ufficiale di turbamento dei giudici poco credibile, mentre il Guardasigilli, Clemente Mastella, aveva spiegato di aver fatto solo da «postino» in questa vicenda, «girando al direttore generale della Rai una richiesta che mi era pervenuta dal presidente della Corte d’Appello di Messina».

Mi chiedo se la televisione può davvero condizionare un processo o, se in Italia, sono altre le cause che inficiano da sempre i più importanti processi. ∞

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