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WiMax, chiusa la gara Italiana con incassi record

Il logo del WiMax C‘è chi aveva preannunciato il flop, ma questa volta il ministro delle Telecomunicazioni, Gentiloni aveva visto bene. Tutti i principali lotti sono assegnati con un incasso superiore ai 130 milioni di euro. L’asta italiana per le licenze del nuovo servizio internet senza fili ha superato il record europeo. Merito soprattutto delle due sorprese Ariadsl e Aft-Linkem che hanno investito, rispettivamente, qualcosa come 46 e 24 milioni di euro. Ma merito anche del digital divide imposto dalla rete fissa e da una conformazione morfologica della penisola italiana che bene si adatta a questa tecnologia di origine (militare) israeliana. Guarda a coso proprio come Ariadsl si conferma essere la vera outdsider di questa gara WiMax: ha strappato licenze grazie a forti rilanci, finanziati da fondi di venture esteri (americano-israeliani).

In attesa della comunicazione ufficiale del ministero, emerge che Ariadsl si è aggiudicata il diritto d’uso in ognuna delle sette macroaree regionali previste dalla gara; Aft (ex Megabeam) è subito dietro ma entrambe le società si sono praticamente assicurate una copertura nazionale. A questo si pone, in prospettiva – perché in molte zone i militari hanno fino a 48 mesi per bloccare ancora il rilascio della frequenza – la prospettiva di una concorrenza sempre più serrata tra Adsl, WiFi e WiMax, rete fissa e mobile per la fornitura di Internet senza cavie a la larga banda. A tutto vantaggio  – speriamo – degli utenti italiani che da sempre pagano i canoni più alti per i servizi peggiori d’Europa.

Nell’area Lombardia-Bolzano-Trento, una delle più appetite, una licenza è andata a Ariadsl (con una maxi-offerta da 11 milioni), una ad E-Via e le altre a Aft, Brennercom e Mgm alleata all’imprenditore televisivo Raimondo Lagostena. Di fatto chiusa anche la macroarea Campania-Puglia-Basilicata-Calabria con la vittoria di Ariadsl con 5,5 milioni e Telecom Italia con 5,6 milioni nei lotti che coprono tutte le regioni, mentre in tutti i singoli lotti regionali vince Aft. «Da segnalare – sottolinea Fulvio Sarzana, dello studio Sarzana e Associati, specializzato nelle tematiche tlc e internet – l’attivismo di Mgm, che pure inizialmente aveva contestato le regole di gara, e che ha poi presentato offerte rilevanti per la Toscana (3,3 milioni) e la Liguria (1,6 milioni)».

Nella macroarea Friuli Venezia Giulia-Veneto-Emilia-Romagna-Marche l’hanno spuntata, oltre ai soliti Ariadsl e Aft, anche E-via, il consorzio Assomax, Infracom e City Carrier.

Quanto alle isole, in Sardegna risultano vincenti Ariadsl, Aft e Telecom, lo stesso trio che con ogni probabilità otterrà l’aggiudicazione definitiva anche in Sicilia. ∞

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Asta WiMax, assegnate le prime tre licenze

Aggiudicate le prime licenze per il WiMax Internet veloce e senza fili è il futuro e quindi si guarda con interesse alla gara per l’assegnazione delle frequenze (ex militari) per il WiMax. Oggi sono state assegnate le prime tre licenze con rilanci record nelle aree dove ancora la competizione resta aperta: l’asta ha raggiunto i 113 milioni di euro con un +129% rispetto alla base iniziale. Uno che ha sempre seguito la faccenda è Stefano Quintarelli con il suo blog. Seguitelo. ∞

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WiMax, la banda larga arriva dal cielo

Antenna Wi-Max sui tetti delle nostre città Meglio piazzare le antenne Wi-Max e avere internet veloce via radio che aspettare la sostituzione di buona parte delle centraline telefoniche dei vari operatori. Gli ultimi operano con una logica industriale e la banda larga arriva dove il bacino di utenti può garantire il ritorno dell’investimento. E’ per questo che per buona parte degli italiani l’Adsl resta ancora una chimera, soprattutto nelle periferie e nei territori meno popolati ma molto vasti. Basti pensare all’Appennino o alle Alpi. E così il ministero delle Comunicazioni, Paolo Gentiloni ha presentato la procedura per l’assegnazione delle licenze delle frequenze Wi-Max, suo vecchio pallino. «Grazie al Wi-Max avremo più banda larga e ridurremo, così, il divario digitale ancora esistente in molte Regioni italiane», conferma Gentiloni. Fino ad oggi il Wi-Max era off-line per i civili in quanto corre su frequenze militari e non a caso questa tecnologia è stata sperimentata per primi dagli israeliani. Inutilizzate da tempo, le frequenze sono ora sul mercato per uso civile, nonostante la resistenza delle forze armate. La tecnologia Wi-Max, spiegano al ministero, è un sistema di radiocomunicazioni che consente di offrire all’utente servizi di accesso a larga banda alle reti, tramite collegamenti via radio fra una singola stazione base localizzata in una posizione fissa e determinata e un numero di stazioni utente collegate alla stazione base, consentendo, in tal modo, di portare la banda larga in aree dove è difficile realizzare collegamenti internet via cavo. Nel bando, il ministro Gentiloni ha accolto anche la richiesta avanzata da più Regioni di destinare una delle tre frequenze liberate proprio alle pubbliche amministrazioni e agli enti pubblici, bisognose di attrezzare reti di comunicazioni veloci per servizi quali la protezione civile e favorire la nascita di provider locali. Due delle licenze saranno assegnate per 7 macro aree (città), per un totale quindi di 14, mentre una licenza sarà rilasciata su base regionale, per un totale di ventuno. «In tal modo – riconosce Gentiloni – potranno partecipare alla gara anche imprese di dimensioni territoriali», che auspica che comunque tra tutti gli operatori aggiudicatari ci siano «forme di cooperazione virtuose». Le licenze avranno una durata di 15 anni, rinnovabili e non potranno essere cedute a terzi senza l’ok del ministero. Il prezzo complessivo posto a base d’asta per le licenze è di 45 milioni di euro. ∞

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