Ultrà e calcio, 20 arresti a Roma

Gli scontri dopo la morte di Sandri, tifoso laziale A leggere le accuse – associazione per delinquere, devastazione, lesioni, porto di oggetti atti ad offendere – tutto sembrano fuorché tifosi. Eppure, loro, tali si definiscono. A Roma oggi sono finiti in galera 20 ultrà di estrema destra (alcuni vicini a Forza Nuova), in prevalenza laziali, accusati di diversi episodi di violenza politica avvenuti nella capitale. A cominciare dagli scontri dell’11 novembre scorso dopo l’uccisione del tifoso laziale Gabriele Sandri, per cui è scattata anche l’aggravante del terrorismo; alla rissa provocata a Villa Ada, nel corso di un concerto del gruppo di sinistra della Banda Bassotti, quando una ventina di persone a volto coperto ed armati di bastone fecero irruzione durante l’esibizione ferendo due persone. Spedizioni punitive contro tifoserie ostili, aggressioni di extracomunitari, l’attacco ad un centro rom, la progettata partecipazione agli incidenti campani per l’emergenza rifiuti, le irruzioni nei centri sociali frequentati da giovani di sinistra.

La maggior parte degli arrestati sono pregiudicati e gran parte di loro avevano già subito il Daspo, il provvedimento che vieta l’ingresso negli stadi. La speranza è che a questi gli stadi siano vietati per sempre e che paghino i danni causati durante i disordini. Il calcio è sport, la violenza è un’altra cosa. Così pure la memoria di un ragazzo morto in autostrada. ∞

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Archiviato in Criminalità, Cronaca, Sport

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