Archivi tag: Europa

Pechino 2008, la fiaccola si spegne a Parigi

Dopo le manifestazioni e gli scontri di ieri a Londra, la fiaccola olimpica è sbarcata ieri a Parigi: la protesta di attivisti per il Tibet e di Reporter senza frontiera hanno più volte bloccato il percorso, costretto gli organizzatori a stravolgere il programma e a fermare la sfilata prima del termine. Una necessità, oltre che una scelta, considerato che il sindaco Bernard Delanoe ha deciso di cancellare ogni cerimonia in onore della fiaccola cinese.

Le bandiere con i cinque cerchi olimpici trasformati in manette, simbolo della protesta attivata da Reporter senza frontiere, ha accompagnato con clamorose apparizioni il passaggio della torcia, sventolando sulla Torre Eiffel, sugli Champs Elysée, sul municipio di Parigi.

Il flop di una marcia trionfale ipotizzata (uno spot pro China lunga oltre 100 mila chilometri, tanto durerà la corsa ad ostacoli della fiaccola) è evidente nei numeri: ciascun tedoforo di turno era protetto a Parigi da un cordone ambulante lungo 200 metri e composto da 65 poliziotti in moto, 100 sui roller e altrettanti vigili del fuoco corridori.

Dopo Parigi, la fiaccola lascerà l’Europa per gli Stati Uniti: San Francisco, mercoledì, e Buenos Aires, venerdì. Nella città californiana, dove vive la terza comunità cinese del Nordamerica, le proteste sono già iniziate: oggi tre attivisti hanno scalato il Golden Gate (le immagini) e hanno appeso ai cavi di sostegno una bandiera del Tibet e due striscioni con su scritto: “One World, One Dream, Free Tibet” (un mondo, un sogno, Tibet libero).

La Cina ha condannato oggi le “vili azioni” dei manifestanti filotibetani di Londra. Da Repubblica.it: Per la prima volta il tg della notte della tv cinese ha brevemente accennato agli incidenti che hanno disturbato il passaggio della fiaccola olimpica, ieri a Londra e oggi a Parigi, nell’edizione delle 22 locali (le 16 italiane) del notiziario della principale rete della tv centrale, Cctv1. In precedenza, l’emittente ha mostrato immagini del passaggio della fiamma a Parigi, con una forte presenza di poliziotti e con l’inviato della Cctv che si rallegrava per “la calorosa accoglienza degli abitanti di Parigi, dei cinesi d’oltremare e degli studenti cinesi”.

Povera democrazia, povera informazione, povera China. ∞

1 Commento

Archiviato in America, Asia, Carta Straccia Blog, Cina, Cronaca, cultura, Diritti umani, Estero, Europa, Media, Mondo, Politica, religione, Sport

Sarkozy punito dagli elettori

Sarkozy sconfitto alle amministrative  La Francia manda un avvertimento al suo presidente della Repubblica Nicolas Sarkozy che, dal momento della sua elezione, ha guadagnato le prime pagine più per le cronache rosa di cui è stato protagonista, i suoi viaggi e le sue interperanze, che per la sua attività politica. Ieri, il primo turno delle elezioni comunali in Francia ha confermano l’avanzata della sinistra nei confronti dell’Ump che fino all’ultimo ha temuto un crollo che, in effetti, non c’è stato. Secondo un sondaggio Csa, le liste della sinistra e dei verdi avrebbero raccolto il 47,5% dei consensi contro il 40% delle liste di destra. Ma la vita del presidente è ancora lunga. ∞

Lascia un commento

Archiviato in Cronaca, Estero, Europa, Politica

La vittoria di Zapatero in Spagna

 Zapatero vince in Spagna

Josè Luis Zapatero e il suo partito Psoe vincono le elezioni in Spagna e ampliano la maggioranza in Parlamento. il voto – preceduto dall’omicidio dell’esponente socialista Isaias Carrasco nei Paesi Baschi – ha confermato la fiducia al primo ministro: a scrutini quasi conclusi i socialisti ottengono il 43,74% dei consensi e 169 seggi contro il 40,13% e i 153 seggi del Partito popolare di Mariano Rajoy. In ogni caso, l’omicidio di Carrasco ha spinto gli elettori verso i due grandi partiti nazionali, dal momento che anche i Popolari hanno aumentato il proprio bacino elettorale e la propria forza parlamentare, mentre in calo risultano il Partito nazionale basco (Pnv), l’estrema sinistra di Izquierda Unida e gli indipendentisti catalani di Erc (queste ultime due forze politiche hanno sostenuto l’esecutivo di Zapatero). Tengono i nazionalisti moderati catalani di Convergenza e Unione. Alta l’affluenza alle urne, attorno al 75%, sui livelli record delle precedenti politiche, che si erano svolte nel marzo 2004 all’indomani delle stragi dei treni di Madrid firmate da Al Qaeda.

