Microsoft, il gigante apre alle formichine dell’Open source

Steve Ballmer, Ceo di Microsoft Signori, contrordine. Microsoft apre all’open source e tende la mano agli sviluppatori terzi che fino a pochi mesi fa aveva indicato come nemici e portato in tribunale a suon di denunce e risarcimenti danni milionari perché colpevoli di sviluppare applicazioni collegate ai loro software.
Lo storico annuncio è stato dato oggi a Redmond, sede del colosso, dai vertici aziendali alla stampa. C’erano proprio tutti:
il Ceo Steve Ballmer, il Chief Software Architect Ray Ozzie, il senior vice president Server and Tools Business e senior vice president Bob Muglia e il general counsel for Legal and Corporate Affairs di Microsoft Brad Smith.

La nuova strategia del più grande produttore di software al mondo punta tutta sulla interoperabilità.

Come mai il monopolista dei software di milioni di computer apre alla comunità degli sviluppatori, ovvero all’esercito di formichine dei bit? La risposta – ad avviso di chi scrive – è semplice: Microsoft non vuole perdere una sfida strategica, vitale, della prossima era digitale.

Non a caso, Google – che ha già messo all’angolo Microsoft nel Web, tanto da costringerla all’offerta (rifiutata) di acquisto di Yahoo – ha fatto proprio dell’open source un proprio caposaldo, aprendo i codici sorgente delle proprie applicazioni agli sviluppatori di tutto il mondo. Android, la piattaforma di servizi mobile è stato l’ultimo esempio.
La stessa Apple era stata costretta a dicembre ad aprire i segreti del suo ultimo gioiello, l’iPhone, a terzi parti così da permettere lo sviluppo di nuovi servizi e consolidare la diffusione del cellulare sul mercato mondiale.

Fino a ieri, invece Microsoft, aveva preferito contrastare gli sviluppatori indipendenti. Lo stesso Ballmer spiegava così a maggio la linea dura di Redmont: «Viviamo in un mondo che rispetta la proprietà intellettuale e la comunità open source deve stare alle regole del gioco. Il cosiddetto free software infrange 235 brevetti appartenenti alla Microsoft. Questa situazione deve finire».

Le cose sono cambiate, merito anche della progressiva forza delle formichine contro il colosso sempre più in difficoltà. Negli scorsi mesi sono arrivati gli accordi con Novell e Turbolinux, seguiti dalla rinuncia a procedere nei confronti di singoli sviluppatori. Non a caso il prossimo 27 febbraio Microsoft spiegherà il segreto del suo nuovo slogan: “(Forge) new powers”.∞

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1 Commento

Archiviato in Tecnologia, Web

Una risposta a “Microsoft, il gigante apre alle formichine dell’Open source

  1. Alfredo

    Come mai il monopolista dei software di milioni di computer apre alla comunità degli sviluppatori, ovvero all’esercito di formichine dei bit? La risposta – ad avviso di chi scrive – è semplice: Microsoft non vuole perdere una sfida strategica, vitale, della prossima era digitale.

    Su questo io sono di un’opinione differente. MS ha dovuto cedere anche perché attanagliata da sentenze della Corte Europea e non solo per ricorrere le formichine. È fatto noto che le formiche sono annoverate fra gli animali più forti e robusti del pianeta.

    Non è da sottovalutare l’opera svolta negli anni da parte di comunità che avevano il solo scopo di rendere libera la conoscenza tramite lo scambio e la manipolazione dell’informazione. Non parlo della TV, ma proprio dell’informatica.

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