I blogger lontani dai… blog

Facce da blogger Scrive Michele un post su una questione che da tempo stiamo dibattendo: ovvero quanto siano distanti dalla blogsfera e dai suoi fermenti alcuni tra i blog leader italiani. In particolare, Michele se la prende con i twitter che consenteno ai blogger di comunicare il loro quotidiano. Dice – tentando io di riassumerlo – il post: cosa importa a me, lettore, di sapere se tu stai andando al concerto o stai cucinando i biscotti o se ti prepari per la prossima conferenza? Poco o nulla, anzi alla lunga mi infastidisce perché fuori c’è un mondo diverso che merita di essere spiegato e raccontato.

Michele ha ragione. Da tempo noto tra i blogger, alcuni dei quali ritenevo essere tra i migliori e che ancora oggi segnalo sul mio blog, la tentazione malcelata di promuovere se stessi e le loro attività professionali, guarda a caso legate alla blogsfera, agli sponsor più o meno ricchi, e – soprattutto – a celebrare il loro piccolo, virtuale cenacolo, quasi fossero loro i tenutari del verbo. Non discuto la conoscenza e la professionalità di molti di loro, ma proprio perché preparati mi aspetto da loro sapere non tanto che sono andati in crociera grazie allo sponsor o che tengono i corsi (pseudo-universitari) o che girano di conference in conference. Da loro mi aspetto che contribuiscano in maniera forte e continuativa – da veri leader – alla diffusione di un nuovo modello di informazione, non più verticale (affidata agli editori tradizionali) ma orizzontale, fatta dagli utenti. Tutto il resto è, se va bene, fuffa o, peggio, un’autopromozione ai fini di lucro o narcisismo.

Resto convinto che il web 2.0 sia la risposta democratica della net-community alla nuova stagione della conoscenza e dell’informazione ma troppo spesso rimango deluso dai contenuti che ritrovo nella blogsfera. A partire proprio dai leader. A loro, pionieri e – perché no – professionisti (o quasi) della blogsfera chiedo ancora di più. Ed è per questo motivo che soffro sempre più la tendenza, in molti di loro, all’autocelebrazione, all’autocitazione, nel tentativo di conservare e rafforzare una sorta di cenacolo degli eletti. Io credo che il web abbia bisogno della loro intelligenza, così come quella di molte migliaia di persone che quotidianamente aprono il proprio blog.

Certo, nessuno mi costringe a leggerli o a continuare a mantenere la loro iscrizione nel mio aggregatore. Il problema è che io ogni mattina accendo il mio computer e, per prima cosa, apro il mio solido aggregatore, nella speranza di apprendere, leggere qualcosa che mi spinga ancora più in là nella ricerca e che almeno per quel giorno plachi la mia sete di conoscenza. Ecco perché a me – così come a Michele e, penso, a molti altri – delude una reiterata sufficienza autoreferenziale. Ma stiano tranquilli LorSignori, continueremo a leggerli. Almeno per ora. ∞

Annunci

1 Commento

Archiviato in blog, Media, Web

Una risposta a “I blogger lontani dai… blog

  1. Alfredo

    Michele ha ragione.

    Michele ha torto. Voi avete torto, secondo la mia modestissima opinione di scrittore e prosumer. Il fatto di conoscere la vita di un altro deve essere parte dell’informazione veicolata. Come si farebbe altrimenti a sapere se chi sta scrivendo qualcosa finga solamente di pensarla in tal modo.

    Da loro mi aspetto che contribuiscano in maniera forte e continuativa – da veri leader – alla diffusione di un nuovo modello di informazione, non più verticale (affidata agli editori tradizionali) ma orizzontale, fatta dagli utenti. Tutto il resto è, se va bene, fuffa o, peggio, un’autopromozione ai fini di lucro o narcisismo.

    Secondo me sei caduto in una contraddizione in termini. Non esistono leader nel mondo di Internet. Esistono i popolari e gli impopolari. Ognuno è leader nel suo spazio, nel suo resoconto/tracciato internettiano fatto di bit. Il weblog nasce prima di tutto per tracciare qualcosa, dati soprattutto. L’informazione può essere o meno condivisa a tutti o a una determinata utenza.

    Chi si apre al pubblico espone delle sue personalissime idee. Non è un giornalista che assurge ad essere leader, sempre secondo la mia opinione, proprio perché il blogging non è fare informazione, al più può diventarlo.

    Entrare in un blog e leggere delle piccole esperienze personali a volte è atto di realismo e di concretezza. La vita non è ascesi e così non può esserlo il suo tracciato online. Sarebbe un voler scorporare la mente e i suoi più alti pensieri e infonderli in un testo accessibile da una larghissima rete.

    L’informazione che viene veicolata, per essere davvero orizzontale e non comandata dall’alto, non deve e non ha bisogno di alcun leader, ma di una comunità e per tanto di idee comuni o dialettiche.

    P.S.
    Più leggo il tuo blog e più mi ritrovo affascinato. Mi piace molto il tuo stile e il tuo uso del trattino.
    Il firmarti con il nasto Mobius dà l’idea di un discorso non finito, di qualcosa che continua nella tua mente. Non può che essere uno spunto per me che condivido la tua abitudine nello scrivere con questo mezzo.

    Ti aggiungo al mio blogroll e non chiedo di fare con me altrettanto. 🙂

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...