Il Fisco presenta il conto al Calcio

Massimo Tononi Massimo Tononi è un tipo tosto: trentino di nascita ma londinese di adozione (professionale) è considerato uno dei manager italiani emergenti. I bene informati dicono che a soli 41 anni abbia guadagnato, all’estero e meritatamente, un patrimonio sufficiente per le prossime quattro generazioni. Prodi – di cui è sostenitore da sempre – lo ha voluto nel suo Governo con la carica di sottosegretario all’Economia. Mesi fa, lo stesso Prodi lo voleva alla guida di Alitalia, nella difficile transizione verso la vendita.
Ebbene, nella sua carica di sottosegretario, Tononi presenta il conto del Fisco alle società di calcio: 754 milioni di euro di debiti, riferiti ai periodi di imposta dal 2001 al 2005. Su 193 società ben su 102 sono assoggettate a procedure esecutive in sede di riscossione: sequestri, pignoramenti e via dicendo.

Il debito, secondo i dati diffusi da Tononi, riguarda in gran parte le società di serie A, che accusano debiti per 376 milioni, la metà della cifra richiesta. Il fisco richiede i soldi a società che in passato sono fallite o hanno attraversato forti scossoni interni. Due esempi: Parma AC Spa, gestione Tanzi, deve 81.52 milioni di euro), mentre il nuovo Parma FC Spa non deve nulla; lo stesso vale per la defunta SS Calcio Napoli Spa (a debito di 47,43 milioni di euro), mentre la più “giovane” Napoli Soccer Spa nulla più deve. E si potrebbe continuare con Fiorentina e Torino. Ma, spulciando i conti, si nota come alcune società hanno già incominciato ad accumulare debiti verso l’erario.

In aiuto della società calcistiche è arrivata la Finanziaria che, grazie ad un emendamento approvato in commissione Bilancio alla Camera, elimina la stretta sulle perdite delle società sportive. Nella formulazione originale, la norma assimilava le perdite alle spese di rappresentanza e ne permetteva la deducibilità di solo un terzo dell’importo.
Diverso il discorso per le sulla contabilità delle squadre di calcio quotate, Roma, Lazio e Juventus: per effetto dei principi Ifrs, il bilancio 1 luglio 2006 – 30 giugno 2007 è stato il primo redatto secondo i nuovi principi contabili internazionali. Per le tre big del calcio nostrano non è più possibile utilizzare la normativa “spalmadebiti” che consentiva di dilazionare negli anni a condizioni di favore il debito verso lo Stato.

Riuscirà il sottosegretario Tononi a portare a casa il “tesoretto” fiscale? Il calcio è molto generoso con calciatori, procuratori e personaggi vari, ma è altrettanto parsimonioso quando si tratta di pagare il conto per la sicurezza negli stadi e versare al Fisco quanto dovuto sul favoloso giro di affari del pallone. ∞

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