A morte la pena di morte

Al bando i patiboli nel mondo A pelle non ispira simpatia e sulla coscienza (politica) ha qualche errore imperdonabile (Bicamerale), ma questa volta a Massimo D’Alema va riconosciuto il merito di un risultato storico. L’assemblea generale delle Nazioni Unite ha detto sì alla proposta di moratoria sulla pena di morte: 104 Stati hanno votato a favore, 54 contro e 29 astenuti. Il prossimo passo è l’abolizione della pena capitale. Il risultato va diviso con Francia e Unione Europea che hanno fornito un primo e determinante contributo, a cui sono seguiti quelli di Messico e Brasile.

Tra i contrari – è bene ricordarlo – Cina  e Stati Uniti, dove le esecuzioni capitali fanno parte delle pene definitive inflitte ai detenuti. Negli Usa, salvo eccezioni per reati federali, sono i singoli stati, e non il Presidente né il Parlamento, a decidere delitti e castighi, in nome dell’autonomia locali. Ma qualcosa si sta muovendo nella Prima Democrazia (si fa per dire) del mondo: è di queste ore la notizia che il New Jersey ha abolito la pena di morte. Per il momento sono solo 13, su 50, gli Stati dove il boia è stato messo al bando.

Moratoria a parte rimane ancora lungo il cammino. Ad esempio, mancano dei report sulla gestione della giustizia nei paesi dove la pena di morte èancora legge e spesso è una legge legata a doppio filo alla politica o, peggio, alla religione. Manca ancora da parte delle Nazioni Unite la capacità e la volontà di incidere sugli Stati che non rispettano i diritti fondamentali  e dove la dignità dell’uomo non è ancora un valore fondante. Un uomo si può uccidere anche socialmente e moralmente. Ed è una morta forse peggiore perché ingiusta.

Intanto incassiamo il piccolo, ma importante, passo verso un mondo più civile. ∞

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1 Commento

Archiviato in Attualità, Diritti umani, Governo, Mondo, Politica

Una risposta a “A morte la pena di morte

  1. UMI

    Speriamo si materializzi con un messa in pratica della stessa, e che la morte in nome della giustizia sia solo un ricordo.

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