Quotidiani e le “bad” news

L’home page di Repubblica Osservo stamani – ore 7,30 – l’hp di Repubblica, dopo aver scorso le altre dei maggiori quotidiani e mi tocca registrare che su 16 notizie, ben 13 erano “negative”. Gli argomenti erano nell’ordine, liti tra partiti (Prodi contro Cashmere Bertinotti, Berlusconi contro il sinistrorso Casini), , violenza sessuali da parte di preti americani su minori, omicidi, strage in un centro commerciale sempre in America, bimbi uccisi dalle mamme in Germania, incidenti sul lavoro, sedicenne morta per una tonsillite e quindi malasanità, le morti provocate dall’obesità in Italia, il faccia a faccia in tribunale dell’omicida con la madre della vittima, l’arresto di un presunto truffatore in Inghilterra. Le altre notizie? Il nucleare in Iran, dove si rischia una guerra a causa di quel pirla di Bush, le carte segrete di Craxi e tangentopoli, Padoa Schioppa che annuncia nuove tasse.

Forse io non capirò più nulla di giornalismo. E’ probabile, se questa è la priorità delle notizie. Se così è, resto intimamente convinto che il mondo, fuori dalle redazioni, non sia tutto beghe politiche, omicidi, tangenti e stupri. Certo, la denuncia pubblica va perseguita per taluni fatti, ma è altrettanto vero che la negatività, le cattive notizie pagano in termini di audience.  Mi chiedo se per “vendere” dobbiamo rincorrere sempre l’immondizia.

L’altro giorno ho incontrato Gilda Farrell, capo del Dipartimento dello sviluppo della coesione sociale del Consiglio d’Europa, la quale mi ha parlato dell’importanza dei media per una società inclusiva, dove gli individui siano maggiormente attenti e sensibili agli altri, a coloro che hanno culture e religioni diverse: “Purtroppo in Italia la situazione è peggiore che in altri paesi europei. Sui giornali e televisioni trova maggiore spazio e per più giorni la notizia del benzinaio morto durante una rapina in un quartiere di Napoli che l’impegno della gente dello stesso quartiere per migliorare la qualità sociale e contrastare la criminalità…”. Abbiamo forse, noi giornalisti, dimenticato che una società e il vivere quotidiano ha più voci, certo più sommesse e meno rumorose delle cattive notizie, ma altrettanto importanti. ∞

Ha ragione Ms. Farrell. Purtroppo ha dannatamente ragione.

ps. Nella conta avevo dimenticato l’unica vera notizia positiva riportata da Rep: l’Inter allunga in campionato. E da interista è un bel leggere.

Annunci

2 commenti

Archiviato in Costume, Giornalismo, Televisione, Video, Web

2 risposte a “Quotidiani e le “bad” news

  1. C’erano anni in cui anche tu rincorrevi le “bad news”, quelle che fanno vendere i giornali, quelle che fanno far carriera ai giornalisti, quelle che se sbagli una virgola ne rispondi in tribunale, quelle che non ti fanno dormire la notte, quelle che i clienti dei bar (che scroccano il giornale mentre bevono il cappuccino) leggono per prime…

    …quelle che permettono a un prodotto editoriale di riservare qualche spazio anche alle buone notizie…

    ansel

  2. Mi sono occupato di cronaca giudiziaria per anni, è vero, ma non ho mai smesso di pensarla così. E i colleghi che davvvero mi hanno conosciuto bene, te le possono confermare.
    Quanto al prodotto editoriale, lasciamo perdere, rischieremmo un dialogo tra sordi, muti e ciechi…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...