Putin, nuovo Zar di Russia

Vladimir Putin La Russia ha scelto il suo Zar: Vladimir Putin. E con esso la sua corte “Russia Unita”, il partito che fatti di interessi e potere. La nuova Duma, la camera bassa del parlamento, è di fatto completamente nelle mani degli uomini di Putin e il nuovo Zar potrà agevolmente gestire il suo futuro politico, considerato che è in scadenza e non potrà più essere rieletto. Lui voleva una vittoria schiacciante, un’incoronazione, e l’ha avuta. Non contano i metodi, conta il risultato delle elezioni politiche russe.
Russia unita è stata votata dal 64,1% degli elettori russi. Dietro c’è il vuoto: il Partito comunista di Ghennadi Ziuganov (Kprf), perde qualcosa ma si attesta sull’11,6% dei voti, davanti Partito liberaldemocratico (Ldpr) di Vladimir Zhirinovski, il Mastella russo, con l’8,2% e il partito stampella di Putin, “Russia giusta” del presidente del Consiglio della federazione Serghei Mironov, con il 7,8%. Lo sbarramento del 7% mette fuori dal parlamento i liberali di Yabloko (1,6%) e l’Unione delle forze di destra (Sps) all’1%.

Non pervenuti i voti andati all’opposizione e, in particolare, all’Altra Russia dell’ex campione di scacchi Garry Kasparov: “Sono le elezioni più disoneste e sporche di tutta la storia moderna della Russia”, ha denunciato Kasparov che invita i cittadini a deporre garofani rossi davanti alla sede della commissione elettorale, per celebrare i funerali della democrazia. Kasparov e i suoi sostenitori sono stati vittime di arresti e violenze nel corso della campagna elettorale. Ancora stamattina, gli uffici del suo movimento sono stati presi “visitati” da militanti dell’organizzazione giovanile filo Cremlino Nashi (Nostri) e otto militanti sono rimasti feriti.

A storcere il naso sulle elezioni russe è anche l’Occidente. Gli osservatori internazionali hanno giudicato la consultazione “non compatibile con gli standard europei”. Goran Lennmarker, a capo della delegazione dell’Osce, ha ribadito che “è inammissibile l’influenza dello stato e di certe forze politiche durante la campagna elettorale. Non c’era parità fra i partiti in lizza e si sono registrate troppe persecuzioni ai danni dell’opposizione”. Sulla stessa linea anche il capo delegazione del Consiglio d’Europa Luc van der Brande, il quale punto il dito contro la mancanza di divisione fra i poteri esecutivo e giudiziario e la “situazione unica” creata dalla candidatura di un presidente in carica.

Il successo elettorale, pur condizionato pesantemente dal gruppo di potere vicino a Putin, non può non far riflettere sulla sensibilità del popolo russo alle regole democratiche. Forse, su questo aspetto ha ragione Evghenij Evtushenko, mito della poesia russa, che nell’intervista a Repubblica, spiega bene la situazione nel paese: “In Russia il passaggio alla democrazia non è facile, soprattutto in presenza di un potere volgare che nessuno attacca…”.

Molto più cauti i leader occidentali. Gli americani fanno sapere che non sono molto convinti della correttezza del voto, mentre molto cauti si dimostrazione i vicini europei, a conferma che la difesa dei principi democratici in Russia non è nell’agenda politica . Al primo posto ci sono – come nel caso della Cina – gli interessi economici. L’italiano Romano Prodi se la cava con una affermazione neutrale: “E’interesse di tutti, anche delle autorità russe, chiarire e tranquillizzare l’opinione pubblica internazionale, e porre termine ai problemi e agli interrogativi sollevati”. Posizione pressoché identica quella Gran Bretagna, mentre il portavoce del governo tedesco, Thomas Steg, non usa mezze misure: “Non vi sono dubbi: se misurate con i nostri standard le elezioni non sono state nè libere nè democratiche”. A controbilanciare la fuga in avanti tedesca ci pensa, il presidente francese Nicolas Sarkozy che si è telefonicamente congratulato con Putin. Un tempo, la Francia insegnò tre principi fondamentali: libertà, eguaglianza e fratellanza. Oggi, la nuova Francia omaggia il nuovo Zar di tutte le Russie. ∞

2 commenti

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2 risposte a “Putin, nuovo Zar di Russia

  1. Il suo popolo lo ha premiato.

  2. Veramente Putin e’ di sangue blu’, in quanto come affermava un articolo della Pravda di Orlova, ascende ai principi Putiatin discendenti di Re Poto, figlio di Re Adelchi che si rifugio’ a Costantinopoli, mutando nome in Flavius Gaius Teodatis Potior e ritenuto pretendente al trono di Bisanzio, quale discendente di Costantino ed imperatore Potior Valens valentiniano. Re Poto e’ capostipite dei Principi Puoti di Castello Puoti o Castelpoto (BN),in Russia ,il ramo cadetto ,era detto Putiatin (dinastia Comneno di Castrum Poti o Castrum Komne da cui Comneno, avito castello Castamonio, che traduce Castrum Eracles Monoikos, culto della Gens Potitia. L’abbreviazione in Putin da Putiatin deriva dal fatto che trattavasi di ramo naturale del clan Poutatin come afferma la Pravda.

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