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Fini e le differenze inesistenti

Dal salotto buono della trasmissione tv “Porta a Porta”, il presidente della Camera, Gianfranco Fini, auspica “tolleranza zero” contro i neonazi che a Verona hanno pestato selvaggiamente Nicola Tommasoli, il giovane di Verona dichiarato clinicamente morto dopo quattro giorni di agonia. Rispetto a questo episodio, sempre secondo Fini, sono «molto più gravi» le contestazioni dei giorni scorsi della sinistra radicale contro la Fiera del libro di Torino, durante le quali sono state bruciate alcune bandiere israeliane: “L’aggressione dei naziskin veronesi e la violenza dei centri sociali torinesi sono due fenomeni che non possono essere paragonati».

Mi sembra veramente un azzardo tentare un parallelismo tra due episodi tanto gravi, quanto diversi: entrambi vedono protagonisti degli imbecilli e irresponsabili. Oltre che, nel caso di Verona, dei criminali. Distinguere sull’imbecillità mi sembra un esercizio accademico. E, prima ancora, pericoloso. ∞

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Padre Pio, il miracolo del business

Migliaia in conda a San Giovanni Rotondo per vedere una maschera di silicone dell’ennesimo santo, nato questa volta a Pietrelcina. Più li guardo e più mi convinco che dio non esiste, anche se – una volta tanto – il miracolo c’è stato per davvero. Economico. ∞

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Grillo e i giornalisti, un paio di firme le farei…

Da giornalista sul V2-Day di Beppe Grillo a sostegno dei tre referendum per l’abolizione dei finanziamenti pubblici all’editoria, per l’abolizione dell’Ordine dei giornalisti e della legge Gasparri: un paio di firme le metterei pure io. ∞

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Il migliore è Cetto, parola di Aldo Grasso


Chi è il miglior politico in tv? Aldo Grasso, critico televisivo del Corrierone, non ha dubbi: Cetto La Qualunque. “Il politico – scrive Grasso – che in questo momento ha più successo in tv è un non politico. In tutti i sensi. Il personaggio interpretato da Antonio Albanese mette a nudo le molte ipocrisie di questa campagna elettorale. È il politico più scorretto che ci sia e non se ne vergogna. È un irresponsabile verbale. Conduce un’esistenza assillata da troppi problemi; proprio per questo, a suo modo, è in grado di risolvere ogni problema”. Voto 8 a Cetto. Voto 10 a Grasso. ∞

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Benigni in Tv, le sue migliori battute

Roberto Benigni (foto Corriere.it) In rigoroso ordine alfabetico:

Berlusconi/1. “Questione di democrazia: per cinque anni me la sono presa con il governo, ora tocca un po’ all’opposizione”.

Berlusconi/2. “C’ha avuto cinque mogli, di cui due sue, farebbe meglio a fondare il partito del popolo dell’armadio, per quante volte ci si è nascosto dentro”.

Berlusconi/3. “Un anno e mezzo fa è nato il governo Prodi, Berlusconi per recuperare andava in tv a dire ‘chi vota a sinistra è un coglione’, ‘i froci son tutti di sinistra…”.

Berlusconi/4. “E’ ossessionato dal governo: ‘Cade, cade’, non ripete altro, sta impazzendo. Silvio, per la tua salute, ti devi riposare, prenditi una settimana in cui non fai un partito nuovo”.

Berlusconi/5. “A Veltroni proporrà una legge elettorale ‘alla Vaticana’, si elegge uno e finché campa ci sta solo lui”

Bondi. “Non lo toccherei nemmeno con una canna da pesca, falso come il bilancio di un’azienda di Berlusconi”.

Buttiglione. “Il sesso governa il mondo. Uno per parlarne dovrebbe possederlo. Buttiglione è un grande filosofo e parla sempre di omosessuali ma ha l’aria di uno che non ha neanche il pisello. Per carità, può darsi ne abbia due. Rocco e i suoi piselli”.

D’Alema/1. “L’hanno candidato alla presidenza della Camera e ha detto che per il bene delle istituzioni faceva un passo indietro. Poi alla presidenza della Repubblica e per il bene delle istituzioni ha fatto un passo indietro. L’avevo invitato qui, poi gli ho detto che avevo dato il suo posto a Veltroni e mi ha detto che per il bene della diretta faceva un passo indietro…”.

D’Alema/2. “Per me D’Alema è come Berlusconi per Emilio Fede”.

Mastella.
“Diceva sempre: o faccio il ministro o niente, ho faccio il ministro o niente. Ve lo ricordate, vero? Bene, è riuscito a fare tutte e due le cose…”.

Mele (Cosimo e la squillo con la cocaina). “E ti credo, dopo quindici giorni rinchiuso con Giovanardi, Cesa e Buttiglione…”.

Prodi/1. “Ha vinto le elezioni con uno scarto di 25 mila voti, 25 mila coglioni, tutti omosessuali”.

Prodi/2. “Prima andava a messa una volta a settimana, ma ora ha fatto mettere una cappella a Palazzo Chigi per pregare per la buona salute dei senatori a vita”.

Savoia: “Mandate sms da 1 euro per una famiglia piemontese indigente, vissuta all’estero perché senza permesso di soggiorno. Si chiamano Savoia, hanno nomi altisonanti ma sono poveri: sono in 4 ma con 3 ville, hanno due yacht ma non possono comprare i due modelli nuovi usciti. Hanno chiesto 260 milioni per le spese, non vogliono di più. Il bello è che ora vuole i rimborsi anche il Granduca di Toscana, ma in fiorini d’oro e pure i Borboni vogliono soldi. Organizziamo un Telethon per risollevare il trono, si chiamerà Telethron”.

