Orso, JJ3 ucciso in Svizzera

Il destino è davvero crudele. Ieri, 14 aprile 2008, mentre la madre veniva trasferita dal serraglio del santuario di San Romedio al recinto del Casteller (alle porte di Trento) dove trascorrerà all’ergastolo il resto dei suoi giorni, nelle stesse ore, in Svizzera, suo figlio JJ3 veniva ucciso dalle guardie federali svizzere perché ritenuto “troppo pericoloso”. Così, dopo il fratello JJ2 (noto come Bruno) ucciso in Baviera la scorsa estate, anche JJ3 è stato ammazzato per mano dell’uomo. Lo stesso uomo che – a nemmeno tre giorni di cammino, in Trentino – aveva portato i loro genitori Jurka e Jose (da qui l’acronimo, nemmeno molto fantasioso, JJ per i figli…) dalla lontana Slovenia per un tentativo di ripopolare il territorio di un animale storico delle Alpi, di fatto estinto. C’è da chiedersi, seriamente, se davvero ne valesse la pena di reintrodurre una specie che, appena varca i confini di una provincia (e gli orsi non conoscono le nostre carte geografiche), viene sistematicamente sterminata a colpi di pallettoni.
L’Orso JJ3 è stato ucciso – come riporta l’Ansa, riprendendo una nota dell’Ufficio federale dell’ambiente di Berna – ieri sera in Svizzera nella regione del Grigioni centrale perché era diventato un “pericolo” per le persone. Nelle scorse settimane – sempre secondo le autorità svizzere – “l’orso si è spinto sistematicamente fino ai centri abitati alla ricerca di cibo e non si è più lasciato intimorire malgrado le ripetute azioni di dissuasione diventando così un pericolo per la sicurezza delle persone. L’abbattimento è stato eseguito nel quadro della Strategia Orso Svizzera”, precisa un comunicato dell’Ufficio svizzero.
Le autorità svizzere barano sui termini per giustificare un gesto barbaro. E questo è un fatto grave. JJ3 non era un animale “pericoloso”, bensì “problematico”, perché si avvicinava troppo ai centri abitati, anche se mai aveva messo a repentino la vita delle persone. Gli svizzeri hanno deciso di risolvere a colpi di fucile un problema. Ne prendiamo atto, così come prendiamo atto che è più difficile accedere al territorio svizzero per un orso rispetto ad un evasore fiscale o a un riciclatore di denaro sporco, visto che da anni la Svizzerà è un paradiso fiscale. Ma questo non è un problema per le autorità svizzere, bensì è un affare. Un affare schifoso ma molto molto remunerativo per le banche e i forzieri del paese del cioccolato e del formaggio con i buchi. Gli svizzeri sono molto più solerti ad uccidere un orso che rispondere ad una rogatoria internazionale sui conti illeciti di qualche cittadino disonesto. Nessun avvocato si è mosso per JJ3: un orso non tiene il conto corrente in Svizzera.
Negli ultimi mesi, nel Cantone dei Grigioni è stata rilevata la presenza di due orsi: MJ4, che presenta un comportamento cosiddetto discreto e si aggira nella zona dell’Engadina – Val Monastero, e JJ3. Speriamo che MJ4 (j sta per Jurka…) se ne stia buono in qualche anfratto…
L’associazione ambientalista Pro Natura ha protestato contro l’abbattimento di JJ3: “Non vi erano segnali che l’orso fosse diventato aggressivo nei riguardi delle persone. E’ vero che non manifestava timore verso gli umani, ma non costituiva ancora un rischio”.
La verità è tanto semplice quanto triste: le autorità svizzere, al pari di quelle tedesche (e presumibilmente austriache) non vogliono orsi sul loro territorio. Sono contrari gli allevatori e i contadini, oltre ai cacciatori. Le lobby contano e non poco. Soprattutto se votano.
JJ3 aveva imparato dalla madre Jurka a rapportarsi con l’uomo che li aveva abituati, impunemente, a cibarsi nei pressi delle case (abusive) della val di Tovel. Come la madre, ora ergastolana per buona pace degli elettori trentini, quando non lo trovava pronto se ne serviva perché aveva imparato a trovare cibo vicino alle case degli umani. Quanto ai danni provocati, è noto che in Trentino, così come in Svizzera, Austria e Baviera, sono di molto superiori quelli provocati dagli ungulati (cervi e caprioli), ma l’orso desta allarme sociale e la pace sociale non ha prezzo. Soprattutto se riacquistata con pochi grammi di piombo.
Con questa uccisione – e non sarà l’ultima – si afferma con la forza un principio naturale: negare il diritto di esistere agli animali indesiderati e negare all’uomo un rapporto vero con la natura. In fondo, ai turisti, così come agli indigeni, piace molto di più il bosco e la montagna ridisegnati modello cartolina, proprio come i giardini di casa. A quando, gli gnomi di plastica, per la gioia degli amanti del kitch? ∞

ps. Quella che vedete è la foto di Jurka, libera, con JJ2 e JJ3. Di loro è l’unica cosa che ci rimane.

ps2. Sarà un caso ma il 14 aprile tutta Italia era occupata a conoscere l’esito delle elezioni politiche…

Annunci

3 commenti

Archiviato in Attualità, Cronaca

3 risposte a “Orso, JJ3 ucciso in Svizzera

  1. Bellisario Sandro

    JJ3 è stato ucciso dalla “civilizzazione” svizzera. Da vivo sarebbe costato qualcosa, imbalsamato in un museo del Grigioni s’incassera’ il prezzo del biglietto! Eppure in Svizzera ci si vanta di avere grande rispetto della natura, il problema è che il rispetto per il quattrino è ancora piu’ grande.

  2. nadia silvestro

    Sono a dir poco infuriata per la totale mancanza di rispetto per quel poco di patrimonio faunistico italiano che ancora abbiamo da parte delle autorità austriache prima e svizzere ora… ma nessuna voce autorevole si alza in protesta??????bastava narcotizzare il povero orso e riportarlo in zone italiane!(magari in collaborazione con le nostre guardie forestali….) o no?

  3. Pingback: Abruzzo, un altro orso avvelenato « Carta Straccia

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...