Fuori dal partito tutti gli inquisiti. O quasi.

L’onorevole Sandro Bondi “Forza Italia non intende ricandidare chi ha procedimenti penali in corso”. Lo afferma oggi il coordinatore nazionale Sandro Bondi.

L’annuncio provoca un dubbio o, meglio, una constatazione: in un ogni paese civile questa scelta è scontata e non serve nemmeno annunciarla. A riportarci alla “normalità” italiana ci pensa però lo stesso Bondi: “Tutti saranno esclusi ad eccezione di quelli che, come sappiamo, hanno un’origine di carattere politico… Un partito come il nostro che – conclude Bondi – dalla sua nascita ha sempre potuto vantare un’assoluta onestá da parte di tutti i suoi rappresentanti».

W l’Italia. ∞

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3 commenti

Archiviato in Centrodestra, Politica

3 risposte a “Fuori dal partito tutti gli inquisiti. O quasi.

  1. Vax

    Dopo la prima rettifica (esclusi quelli che hanno un’origine di carattere politico) ne è arrivata un’altra….. infatti Bondi ha detto che è “Si tratta di un’ipotesi provvisoria, in realtà dobbiamo ancora discuterne”.

    Che grandi….. cambia il nome, ma non il “modus operandi”. E nonostante questo mantengono il 45% dei consensi…… vediamo quanti ne avranno ad Aprile.

  2. Alfredo

    Io penso che siano i giovani che devono farsi spazio a gomitate anche e soprattutto in un partito di maggioranza larghissima.

    Il problema è che a volte ci sono troppi peli sulla lingua da parte dei leader che i giovani per la loro poca esperienza, dovuta per forza di cose all’età, non hanno.

    Bisogna appoggiare Fini e il suo operato e fargli sentire la vicinanza di tutti, anche dei giovani forzisti. L’iniziativa di un parlamento pulito non nasce di certo da un comico genovese ma ha una lunga storia alle spalle. C’è anche da dire però che noi siamo connazionali di Cesare Beccaria e non possiamo far finta che la morale vada solo in un senso. Mi spiego meglio: noi dobbiamo far valere anche i principi sanciti dalla costituzione e dalla nostra etica sociale, non possiamo dire che un condannato che abbia scontato in pieno la sua pena non sia stato riabilitato, altrimenti la pena stessa non avrebbe senso d’esistere.

    Se da un lato è giusto eliminare dalle liste (da Roma) i nomi di coloro i quali si siano macchiati di reati che hanno poco a che fare con una pulizia morale tanto acclamata, anche per una impossibilità dell’elettore nello scegliere, dall’altro dobbiamo anche far presente che non si può far passare il messaggio che chi ha pagato debba continuare a farlo a vita. Ciò sarebbe anche più facile se lo Stato fosse più autoritario e imponesse che le pene venissero scontate con piena certezza, senza ovviamente trasformare le patrie galere in bagni penali ottocenteschi.

    Ricordiamoci di Beccaria e Hugo e facciamo in modo che la giustizia sia applicata per intero e con giudizio. I magistrati facciano il loro mestiere ma senza protagonismo e agone politico in quanto detentori di un largo potere che può arrivare a privare un cittadino della propria libertà; la cosa più importante e meno apprezzata fin quando non la si perde.

    P.S.
    Sono del PDL è ho creato in questi giorni il blog Giovani per la Libertà. Il suo scopo è quello di far sentire la voce inespressa di una larga parte di giovani impegnati e schierati nel centro-destra.

  3. Pingback: Nel paese di Cesare Beccaria « Il ristorante della mente

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