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Concorrenza Taiwan all’iPhone

La sfida ad Apple e all’iPhone arriva da Taiwan, dove Htc ha presentato il suo modello Diamond Touch. Design modernissimo con sistema operativo Windows mobile 6.1., l’ultimo nato è caratterizzato da dimensioni compatte, dalla navigazione Internet e dall’interfaccia tridimesionale TouchFlo 3D. Htc offre una navigazione Internet in connettività wireless con velocità paragonabile a quella broadband con Hsupa e Hsdpa che viaggia a 7.2 Mbps. ∞

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Cellulari, bene Nokia e crolla Motorola

Nokia, leader mondiale dei telefoniniUn cellulare su tre al mondo è Nokia. La quota di mercato mondiale del colosso scandinavo è ora del 38,1%, contro il 35,1% dello scorso anno.  Il colosso scandinavo, nel terzo trimestre dell’anno, ha aumentato.  Al secondo posto Samsung (14,5%) scalza Motorola (13,1 contro il 20,7% del 2006). La debuttante Apple, grazie all’iPhone, conquista il 2,5% del mercato nord-americano e punta ad aumentare la propria quota grazie alle vendite in Europa. I dati sono stati rilevati da un’indagine di mercato dell’americana Gartner nel settore dei cellulari. ∞

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Google lavora per recuperare l’Italia nell’Android Challenge

Android Google    La risposta di Google è arrivata attraverso il blog ufficiale: il gruppo di Mountain View sta lavorando per far rientrare l’Italia in “Android Challenge”, il concorso che assegnerà 10 milioni di dollari per le migliori applicazioni sviluppate su Android, sistema operativo mobile sviluppato da Google e basato su piattaforma open source. Inizialmente il concorso aveva escluso Italia e Quebec, oltre agli “stati canaglia” (Cuba, Iran e Afghanistan e pochi altri) a causa di “restizioni locali”.

Il problema nasce perché che nel nostro Paese “le regole sulle manifestazioni a premio prevedono una serie di obblighi burocratici di notevole impatto per le aziende ed in particolare per le imprese che non hanno sede in Italia”. Inoltre il regime delle esclusioni si presta ad interpretazioni non univoche». Le parole di Google riprendono quanto è stato detto sui blog dal giorno della notizia dell’esclusione italiana, ma non aggiungono molto riguardo alle “interpretazioni non univoche”.  ∞

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Con Android nasce il NetMobile

Android di Google Inutile tentare di spiegare con dettagli tecnici le novità di Android, il nuovo sistema operativo mobile di Google il cui lancio è annunciato per i prossimi giorni. Arrivo tardi e per capire il tutto è sufficiente leggersi il sito dei fenomeni di Mountain View all’indirizzo di Android e guardarsi i video ufficiali (proposti sotto) e la saga di Androidology, disponibili su YouTube. Le prime immagini mostrano il funzionamento di Android. Nel video messo su YouTube il cofondatore in persona, Sergey Brin, prende la parola per lasciarla ad un ingegnere di Google. Nel secondo sono presentate le applicazioni che girano su un prototipo di cellulare. L’interfaccia è semplice – forse simile all’iPhone di Apple – perché sfrutta tutte le potenzialità del touch screen. Meglio spendere qualche riga per analizzare la filosofia o, meglio, l’approccio scelto dai ragazzi di Google per lo sbarco nella telefonia mobile. Innanzitutto, Android è frutto di un’alleanza allargata tra le maggiori società tecnologiche e di applicazioni wireless del mondo che ha unito forze e cervelli per sviluppare le basi della prima vera piattaforma aperta e globale per i dispositivi mobili. Oltre a Google sono della partita T-Mobile, HTC, Qualcomm, Motorola, tutti riuniti sotto lo scudo, appunto, della Open Handset Alliance. Nella Nuova Santa Alleanza c’è anche – come mi corregge Aldo – un po’ di Italia con Telecom. Il risultato è che Android porta il cellulare in Internet, ovvero l’esatto contrario di quanto è successo fino ad oggi con Internet sacrificato dentro lo schermo del telefonino. Dunque quello che potremmo chiamare NetMobile è già realtà, perché con Android siamo già nella rete, senza opzioni o passaggi intermedi. Non solo. Google continua senza compromessi o cedimenti la strada dell’open source. Ieri Google ha rilasciato il codice sorgente che permetterà agli sviluppatori di tutto il web di messo creare nuove applicazione e incentivare così la partecipazione alla piattaforma di Google. Attraverso la logica del social nerworking, Google consentirà agli utenti di beneficiare i centinaia di tool in grado di personalizzare i servizi che il singolo utente giudicherà utili. E per accelerare lo sviluppo, Google ha messo sul piatto un contest da 10 milioni di euro (in verità si tratta di due sottopremi da 5 milioni di euro) per i migliori pacchetti realizzati da terze parti. In altre parole, lo sviluppatore che presenterà la miglior applicazione per Android si porterà a casa la cifra milionaria. Più altri premi in denaro, sempre dell’ordine di centinaia di migliaia di dollari. Non male. Dal concorso globale (forse il primo della storia dell’uomo) sarà esclusa l’Italia e la regione del Quebec a “causa di restrizioni locali”, fanno sapere quelli di Google. La lista dei paesi esclusi comprende anche Cuba, Iran, Siria, Nord Corea, Sudan, e Myanmar (Birmania), ovvero i “paesi canaglia” per gli Stati Uniti d’America. E questo è l’ennesimo schiaffo all’Italia che crede nell’innovazione (non solo tecnologica). L’opzione open source non è stata scelta, ad esempio da Microsoft ed Apple, la quale non ha ancora rilasciato il codice sorgente di Iphone, costringendo gli utenti (fra i quali il sottoscritto) a ricorrere ad applicazioni di terze parti non perfettamente stabili. Un errore che, secondo gli analisti (e non solo), Steve Jobs pagherà caro. Google accetta di aprirsi al mercato e non la fa di certo per filantropia, bensì perché è convinta di imporre un nuovo standard per la telefonia mobile e mettere così le mani sulla pubblicità della rete. Il motore di ricerca Google smista oltre il 70 per cento del traffico di Internet, i suoi servizi (da Gmail a Gtalk, dalle mappe ai traduttori e così via) sono usati abitualmente e con soddisfazione da milioni di utenti. I colossi dei telefonini (Nokya, Motorola e Samsung), scossi nelle fondamenta dai nuovi arrivi (Apple e Skype) sono pronti ad adottare una piattaforma nata da Internet per Internet e che sarà ceduta loro gratuitamente. Android è l’uovo di colombo o, meglio, la gallina dalle uova d’oro di Google. Con buona pace dei concorrenti. ∞

