Fratellini di Gravina, forse una caduta accidentale nel pozzo della morte

Il pozzo di Gravina dove sono caduti i due fratellini

C‘è una nuova verità che sta venendo avanti sul caso dei due fratellini di Gravina, trovati morti nel scorsi giorni in una cisterna per la raccolta dell’acqua piovana. Francesco e Salvatore sarebbero caduti insieme nel pozzo “accidentalmente”. E’ la convizione di alcune fonti investigative dopo l’esito dei primi esami medico legali. Forse Francesco è stato il primo a precipitare, seguito dal fratellino Salvatore che probabilmente gli è caduto addosso. La ricostruzione dei giorni scorsi – un fratellino che cade, l’altro che scende per salvarlo ma resta imprigionato nella cisterna – perde consistenza. Le dimostrerebbero le radiografie che i medici legali hanno condotto sui resti dei due bambini di Gravina. Francesco, il più grande, ha fratture al bacino, alla tibia e al femore, mentre Salvatore ha soltanto una ferita al piede. Francesco potrebbe essere quindi morto per emorragia; il fratellino sfiancato dal freddo.

La ricostruzione scagionerebbe il padre Filippo Pappalardi, in carcere da novembre con l’accusa di aver ucciso i due figli e di aver nascosto i cadaveri.

«In quarant’anni di professione come medico legale non ho mai visto niente di simile», ha detto il professor Luigi Strada, dell’istituto di medicina legale dell’Università di Bari e consulente della difesa di Filippo Pappalardi. «È stata davvero una morte orribile, specialmente per Salvatore, che si è spento alcune ore dopo la morte del fratello. Dalla scena si ricava che Tore cercò disperatamente una via di uscita indicata da un raggio di luce, ma resosi conto dell’impossibilità di salvarsi, raschiò freneticamente con le unghie una parete del cunicolo», ha spiegato il consulente in un’intervista all’emittente pugliese Telenorba. Strada è sicuro del fatto che Francesco, il primo a cadere nel pozzo, non si rese assolutamente conto del rischio e cadde sul fondo. Tore, invece, nel tentativo di soccorrere il fratello, è sceso cercando di utilizzare gli appigli esistenti nel condotto, riducendo gli effetti della caduta. ∞

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