Fidel lascia e Cuba guarda al suo futuro

Fidel Castro ai tempi della Sierra Fidel Castro lascia la carica di presidente di Cuba. L’annuncio è dello stesso “lider maximo” che sul sito del Granma, il quotidiano comunista cubano, lascia quello che si può considerare il suo testamento politico. Fidel Castro era al potere dal 1959.
L’uscita di scena di Fidel – dopo mezzo secolo – chiude definitivamente un’epoca e accelera la transizione dell’isola verso un nuovo modello politico ed economico. Da alcuni anni Castro non era più alla guida ne del partito ne di Cuba: il fratello Raul e la nuova dirigenza avevano sostituito un Fidel sempre più ammalato e incapace di incarnare una prospettiva reale per un’isola che da troppo tempo sta pagando gli errori e le conseguenze di una rivoluzione sfumata.
Castro ha la grande responsabilità di non aver saputo dare un’evoluzione democratica alla rivoluzione cubana degli anni ’50, quando – con l’appoggio di tutto il popolo cubano e un manipolo di guerriglieri – aveva destituito il regime totalitario di Fulgencio Batista e cacciato gli Stati Uniti che ne avevano fatto una sorta di protettorato. Lo spirito della rivoluzione cubana e dei suoi miti – da Che Guevara a Camillo Cienfuegos – è stato tradito da Fidel.
Di fronte all’embargo americano – mai contrastato con forza dalla comunità internazionale – Castro ha reagito con la chiusura democratica interna e il patto con l’Unione sovietica in politica estera. Crollato l’impero sovietico, a Castro e a Cuba è rimasta solo la prima opzione. Da anni, il lider maximo e il suo gruppo politico non gode più dell’appoggio popolare: Cuba chiede le riforme e l’apertura verso il mondo, negata ancora oggi anche dall’atteggiamento degli Stati Uniti, decisi a circoscrivere chirurgicamente in Centro e Sud America la via cubana al socialismo e alla democrazia. Per gli Stati Uniti è necessario isolare Fidel e trasformarlo in un dittatore, a costo di affamare un intero popolo. Ancora oggi milioni di cubani soffrono la mancanza di medicine, l’economia langue anche a causa della mancata fornitura di macchinari e scambi commerciali: l’isola vive una situazione irreale e drammatica di isolazionismo rispetto al resto del mondo. E tutto alla faccia del modello democratico che gli Stati Uniti – i guardiani del Terzo Millennio – vorrebbero esportare nel mondo. Chi è stato a Cuba ha toccato con mano la situazione.
Fidel, nel bene e nel male, ha segnato le sorti di Cuba, attraversando per mezzo secolo la storia del mondo alla guida di una piccola isola caraibica. La speranza è che cuba riesca a trovare una propria identità e un futuro libero dai laccioli di una rivoluzione morta da almeno 20 anni e lontano dai tentacoli degli Stati Uniti, ai quali non interessa certo – e la storia del Centro e Sud America lo dimostra – il benessere del popolo. ∞

1 Commento

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Una risposta a “Fidel lascia e Cuba guarda al suo futuro

  1. e speriamo che questo cambiamento possa avvenire senza “guerra civile”..poichè forse ci sarà chi vorrà mantenere l’attuale stato di cose…
    speriamo perchè aldilà della politica Usa Cuba non può restare “fuori dal mondo”

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