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TorrentSpy, risarcimento da 111 milioni di dollari

111 milioni di dollari. A tanto ammonta il risarcimento inflitta dal giudice della corte federale di Los Angeles, Florence-Marie Cooper, ai gestori di TorrentSpy, motore di ricerca di file torrent, nei confronti della Motion Picture Association of America (MPAA). La causa legale si è conclusa nel peggiore dei modi e TorrentSpy è stato riconosciuto colpevole di aver violato il copyright.

Soddisfatto del verdetto Dan Glickman, CEO dell’MPAA: “Il sostanzioso rimborso economico manda un forte messaggio circa l’illegalità di questi siti. La scomparsa di TorrentSpy è una chiara vittoria per gli studios e dimostra che questo genere di siti non sono autorizzati a continuare ad operare senza avere a che fare con i detentori dei rispettivi copyright“.

Nello stabilire l’ammontare del risarcimento, il giudice ha deciso di applicare il massimo della pena previsto dal Copyright Act: per ognuna delle 3699 infrazioni di copyright provate nel corso della causa, le major di Hollywood hanno ottenuto un risarcimento di 30.000 dollari, per un totale di circa 111 milioni di dollari.

TorrentSpy aveva tentato di alleggerire la propria posizione, decidendo di chiudere preventivamente il portale Web lo scorso 24 marzo,: tentativo finito male, a giudicare dalla sentenza.

TorrentSpy ha infatti annunciato che potrebbe decidere di impugnare la sentenza del giudice e portare il caso davanti alla Corte d’Appello. Se non altro perché dove li trova tutti quei soldi?

In ogni caso ci sono alcune cose che non mi convincono.

1. Quale risarcimento dovrebbero pagare gli editori o i loro dipendenti quando “scaricano” (uso un termine soft) contenuti ed altro da blog & affini? Ma questo non disturba il business…
2. Non è che la gente scarica musica e video perché le major vendono a prezzo troppo alti? E quanto ci guadagnano le major sul lavoro degli artisti?
3. iTunes a parte, le major poco hanno fatto per seguire l’evoluzione di internet e le abitudini degli utenti. ∞

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iTunes Store, lo spettacolo inizia

Da qualche ora sul sito americano di iTune Store è possibile pellicole delle principali major cinematografiche per la distribuzione di film di primissima visione (relativamente al mercato home video, e quindi con qualche mese di ritardo rispetto all’uscita nelle sale) in contemporanea con la loro pubblicazione in dvd. Pellicole come come «Juno», «American Gangster» o «Io sono leggenda» sono disponibili al prezzo di 14 dollari e 99 centesimi: solo cinque dollari in più rispetto ai film del catalogo di iTunes, che comprende film anche recenti ma non nuovissimi e circa la metà rispetto al prezzo di vendita dei normali dvd.

L’iniziativa di Apple che mira al monopolio dei film, dopo quello della musica, è di offrire ai propri utenti un’offerta in grado di concorrere con i big del noleggio: Blockbuster o Netflix. ù

Nel negozio virtuale della società della mela morsicata, sarà possibile scegliere tra i film distribuiti da Warner, 20th Century Fox, Walt Disney, Paramount, Universal, Sony Pictures Entertainment, Lionsgate, Image Entertainment e First Look.

Buona visione. ∞

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A Jolie piace farlo sul set


Angelina Jolie

“Alcune persone non hanno difficoltà ad avere un contatto fisico con qualcuno per cui non si prova attrazione. Io provo imbarazzo solo quando ho del sentimento verso una persona”. Angelina Jolie ha confessato al sito Contactmusic che le piace fare sesso sul set e che non deve chiedere permesso a suo marito: “Siamo adulti e sappiamo cosa stiamo facendo”, ha aggiunto. Brad Pitt, il marito, sembra non gradire troppo. Da piccolo sognavo di fare l’attore… ∞

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Top 100 Celebrities di Forbes

