Archivi categoria: Scienza

Il Vaticano irrompe nella campagna elettorale italiana

Il papa con il cardinale Bertoni

Un amico ben introdotto in Vaticano, (è una delle poche frequentazioni che gli rinfaccio…, ndr.) mi spiegava dell’assoluta intesa tra il papa Benedetto XVI e i suoi più stretti collaboratori, in particolare il numero due della gerarchia cattolica, il cardinale Tarcisio Bertoni. Mi ha colpito ieri l’uscita dei due pressoché in contemporanea.
“L’uomo rimane uomo con tutta la sua dignità, anche quando è un embrione o in stato di coma”, ha ribadito Benedetto XVI nella navata di San Lorenzo in Piscibus, in occasione dei 25 anni del ‘Centro Giovanile Internazionale”. Il nuovo monito del pontefice è arrivato nel corso di in un’omelia a braccio tutta incentrata sul significato della vita e della morte.

Pochi minuti e da Baku, capitale dell’Azeirbagian dove si trova in visita pastorale, il segretario di Stato vaticano, cardinale Tarcisio Bertone, auspica che i leader dei vari schieramenti politici italiani mettano in atto “il rispetto promesso ai valori cristiani”.

E’ inevitabile il collegamento tra gli interventi del Papa e quello del suo numero due. Il dibattito pre-elettorale è destinato quindi a strascichi di polemiche sui temi etici dell’eutanasia, dell’aborto e della legge 194, con una tempistica dettata da uno Stato estero: il Vaticano. Quando sarà possibile uno Stato che permetta ad un individuo di scegliere in coscienza senza le speculazioni e le forzature dettate da posizioni religiose. ∞

Annunci

Lascia un commento

Archiviato in Cronaca, Politica, religione, Sanità, Scienza

Ricerca medica e l’oscurantismo cattolico

In Italia la ricerca medica è ancora ostaggio della Chiesa cattolica La difesa dell’associazione nazionale dei medici chirurghi e degli odontoiatri dell’aborto, pillola del giorno dopo, diagnosi pre-impianto nella fecondazione assistita e assistenza ai neonati estremamente prematuri (questo il documento della Fnomceo) fa infuriare Avvenire, il quotidiano della Cei che lo definisce addirittura un falso e fantomatico.  Oggi il papa Benedetto XVI torna a parlare di “salvaguardia e rispetto” della vita.

La reazione dei medici alle posizioni del quotidiano cattolico è molto dura: “L’accusa di falso è offensiva: non scherziamo su queste cose”, ribatte il presidente dell’ordine dei medici di Firenze Antonio Panti.

 Nel servizio del giornale della Cei si parla di “strane manovre” che avrebbero fatto sì che alle agenzie di stampa fosse stato inviato “un fantomatico documento” mentre invece, secondo le parole riportate dal quotidiano dei vescovi di Valerio Brucoli, componente del comitato sulla deontologia della Fnomceo, “Nel consiglio nazionale sono state lette 14 relazioni dei gruppi di lavoro, ma non sono state nè votate nè approvate. In particolare quella relativa ai temi etici (e che ora viene presentata come la posizione della Fnomceo) è solo una delle posizioni espresse al comitato etico, quindi un’opinione personale”.

Indignata la replica del presidente dell’Ordine dei Medici fiorentino, Panti: “Faccio parte del comitato ristretto che ha redatto il documento. Un gruppo dove ci sono anche esponenti di varie filosofie”, ha riferito Panti. Il dibattito è stato intenso nel comitato ristretto e il documento scaturito “è stato distribuito in cartella già venerdì mattina e illustrato, insieme ad altri documenti presenti in cartella, ai presidenti degli ordini. Non è stato cambiato nessun testo. E’ stato approvato tal quale”.

L’intransigenza della Chiesa, anche di fronte alle evidenze della scienza, mi ricorda la vicenda di uno dei geni italiani che rischiò la vita per aver affermato che è la terra a girare attorno al sole e non viceversa, come invece sosteneva ai quei tempi la Chiesa. E l’Italia continua a pagare, soprattutto nel campo della ricerca medica, la chiusura e l’oscurantismo cattolico, mentre nel resto degli Stai moderni la scienza è libera di camminare senza lacciuoli confessionali. E’ questa forza che l’Italia ancora non conosce, demerito di una politica spalmata sui diktat dello Stato del Vaticano, desiderosa sola di incassare il voto cattolico.

