Archivi del giorno: 25 dicembre, 2007

Anno nuovo, Finanziaria nuova

Il ministro Paoda-Schioppa Il governo ha approvato la legge Finanziaria. Grazie ai senatori a vita. Evitiamo giudizi (già espressi) sulla composizione e la tenuta dell’attuale maggioranza, frutto anche di una legge elettorale scellerata e concentriamoci sulla Finanziaria: è una buona legge che continua a mettere mano ai conti di una Repubblica che non conosce le parole rigore e buona amministrazione.  E’ per questo che il plauso va al ministro Padoa Schioppa che, nel limite del possibile, ha saputo resistere alle pressioni di lobby e congreghe italiche per dare sostanza ad una struttura di gestione della Cosa Pubblica migliore di quanto sia successo in passato.Tra le novità – come riporta anche il Sole 24 Ore – si segnalano la class action, il tetto agli stipendi dei manager, il riutilizzo delle risorse derivanti dalla lotta all’evasione fiscale per sconti Ici e interventi in favore delle fasce deboli del Paese. In campo fiscale gli interventi di questo Governo sono andati più alle imprese, con la semplificazione e la riduzione dei costi fiscali, che aiuti concreti alle famiglie. Un forte sostegno arriva anche alle infrastrutture e alla ricerca. Prevista, poi, una riqualificazione della spesa pubblica che continua a cavalcare e la riduzione dei costi della politica. Nelle pieghe della Finanziaria, ci sono anche nuove regole per la maternità e i congedi parentali di chi accoglie un bimbo in affido o in adozione, bonus per le famiglie numerose. Novità sul fronte degli affitti per inquilini a basso reddito e per i giovani under 30 che vogliono lasciare la casa di mamma e papà per andare a vivere da soli. Detrazione aggiuntiva fino a un massimo di 200 euro per l’abitazione principale, che non si applica per ville, case di lusso e castelli. Arrivano fondi per gli ammortizzatori sociali, una stretta sulle auto blu che non potranno superare i 1.600 centimetri cubici di cilindrata. Negli uffici pubblici si parlerà al telefono tramite Internet e le lettere saranno sempre più sostituite dalle e-mail. Arriva un nuovo regime fiscale per i contribuenti minimi, mentre per le imprese taglio dell’Ires dal 33 al 27,5% e alleggerimento dell’Irap con un allargamento della base imponibile delle imprese accompagnato dalla riduzione generalizzata dell’aliquota dal 4,25 al 3,9 per cento. Previste anche agevolazioni per piccole imprese e microimprese che operano in quartieri degradati delle città.Tutto il resto è polemica politica che non entra nel merito della questione. ∞ps. Come spesso accadde l’analisi migliore è venuta dal Sole 24 Ore. Leggi: l‘Abc della Finanziaria, e il commento comma per comma.  

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L’ultimo schiaffo Alitalia

Alitalia è in vendita Il cda di Alitalia ha scelto Air France, il governo non ha ancora deciso e i sindacati già protestano. In questi giorni si sta facendo un gran parlare della vendita della compagnia di bandiera che da tempo vive grazie ai soldi pubblici. Nessuno parla del reale problema: ovvero della difficoltà di rimettere sul mercato una società che offre uno dei peggiori servizi aerei di tutto il pianeta, con una (gran) parte del personale di terra e di bordo fortissimo nelle rivendicazioni e scadente dal punto di vista professionale. Per non parlare della dirigenza, di nomina politica e (quasi) mai scelta per meriti. Alitalia è un’azienda che ha un numero di dipendenti che non ha pari tra le compagnie aeree nel mondo. Perché?
Ben venga l’acquirente straniero (Air France), meno manipolabile dalla logiche italiche e con un solido piano societario, piuttosto che il partner di casa nostra (AirOne) che, guarda a caso, piace più alla politica e ai sindacati. Quanto a Malpensa, un aeroporto deve vivere sul traffico aereo reale e non quello indotto da accordi a discapito della libera concorrenza e della logica di impresa.   
Dopo Telecom abbiamo perso Alitalia e con esse l’occasione di avere partner e non nuovi proprietari stranieri. Ma anche qui il discorso sarebbe lungo ed ecco perché la politica non può tirare l’ultimo schiaffo ad Alitalia, pilotandone la vendita. ∞

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I fatti del 2007: non dimentichiamo la Birmania

I monaci birmani

Il sondaggio di Ipr Marketing per Repubblica conferma che per gli italiani il fatto più significativo del 2007 è stato la marcia dei monaci contro la giunta militare in Birmania. Al secondo posto c’è la strage nella acciaieria ThyssenKrupp di Torino.  La protesta a Rangoon è finita nel sangue, in Birmania la repressione continua e noi non dobbiamo dimenticare la gente di quel paese. Così come noi non dobbiamo dimenticare la piaga degli incidente sul lavoro. ∞

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Buon Natale

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Un blog in pochi click

Ho pescato questo video nella rete che ti insegna come fare un blog in pochi minuti. Cosa aspetti? ∞ 

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La Regina sceglie il web

  I tempi cambiano e le monarchie pure. E così occorre aggiornare anche le invocazioni. La regina Elisabetta d’Inghilterra sceglie la Rete per inviare ai suoi sudditi il tradizionale messaggio augurale di Natale. L’appuntamento è per le ore 15 di oggi, 25 dicembre, quando Elisabetta rilascerà il video, inaugurando così il nuovo canale video “The Official Channel of the British Monarchy“, che sarà immediatamente rilanciato su YouTube. L’ora non è casuale: infatti le ore 15 permetteranno di raggiungere contemporaneamente i sudditi di sua Maestà, dislocati nei vari continenti e alle prese con diversi fusi orari. La scelta vuole, in particolare, arrivare ai giovani, garantendo così un ponte tra passato e futuro.L’icona della tradizione del paese più tradizionalista apre alla Rete per uno dei momenti più solenni e decide di farlo in maniera mirata per YouTube, che molti continuano a considerare una sorta di grande ricettacolo. La scelta è importante perché è un segnale anche a quanti sono distanti da Internet, per abitudini e cultura o semplicemente a causa del digital-divide, di quanto sia irreversibile la migrazione verso il web. E sorprende ancor più il caso dell’Italia, dove – ad esempio – le pubbliche amministrazioni o i servizi siano estranei o, meglio, non sfruttino gli strumenti a loro disposizione.  Ve lo immaginate Prodi o Napolitano che parlano agli italiani attraverso Internet o addirittura che aprono una chat? Io no. “God save the Queen & the Net”. ∞ 

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