Johnny Deep è l’attore più pagato Il 2007 è stato un anno d’oro per Hollywood, nonostante le nubi all’orizzonte della pirateria e quelle di un mercato in rapida evoluzione. I botteghini di mezzo mondo (l’altro non ha i soldi per il cinema, soprattutto quello americano) hanno portato nelle casse delle Major incassi record per 20,5 miliardi di euro. I campioni di incassi 2007 sono due film molto diversi tra loro: “Pirati dei Caraibi della Disney e “Il Codice Da Vinci” della Sony. Questo per la pellicola, mentre per la musica torna a sorpresa Madonna, che si confermata regina della musica. Il suo Confessions Tour ha stracciato ogni record: più di un milione di fan e “sold out” per 155,2 milioni di euro. E qui il dato merita un commento: a fare incassi sono sono più i dischi o cd bensì i concerti. Lo aveva già capito Prince che al suo concerto londinese ha regalato al pubblico il suo cd, mandando in bestia la casa editrice. Nello sport, l’atleta dalle palline d’oro è il fuoriclasse del golf Tiger Woods, ritornato dopo un paio di stagioni sotto tono a dettare legge sul green. 79,6 milioni di euro i guadagni accertati.
Per stilare la classifica, Forbes analizza i guadagni delle celebrità e le indicazioni dei media, come i risultati sui motori di ricerca, le citazioni sulla stampa calcolate da Lexis/Nexis, le citazioni in TV/radio calcolate da Factiva e quante volte una celebrity di serie A compare sulla copertina di 32 principali riviste di largo consumo.
Il film Pirati dei Caraibi ha fruttato a Johnny Depp 73,2 milioni di euro negli ultimi 12 mesi, più di quanto qualsiasi altra star di Hollywood abbia mai guadagnato per essere stato solo attore in un film. Con il loro Bigger Bang Tour, i Rolling Stones possono adesso vantarsi di aver realizzato il tour che ha incassato di più nella storia, vendendo biglietti per oltre 318,4 milioni di euro. E che il disco sia solo un traino di altre attività collaterali lo confermano i guadagni dei tre principali impresari dell’hip hop, ovvero Jay-Z, 50 Cent e Sean “Diddy” Combs. Loro i soldi veri li fanno vendendo abbigliamento grifato, gestendo etichette discografiche ed investimenti.
Il rapper Jay-Z entra nella classifica al 9° posto, grazie alla vendita a marzo del suo marchio di abbigliamento Rocawear alla Iconix per 162,4 milioni di euro in contanti.
Folta la lista degli illustri esclusi dalla dalla top 100: Jim Carrey, Halle Berry e Cameron Diaz. Anno nero per le co-protagoniste di Simple Life, Paris Hilton e Nicole Richie, date ormai a fine carriera. Nessuno le rimpiangerà. In netto rialzo invece la coppia del cinema, Angelina Jolie, che balza al 14° posto rispetto al 35° dell’anno scorso, e Brad Pitt. Il calciatore meno sportivo e più star della storia del pallone, David Beckham occupa il 15° posto (rispetto al 43° dello scorso anno), sfruttando il nuovo proficuo contratto con i Los Angeles Galaxy. ∞
Ecco la TOP FIVE assoluta:
1. Oprah Winfrey
2. Tiger Woods
3. Madonna
4. Rolling Stones
5. Brad Pitt

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Il reality è morto, viva il reality

L’isola dei famosi sembra destianta al naufragio televisivo Il reality è morto, viva il reality. Ad informarci sul tramonto del format tv che più di ogni altro ha segnato le nostre serata catodiche di questi anni è il  Mipcom, il grande mercato della televisione che si è concluso qualche giorno fa a Cannes. I produttori e i responsabili dei palinsesti tv di tutto il mondo si ritrovano nella località francese per la grande fiera di tutto che fa tv. E’ qui che si decide che tipo di tv vedremo nei prossimi anni. Le sorprese non mancano. Ad esempio, rivelano i soliti ben informati la televisione di domani sarà piena di giochi, tutti o in gran parte basati sul quiz con la prospettiva della vincita milionaria. Il vero flop, peraltro annunciato, riguarda i reality: nessuno a comprato alcunché. Ci sarà, dovuta più al contratto, una nuova edizione del Grande Fratello, ma poco o nulla di più. Ci potrebbe essere una sorta di reality/fiction basata su un mondo (virtuale) comandato dalle donne: «When women rule the world» (Quando le donne comandano il mondo), appunto. In ribasso anche i programmi urlato o rissa, mentre la musica la fa da padrona, così come la tv tradizionale a misura di famiglia. I programmi che fanno tendenza arrivano in gran parte dagli Stati Uniti: «Amnesia », un gioco basato sui veri ricordi personali della vita privata del concorrente, oppure «This is your life »con la star di turno a raccontare le tappe della sua carriera o «Singing bee» con il concorrente (anche stonato) chiamato ad interpretare al meglio il brano proposto. Le fiction italiane sembrano trovare mercati nuovi: la La Rai ha piazzato bene «Caravaggio» (Giappone, Messico, Russia); «Guerra e pace» (India), come pure «Capri» e «Capri 2» (ancora in produzione)., mentre Mediaset ha venduto «Distretto di polizia», «Ris», «Carabinieri». L’ever green sono i telefilm americani con in testa «Grey’s Anatomy» e «Dr. House». Manca solo la fiction sulla spaghetti-politica…

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