Sesso/1.
“Sulla durata del rapporto sessuale, la media dell’italiano è risultata di tre minuti, mi son detto ‘sarà compresa la doccia’”.

Sesso/2. “Si parla troppo di sesso. Ad esempio, l’allungamento del pene, alla fine ce l’attorciglieremo come un distributore di benzina”.

Sesso/3. “Nel ’68, durante la proiezione di un film erotico, il quale però non faceva vedere nulla ma annunciava sempre il sesso, un tizio dal fondo della sala esclamò: ‘Troppa trama…'”.

Sircana (portavoce di Prodi). “Pubblicare quelle foto è stato scandaloso, ci credo che si è sentito male, roba da andare in trance”.

Storace.
“E’ un grande filologo, ha ripristinato il vero saluto romano: ‘mortacci tua, te ceco l’occhì’”.

Tremaglia. “In An non lo salutano più da quando gli italiani all’estero hanno votato a sinistra”.

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Benigni porta l’inferno in paradiso

E’ difficile scrivere dopo oltre un’ora di parole e sentimenti alti. A mancare sono proprio le parole – questa volta scritta – per descrivere la perfezione fatta passione con cui Roberto Begnini ha interpretato Dante nel suo spettacolo “Il quinto dell’Inferno” su RaiUno. Benigni ha fatto di più. Ha trasformato la poesia in racconto, dando un corpo e sentimenti ai versi della Divina Commedia. E’ l’inferno il luogo dove Benigni trova la grandezza di Dante Alighieri; tra i peggiori, tra gli ultimi degli ultimi, persone condannate per aver scelto di vivere la vita fino in fondo.
Prima di lui, altri avevano scelto di raccontare l’inferno dei dannati per raccontare l’essenza dell’uomo. De André, ad esempio, lo aveva cantato nelle sue canzoni.
Benigni questa sera ha aperto il cuore di tutti noi, perché ha parlato dell’amore, “il dono più bello che ci è stato fatto”. E lo ha fatto con la semplicità del suo geniale talento, accelerando per poi frenare e ripartire nella profondità dei sentimenti. I personaggi cantati da Dante si sono materializzati davanti ai nostri occhi e nelle nostre menti con una luce nuova, quella dell’anima. Il capolavoro di Benigni sta proprio qui, in questo suo ostinarsi a cercare per trovare, a recitare per spiegare, a descrivere per animare i dannati della vita. E’ qui, nel secondo cerchio, dove il giudizio divino ha relegato i lussuriosi, come Paolo e Francesca. Lei che pur nel tormento eterno rivendica il suo amore verso l’uomo che l’ha rapita. E Benigni entra a tal punto nella storia che il suo declamare è rotto più volte dalla commozione.
Quando, nel 1300, tra l’aprile e il marzo, Dante scrisse nella notte quei versi mai avrebbe pensato che 700 anni dopo un artista sarebbe riuscito a far rivivere con tanta energia la sua poesia davanti a milioni di persone. Questa sera è successo e tra le persone plaudenti in studio c’era, ne sono certo, anche il Sommo Poeta. ∞

ps. Non è stato, quello di stasera, l’unico Benigni. Il TuttoDante in 13 puntate per altrettanti Canti della Divina Commedia proseguirà mercoledì 5 dicembre alle 23, con duplice raddoppio il 25 e 26 dicembre e l’1 e 2 gennaio. W la Rai.

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Bergamini, sospesa dalla Rai, riparte dalle “intercettazioni”

Deborah Bergamini, sospesa dalla RaiLe intercettazioni telefoniche segnano la carriera professionale di Deborah Bergamini dentro la Rai ma, al contempo, aprono a lei una nuova – ma non inedita – carriera di blogger. La televisione di Stato ha sospeso Bergamini dalle funzioni di giornalista e direttore della sezione marketing, dopo la pubblicazione delle intercettazioni telefoniche da cui risulterebbe che lei – con altri dirigenti Rai, Bruno Vespa, Carlo Rossella, Fabrizio Del Noce, Clemente Mimun – avrebbero preso accordi con Mediaset su programmazione e contenuti di telegiornali e programmi. La comunicazione è arrivata alla Bergamini via posta. “Nei confronti della dottoressa Deborah Bergamini non è stato preso alcun provvedimento disciplinare – sottolinea la Rai -. L’azienda ha deciso di dispensare temporaneamente la dottoressa Bergamini dal rendere prestazione lavorativa fino alla conclusione del procedimento istruttorio in corso”. Una formula bizantina che sembra lenire la sostanza.
E proprio oggi l’ex Bergamini ha aperto il suo blog (www.deborahbergamini.it) che sottotitola “intercettazioni di conoscenza”, a chiarire subito il “taglio” del diario online. Tra i primi a contribuire al blog ci sono Bruno Vespa, in video (poteva essere altrimenti? Ndr.) ripreso da La7, durante la trasmissione Tetris, e dal titolo eloquente: “Le intercettazioni? Sono una schifezza, vi auguro di capirci”. Dopo di lui c’è Maria Giovanna Maglie, ex Tg2, che difende Bergamini e riprende l’articolo del Giornale
La carriera di blogger, Bergamini l’aveva già intrapresa da tempo, con il nickname Cartimandua, regina dei Celti. E proprio Bergamini ricorda la sua First Life in un post: “Cartimandua, Regina dei Celti non c’è più. Era un personaggio di fiaba, abitava un territorio libero, immaginario. Quello in cui ogni tanto mi piaceva fare qualche incursione di poesia e gioco. Ma gli accadimenti degli ultimi giorni, le intercettazioni pubblicate su Repubblica e su altri giornali e la bufera che ne è seguita, non mi consentono più di rifugiarmi in un mondo di sogno, per quanto poetico…”. Ed è da qui che per Bergamini incomincia la sua Second Life. ∞

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