La vittoria di Zapatero dimostra come una sinistra possa essere forza di Governo e premiata dagli elettori se ha il coraggio di perseguire sulla via delle riforme verso uno Stato laico moderno, accettando il “rischio” di una censura da parte del Vaticano su questioni attuali (famiglia e la legge sulle coppie di fatto e i matrimoni gay). E la distanza tra Italia e Spagna: un paese in crescita, non solo economica. ∞

Lascia un commento

Archiviato in Centrosinistra, Cronaca, Economia, Estero, Europa, Politica, religione, Vaticano

Liechtenstein, la lista dei 400 finisce in procura

La Guardia di finanza hanno acquisito, nell’ambito della cooperazione internazionale prevista dai Paesi che aderiscono all’Ocse, i documenti della cosiddetta «black list» dei contribuenti che avrebbero i conti sulle banche del Liechtenstein e in particolare sulla Lgt. La lista conterebbe circa 400 nominativi alcuni dei quali, però, indicati solo con codici e con altre sigle. In questa prima fase si verificherà l’effettiva rispondenza tra le generalità indicate e il contribuente. I militari hanno inviato l’elenco alla procura di Roma che ha aperto un fascicolo d’inchiesta sulle imposte eventualmente evase sui redditi. In particolare si lavorerà sul «valore aggiunto» e sulla «omessadichiarazione» dei redditi. E noi, comuni contribuenti mortali aspettiamo di conoscere i Pierini delle tasse presi con le mani nel vaso della marmellata. ∞

1 Commento

Archiviato in Attualità, Banche, Criminalità, Economia, Estero, Europa

Liechtenstein, l’ipocrisia della real banca

 La sede della Banca Lgt a Vaduz Lo scandalo dei conti off-shore in Liechtenstein nasce dal dossier ceduto, dietro compenso milionario, da un ex dipendente della banca Lgt alle autorità tedesche. A carico del bancario infedele, che vive ora protetto, il Liechtenstein ha avviato un’indagine chiedendo l’estradizione alla Germania.

Mi sorge naturale un’osservazione. La banca Lgt, come riferisce il sito ufficiale, è controllato dalla case regnante del Principato.Leggete quello che scrive la banca reale: “LGT Group è il maggior gruppo privato di Wealth & Asset Management in Europa, interamente nelle mani di una famiglia di imprenditori. Da oltre settant’anni la Casa regnante del Liechtenstein guida e controlla il gruppo LGT. Orientamento al lungo termine, stabilità e autonomia sono vantaggi dei quali approfittano tutti i nostri clienti…”. Non male, ma non è tutto. Sotto la voce “Investire con la Casa regnante”, il prospetto è ancora più accattivante: “Nella sua qualità di Family Office della Casa regnante, la LGT vanta una pluriennale esperienza nella strutturazione e nella gestione di patrimoni famigliari. A sua disposizione vi sono i medesimi servizi della Casa regnante, inclusa l’opportunità di investire nei medesimi strumenti di investimento. La sintonia di interessi tra clienti, collaboratori e proprietà che ne risulta è unica in tutto il settore bancario”. Complimenti. Già negli scorsi anni il Principato era stato oggetto di critiche perché sui conti  delle banche erano finiti i tesori delle criminalità dell’Est Europa e dei trafficanti colombiani.

E’ possibile che una banca – solitamente tanto attenta a controllare i nostri conti correnti da segnalarci immediatamente un “rosso” di poche centinaia di euro – non si preoccupi sulla provenienza di depositi per milioni di euro da parte di cittadini stranieri? Io non ci credo. E quel che è grave è che una monarchia basi il benessere del proprio Stato su denaro illecito, frutto di evasioni. ∞

Lascia un commento

Archiviato in Attualità, Banche, Criminalità, Economia, Europa, Governo, Politica

Liechtenstein, fuori i nomi degli evasori

Il Castello, simbolo del Liechtenstein Antonio Di Piero – scrive oggi il Corriere.it – vuol sapere i nomi «almeno dei politici italiani» che hanno conti in Liechtenstein e che sono compresi nella lista attualmente in possesso dell’Agenzia delle Entrate. Non solo dei politici ma di tutti, aggiungo io. Tonino sente già odore di campagna elettorale.

