Archivi del giorno: 11 dicembre, 2007

Tiscali e la IpTv da 50 mila abbonati

 Mario Marianitiscali-rai.jpeg

Mario Mariani, amministratore delegato di Tiscali Italia, prevede 50 mila clienti sulla IpTv di Tiscali entro il 2009. Auguri. Buon 2008. ∞

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Zune vs iPod: la topica di Wired

Zune vs. Ipod

Anche i migliori sbagliano. E questa volta capita a Wired, la prestigiosa rivista online dedicata a tutto ciò che è tecnologia, tendenze ed altro. Wired mette a confronto Zune (Microsoft) a iPod (Apple). La notizia – altrimenti non avrei scritto il post – è che lettore mp3 di Microsoft batte il rivale Apple, dopo anni di delusioni e smacchi. Però… Però… Però… C’è qualcosa che non quadra a mio avviso nel test di Wired: il confronto è tra Zune2  e Apple Classic, ovvero il nuovo prodotto di Bill Gates contro il prodotto sottoposto a lifting di Steve Jobs.

Il confronto più corretto, tenendo presente il tasso di innovazione dei lettori, sarebbe dovuto avvenire tra Zune2 ed iPod Touch. E allora per l’ennesimo anno consecutivo, la disfida sarebbe andata alla Mela Morsicata. A parere mio… ∞

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La classe operaia esiste ancora

La strage alle “ferriera” Thyssen di Torino ha ricordato, ai molti che sembrano averlo scordato, che in Italia esiste ancora la classe operaia che muore per il lavoro e che guadagna un salario appena sufficiente ad arrivare a fine mese.
Scusate, di fronte ad una tragedia non si dovrebbe fare polemica. Ma è più forte di me. ∞

Nino Santino ai funerali del figlio
«Assassini, chi mi ridà mio figlio? Dov’erano gli estintori? Assassini».
(Nino Santino, il padre di Bruno, morto a 26 anni con altri tre operai nel rogo alle acciaierie ThyssenKrupp).

Tutto regolare
(Prima dichiarazione del gruppo ThyssenKrupp a difesa dell’impianto di Torino)

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Led Zeppelin’s Reunion

Led Zeppelin oggi In questi 27 anni di lontananza, John “Bonzo” Bonham ci ha lasciati. Sul palco è salito Jason Bonham, figlio del defunto batterista, che ha aperto la reunion degli altri Led Zeppelin – Robert Plant, Jimmy Page e John Paul Jones – nel concerto di Londra. Ai loro piedi, invecchiati pure loro, 18 mila fans che sono arrivati a spendere fino a 115 mila euro per un biglietto. Via con “Good times, bad times” per passare  al repertorio che li ha resi famosi “Black Dog”, “Stairway to Heaven”, “Nobody’s Fault but Mine”, “Kashmir”, “The Song Remains the Same”, “Rock and Roll” o “Whole Lotta Love” per finire con “Dazed and Confused”. Io non c’ero a Londra ma ho cantato lo stesso, guardando lassù. Verso quella scala immaginaria che porta in Paradiso. ∞

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I barbari dello sciopero su gomma

Camion in sciopero Ormai è chiaro ai tutti: vuoi far valere le tue ragioni? Blocca il traffico, manda in collasso una città, collassa un’arteria stradale, paralizza o almeno metti in pericolo il libero scambio di uomini e merci, e sarai ascoltato.  La tecnica  l’hanno già applicata  i taxisti,  controllori di volo e affini, i benzinai. Ora tocca ai camionisti. Da giorni i più grossi (i camion) impediscono ai più piccoli (le automobili e le persone) di viaggiare.

Gli effetti sono sotto gli occhi di tutti. Il motivo: il contratto, regole in grado di tracciare la “filiera” del trasporto (dal magazzino di partenza fino all’arrivo, tutti devono essere individuabili), tabellario con i costi minimi del servizio di autotrasporto, controlli  contro l’utilizzo di mano d’opera irregolare, a una disciplina del cabotaggio che eviti la concorrenza sleale. Inoltre, sgravi fiscali e riduzione del pedaggio autostradale.

Noto che la maggior parte dei “problemi” sarebbero superabili da un codice di autodisciplina, improntato alla correttezza e al senso civico.  Quanto a sgravi fiscali e ticket più bassi, non mi spiego perché nessuno spieghi loro con chiarezza che sono i camion a provocare il maggior grado di usura delle autostrade e, soprattutto, perché se l’Italia ha fatto la scelta scriteriata di scegliere la gomma alla rotaia (come altri paesi europei) deve essere ancora una volta il cittadino a pagare per perpretare un errore a cui prima o poi occorrerà mettere rimedio.

Quanto al metodo del branco scelta per l’ennesima protesta di parte trovo una sola parola: barbaro. Cosa dovremmo chiedere noi a loro per l’aria inquinata da fumo e polveri, rumore e le quotidiane code da camion? ∞

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Lo strappo del Kosovo

 Le truppe Nato in KosovoIl Kosovo proclamerà in maniera unilaterale la propria indipendenza dalla Serbia prima di maggio. L’annuncio, previsto, è arrivato  da Pristina, dove le autorità kosovaro-albanesi avvieranno immediatamente trattative con i loro sostenitori occidentali per arrivare alla dichiarazione di indipendenza dalla Serbia. E il processo sarà completato in tempi molto rapidi, “parecchio prima di maggio”. La mossa di Pristina, prevedibile dopo il fallimento della mediazione, è stata annunciata da Skender Hyseni, portavoce della delegazione che ha condotto i negoziati con Belgrado.

Quasi contemporaneamente da Mosca è arrivato un nuovo durissimo monito: “Se i nostri partner (Europa e Stati Uniti, ndr.) riconosceranno una proclamazione unilaterale d’indipendenza da parte del Kosovo, noi invece non lo faremo – ha minacciato  il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov – Chi appoggia l’indipendenza del Kosovo pensi con estrema attenzione alle conseguenze perché in tal caso quegli stessi Paesi violerebbero il diritto internazionale e  provocherebbe una reazione a catena, nei Balcani e in altre parti del mondo”.

La diplomazia internazionale, a quasi 10 anni dai massacri compiuti dalle milizie paramilitari serbe sulla popolazione di etnia albanese, non è riuscita a segnare una strada di pace in Kosovo. Gli albanesi, maggioranza al 90% in Kosovo, hanno deciso che è l’ora di agire e con il (probabile) assenso dei paesi occidentali hanno fissato anche le date del cammino. Non sarà facile, ma sicuramente hanno un futuro ancora più difficile le migliaia di serbi che da anni hanno deciso di vivere dentro le prigioni all’aria aperta che sono le enclave: stranieri in patria sia che scelgano di restare in Kosovo, sia che scelgano di riparare in Serbia. ∞

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