Da uomo e da laico rivendico il diritto di scegliere come e quando morire di fronte ad un male incurabile, sostengo la ricerca medica che mi offre una prospettiva sul futuro dei miei figli o quello dei miei nipoti. Ma la Vaticano questo non piace e in nome della sua verità impone delle regole confessionali. Che tristezza. ∞

8 commenti

Archiviato in Attualità, Politica, religione, Salute, Sanità, Scienza, Vaticano

Apple raddoppia memorie e ingordigia

Il nuovo modello di Ipod Touch Apple raddoppia la memoria dell’iPhone e dell’iPodTouch. Il cellulare passa da 8 a 16 GByte di memoria, così come il prezzo che lievita da 399 dollari /euro a 499 dollari/euro.A parte la discutibile (ma remunerativa) scelta di Apple di mantenere fisso il cambio tra dollaro ed euro, con un rapporto di 1:1, la casa di Cupertino ha rinforzato anche la memoria dell’Ipod Touch, ora portato a 32 GByte per un costo a catalogo di 499 dollari e 459 euro, contro i 369 del modello a 16 GB e 379 euro degli 8 GByte.Intanto la prossima settimana a Barcellona, città che ospiterà il Mobile World Congress 2008, Apple annuncerà l’arrivo del suo smartphone in Italia con Tim e in Spagna con Telefonica. Ai due paesi dovrebbe aggiungersi la Svizzera.
Questa volta però Apple l’ha fatta davvero grossa: nell’ultimo aggiornamento del software per Ipod touch ha inserito cinque nuove applicazioni: email, mappe, meteo, note e andamento azionario. Apple lo spaccia per novità, ma in realtà sono le stesse applicazioni già installate sull’IPhone. Eppure le fanno pagare circa 18 euro. Che si fa? Ci tocca raccare anche l’Ipod Touch per recuperare delle applicazioni talmente diffuse da sorprendere l’ingordigia degli uomini Apple. 

1 Commento

Archiviato in Apple, Attualità, Media, Scienza, Tecnologia

Apple, c’è qualcosa nell’aria

Tutto pronto al Moscone Center di San Francisco

A poche ore dall’apertura di MacWorld Expo 2008, la tradizionale convention che Apple organizza ogni anno a San Francisco per presentare i suoi prodotti e quest’anno caratterizzata dallo slogan “There’s something in the air” (C’è qualcosa nell’aria, appunto), ho scovato nella rete la foto – edita da MacNN –  di uno dei cartelloni di allestimento del Moscone Center, dove ad ore è atteso il keynote di Steve Job. Secondo il cartellone, in attesa di essere coperto da teli neri, la presentazione va tutta all’IPhone e non a qualche nuovo portatile, magari supersottile o con il touch-screen.  L’appuntamento è per le 17.30 ora locale. Stiamo a vedere… ∞

2 commenti

Archiviato in America, Apple, Attualità, blog, iTunes, Mondo, Scienza, Tecnologia, telefonia, Televisione, Video, Web

MondoMac, un’alba piena di novità

Steve Jobs Da giorni le indiscrezioni tentano di anticipare quello che oggi presenterò Steve Jobs a MondoMac, l’appuntamento della Melamorsicata a San Francisco. Un anno fa fu la volta di IPhone, che si prese tutta la scena, oggi l’attesa è carica di incertezze. Repubblica, con questo articolo, tenta di anticipare tutti, mettendoci un po’ di tutto: IPhone Umts (poteva mancare?), un portatile ultrasottile, un’Apple Tv di seconda generazione, le novità del neonato Leopard. Di parere diverso il Corriere.it che, prendendo a riferimento, i blog più seguiti, tenta l’azzardo dell’annuncio di un portatile con monitor touch screen. Il migliore contributo arrivo – c’erano dubbi? – dal mondo dei blog, come ad esempio Melablog.it. Un utile esercizio, tanto per ingannare l’attesa. Buona lettura. ∞

Lascia un commento

Archiviato in iTunes, Mondo, Scienza, Tecnologia, telefonia, Televisione, Video, Web