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Arrivano i telefonini Vodafone

Il marchio Vodafone L’oligopolio è rotto e non tornerà più. Dopo i colossi esterni (Apple, Skype e Google) nel campo della telefonia entra anche un operatore: Vodafone, che ha deciso di puntare sulla vendita di cellulari a marchio proprio. La strategia è già delineata. Oltre a nuovi tariffari, tutti orientati ad Internet, Vodafone farà business con i cellulari che piazzerà attraverso la propria catena di negozi. Saranno cellulari versatili, ad alto contenuto tecnologico, e già si parla di un nuovo standard, molto più veloce dell’Umts (magari da proporre in esclusiva), in grado di contrastare l’arrivo di IPhone e dei cellulari di prossima generazione. Insomma, un concentrato di opzioni (telefonia, musica, video, foto, documenti) e servizi (Net-Oriented) da offrire ad un’utenza sempre più esigente.  Non a caso, il partner scelto, secondo i rumors di mercato, è Huawei Technologies, la società asiatica già in affari con Vodafone grazie al modem Usb che permette il collegamento facile a larga banda. Nokia, Motorola, Samsung  e Htc sono avvertite. Le regole del mercato sono cambiate e in palio c’è la supremazia nella fascia medi alta del mercato. ∞

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Google e Skype, la mani sui telefonini

Il nuovo cellulare “3 Skypephone” Dopo Apple, altri due “esterni” si affacciano al mondo della telefonia mobile: Google e Skype. Con i piedi ben piantati dentro Internet, di cui è il vero padrone, Google guarda al ricco mercato dei telefonini, proponendo nuovi servizi. Il colosso dei motori di ricerca mira a integrare sui cellulari, in modo semplificato, una serie di servizi tradizionali per il web come le cartine geografiche, le mail e gli ormai immancabili filmati di YouTube. L’annuncio arriva dal Wall Street Journal che fissa la data dell’annuncio della nuova strategia: entro due settimane. E’ di queste ore, invece, l’annuncio di un’iniziativa comune tra Skype e Logitech per migliorare la videochiamata: una nuova webcam con lenti di alta qualità, capace di tenere la posizione dell’utente al centro dello schermo, bilanciamento automatico della luminosità e del rumore. Insomma, il massimo da offrire ad un utenza che non è più solo consumer ma soprattutto business (30 per cento del traffico Skype). Questo dopo che la stessa Skype ha annunciato il lancio del primo cellulare “voice over Ip”: arriverà in quattro paesi d’Europa, Italia compresa. Il dispositivo si chiamerà “3 Skypephone” (Skype e l’operatore 3): chiamate gratuite tra tutti gli utenti Skype, e la possibilità di chattare tra i 256 milioni di utenti Skype registrati. Ne vedremo delle belle… ∞

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