Valentino fa pace con il fisco, noi no

A Natale siamo tutti più buoni e quindi è il periodo migliore per fare la pace. Devono pensarla a questo modo anche Valentino Rossi e il Fisco italiano che proprio in queste ore stanno trovando un accordo: il pilota di moto pagherà 15 milioni di euro all’Agenzia delle Entrate e sanerà qualsiasi contenzioso con il fisco che da lui reclamava la bellezza di 59 milioni di reddito mai dichiarato negli ultimi due anni, 2005 e 2006.
Rossi potrà così tornare a vivere a Tavullia, lasciando Londra (io ci penserei in ogni caso…) e ripartire verso una nuova immagine con nuovi manager.
L’uomo chiave della trattativa è Victor Uckmar, uno dei più importanti fiscalisti italiani, al quale si è rivolto lo storico commercialista del pilota, Arnaldo Cappellini. Uckmar, uomo di Governo con ottimi contatti romani ed in particolare con il sottosegretario Vincenzo Visco.
L’Italia resta uno strano paese. Ha messo Rossi sulla graticola dopo che l’Agenzia delle Entrate aveva starnazzato di volere da lui 112 milioni di euro: alla luce di quanto sta succedendo o questi sono degli emeriti cretini che si accontentano di un decimo del dovuto o sono viaggiamo in un paese a velocità e corsie diverse. Come è possibile che il Fisco chiuda un contenzioso accontentandosi di incassare meno di quanto l’evasore non ha pagato in condizioni normali?Prendiamo ad esempio Valentino Rossi: se il suo reddito prodotto in Italia e mai dichiarato ammonta a 59 milioni, conti alla mano lui avrebbe dovuto versare in tasse almeno 30 milioni di euro.
Perché il fisco si accontenta della metà?
Rossi mi è simpatico, più di Pavarotti e Giancarlo Fisichella – altri due che hanno scelto lo stesso sentiero fiscale – e non giudico la sua posizione meno imbarazzante di quanti hanno scelto da tempo l’autostrada dei paradisi fiscali. Ad incominciare da tutti, ma proprio tutti, gli imprenditori e industriali italiani, campioni di calcio o attori, uomini di Governo (vogliamo parlare di Berlusconi?), piloti e manager (di Briatore cosa diciamo?) e compagnia cantante.
La storia di Rossi porta a concludere che non siamo un Paese serio ed equo: solo se sei ricco – tanto da permetterti di pagare qualche milione di euro per uno come Uckmar – puoi permetterti di pagare meno della metà delle tasse dovute allo Stato. Iva ed Irap escluse. Con buona pace di quelli come noi che al Fisco versiamo fino al 60 per cento dei nostri guadagni e che se sgarriamo le multe le paghiamo per davvero, fino all’ultimo cent: Irpeg, Iva e Irap incluse.
Buon Natale, Valentino. Per il 2008 almeno facci sognare su due ruote. ∞

Lascia un commento

Archiviato in Attualità, Costume, Economia, Governo, Sport

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...