2008, la WebTv sorpassa la televisione

WebTv IL 2008 segnerà il sorpasso di Internet ai danni della televisione. Lo sostiene l’ultima ricerca della School of Management del Politecnico di Milano e della Nielsen, secondo la quale il 54 per cento degli Italiani (27 milioni di individui dai 14 anni in su) preferisce di gran lunga il web alla televisione. L’indagine ha interessato tremila famiglie, settemila persone circa, un campione rappresentativo dell’intera popolazione. C’è di più. La maggior parte di loro naviga in rete fra le otto e le 11 di sera, cioè durante la prima serata, fascia strategica per i network televisivi e la loro raccolta pubblicitaria.
Altri dati segnalano che la maggioranza degli utenti internet hanno nei contenuti video il loro naturale riferimento, a discapito dei contenuti testo. Un divario segnato da portali di grande successo come, ad esempio, YouTube o a piattaforme di largo successo (Facebook) che hanno aperto decisamente ai contenuti multimediali.
La conferma arriva da un’altra recente indagine dalla European Interactive Advertising Association (Eiaa), condotta in dieci nazioni del Vecchio continente. Dei settemila intervistati – fra loro mille italiani – rappresentativi di 169 milioni di persone, è emerso che il World Wide Web ha conquistato molta più gente di quel che fosse lecito aspettarsi. In particolar modo l’82 percento dei giovani fra i 16 e i 24 anni, che ormai sulla rete passano la maggior parte del loro tempo libero.
Il mercato italiano presenta due dati (apparentemente) contrastanti: da un lato una delle più alte concentrazioni di utenti ad alto utilizzo del web, dall’altro una bassa penetrazione (almeno per il momento della banda larga.
Su questo argomento, Repubblica.it propone un’intervista a Nicholas Negroponte, fondatore del Media Lab del Mit di Boston.
I dati confermano – al di là delle previsioni di sorpasso – la crescita costante di Internet e, in particolare, della webtv. Quest’ultima rappresenta la vera sfida tra televisione tradizionale e web. A fare la differenza saranno i contenuti che troveranno format diversi per i due media. Un altro aspetto su cui tutti o quasi concordano è che la televisione di Internet dovrà essere diversa dalla televisione on air, come la conosciamo oggi. La webtv, o net-tv che dir si voglia, offre una fruibilità diversa, sparirà ad esempio il tradizionale telecomando, e poggerà su palinsesti diversi e innovativi. E qui sta forse il problema: se la tv tradizionale ha perfettamente a fuoco i modelli e i format da proporre al pubblico, le idee non sono ancora così chiare per chi si candida a promuovere la webtv. Proprio questa incertezza nei format e, aggiungo io, nei contenuti, rappresentano oggi il maggior freno alla definitiva affermazione della webtv. Ma i tempi sono maturi. ∞

Lascia un commento

Archiviato in Attualità, Giornalismo, Media, Mondo, Scienza, Tecnologia, Televisione, Video, Web, YouTube

Commodore 64, la storia di un amore mancato

Commodore 64 Venticinque anni. Sono passati 25 anni da quel dicembre 1982. Ero in un negozio di computer, in via McMahon, a Milano, dove ero arrivato per acquistare il mio primo computer. Da studente ondeggiavo, incerto, verso i primi Ibm, Apple e i loro cloni (forse pochi ricordano che il clone di Apple si chiamava Lemon e costava la metà, fino quando Steve Jobs non lo fece togliere dal mercato, ndr.) e i computer buoni per giocare.

Io tenevo in mano i soldi regalati da mio padre per il primo computer e da scavezzacollo quale ero – certo di poter intortare il babbo (quanto mi manca…) che di “elettronica” non capiva nulla – optai per la macchina ludica. In fondo, cosa mi importava del computer a fosfori verdi, io volevo, fortissimamente volevo un Commodore 64  Quel giorno, solo quel giorno, poteva succedere, perché a Milano io non ci sarei tornato per un pezzo e quindi, quel giorno, solo quel giorno dovevo acquistare la “scatola magica”. Ricordo ancora la delusione quando il proprietario mi disse che il Commodore 64.non era disponibile. Così come era esaurito il nemico storico, lo Spectrum. Sì, perché Commodore 64 e Spectrum infiammarono la prima diatriba della storia dell’elettronica. Un po’ come Microsoft ed Apple ma, essendo all’inizio, la disputa fu ancora più accesa.

Insomma, niente Commodore 64, niente Spectrum. Sullo scaffale brillava “solo” un Texas Instruments TI-99/4a. “E’ più potente  e venderà molto più degli altri due”, mi disse il commesso. Mentiva. Ed io acquistai il mostro color argento, tradito dall’ingenuità e dall’impazienza che mi impedì di cercare un altro negozio per il “mio” C64.

Non ho mai amato il TI-99/4a perché incapace – con i suoi nastri – di spararmi sullo schermo i mondi colorati del Commodore 64, che non riuscii mai più a comprare perché il babbo finanziava un solo acquisto. Ed io, il bonus me lo ero già bruciato. Alcuni miei amici furono più fortunati ed oculati di me. Grazie a loro e al Commodore ho vissuto alcuni tra i pomeriggio più belli della mia vita, macinando games e sfide al fulmicotone. Quegli amici che a 25 anni di distanza ancora non ho dimenticato. Così come non ho dimenticato il Commodore 64 e mi ritrovo oggi, 25 anni dopo, a cantare a squarciagola con gli Articolo 31: “Commodore 64, Commodore 64, Commodore 64… si incula anche la Play!!”. ∞

2 commenti

Archiviato in Costume, Musica, Scienza, Tecnologia