Contrada e la grazia express

Bruno Contrada Bruno Contrada è – a detta dei giudici – un alto funzionario dello Stato che ha tradito per accordarsi con la mafia e per questo condannato a 10 anni di carcere. Lo provano le sentenze e, prima ancora, le prove raccolte contro di lui. Contrada si è sempre dichiarato innocente e il verdetto non ha mancato di far discutere. E’ di queste ore la decisione del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di sollecitare un’istruttoria sul caso: un invito raccolto dal Guardasigilli Clemente Mastella il quale – davanti ai microfoni di tv e radio, guarda a caso – ha già espresso il parere secondo cui “la grazia è un atto dovuto, visto anche l’allarme destato dalle condizioni di salute”. Mastella auspica tempi brevi, molto meno dei sei mesi necessari per l’attivazione della procedura di grazia. Unica voce contraria Rita Borsellino, sorella del giudice Paolo ucciso nel 1992 dalla mafia, la quale ha definito “grave” la decisione di un’eventuale grazia a Contrada: “Altri servitori dello Stato sono morti nell’adempimento del loro dovere”.   Il vero allarme in Italia – forse è bene ricordarlo al ministro – è la grande criminalità che nel nostro paese controlla ormai almeno quattro regioni abitate da oltre 15 milioni di persone. E durante un’emergenza vera non si fanno sconti, soprattutto con chi ha cercato accordi o aderenze con il nemico. Se Contrada ha fatto ciò per cui è stato condannato non merita la grazia, a meno che qualcuno sia per l’ennesima volta in disaccordo con i giudici e veda nella grazia una sorta di risoluzione per una condanna eccessiva. Ma allora lo si dica chiaramente. ∞

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1 Commento

Archiviato in Attualità, Criminalità, Cronaca, Politica

Una risposta a “Contrada e la grazia express

  1. aldo

    Di “voci contrarie” mi sembra ce ne siano parecchie. Basta girare un po’ per siti e blog.
    Mastella e Napolitano non perdono occasione per dimostrarsi lontani dal comune sentimento di giustizia.

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