Il caso dei conti bancari segreti nel Liechtenstein è scoppiato dopo la gigantesca indagine avviata dalla Germania su centinaia di sospette evasioni fiscali avvenute sfruttando il segreto bancario del principato. Il governo di Berlino ha girato ad altri 9 Paesi dell’Ocse, compresa l’Italia, i dati che è riuscita ad ottenere pagando un informatore. Si tratterebbe di un ex dipendente della banca Lgt, su cui peraltro il Liechtenstein ha avviato un’indagine chiedendo l’estradizione alla Germania. Ma lo stesso principato si è detto disponibile ad avviare trattative per raggiungere un «compromesso ragionevole» con gli altri Paesi europei che chiedono maggiore trasparenza e più decisione nella lotta all’evasione fiscale.

Intanto c’è chi fa già outing: Rocco Buttiglione (Udc) ammette di avere conti in Liechtenstein, «ma solo perché sono stato professore e co-rettore presso una prestigiosa istituzione culturale, la International academy of philosophy. Non si tratta di un conto cifrato, ma un conto come quello della povera gente che prende lo stipendio. Su questo conto non avvengono operazioni da diversi anni, da quando non sono più attivo lì e dovrebbe esserci la ‘rilevante’ somma di 4.500 franchi svizzeri, pari a circa 3.000 euro. Il conto è ancora aperto ma è inattivo da molti anni. È una cosa nota che ho lavorato in Liechtenstein, lo sanno tutti. Nulla da nascondere». A parte la battuta infelice sulla “povera gente che prende lo stipendio”, a Rocco ricordiamo che noi – comuni mortali – dobbiamo lavorare per campare e paghiamo le tasse…

Lascia un commento

Archiviato in Banche, Economia, Europa, Governo, Politica

Dalla Ue secondo schiaffo a Microsoft

Microsoft in difficoltà in Europa L‘Europa non porta bene a Microsoft che per la seconda volta in quattro anni subisce una supermulta. La commissione Ue ha chiesto 899 milioni di euro a Microsoft per abuso della sua posizione dominante. Già nel marzo del 2004 la Commissione Ue aveva condannato Microsoft e inflitto al gruppo di Bill Gates una supermulta da 497 milioni di euro. “E’ la prima volta in 50 anni che la Commissione Ue ha inflitto una multa per mancato rispetto di una decisione antitrust”, ha affermato il commissario Ue alla concorrenza Neelie Kroes. “Questa multa si riferisce quindi a una questione passata che è stata risolta”, è la replica dell’azienda americana.

Bruxelles accusa la società Usa di non aver rispettato gli obblighi fissati nella decisione del marzo 2004 entro il termine previsto del 22 ottobre 2007, continuando ad imporre “prezzi eccessivi e irragionevoli” per poter accedere alla propria documentazione informatica, in modo da rendere più difficile il dialogo tra i propri sistemi e quelli di gruppi concorrenti.

Niente male per un colosso che da pochi giorni ha aperto all’open source. ∞

Lascia un commento

Archiviato in Economia, Europa, Tecnologia, Web

La piaga dell’evasione fiscale, dal Liechtenstein la lista dei disonesti

L’evasione paga in Italia Dopo Montecarlo, paradiso fuoriporta dei (non)contribuenti italiani, tocca ora al Liechtenstein. Dal principato è giunto al ministero delle Finanze l’elenco degli italiani con conti a Vaduz. “Sono decine gli italiani che figurano nella lista – ha confermato il viceministro dell’Economia Vincenzo Visco -. Non solo nomi eccellenti; nella lista ci sono italiani di tutti i tipi”.

Fa sorridere che tutto è nato da un impiegato infedele della Liechtenstein Group Lgt, Heinrich Kieber, la banca di proprietà della famiglia regnante, che tre anni fa ha scambiato con i servizi segreti tedeschi per 4,2 milioni di euro il dischetto per computer sul quale aveva caricato i dati relativi alle transazioni segrete di quasi 1.400 clienti. Secondo la procura tedesca di Bochum ci potrebbe essere infatti anche un secondo informatore. Sempre secondo quanto trapela da fonti vicine all’inchiesta tedesca, oltre alla Lgt spunterebbe anche il nome di una banca svizzera, la Vontobel, che avrebbe fatto confluire nella sua filiale situata nel piccolo paradiso fiscale di importanti movimenti finanziari. Intanto Kieber, che potrebbe diventare bersaglio di personaggi legati alla criminalità organizzata è stato protetto dai servizi segreti tedeschi con una nuova identità.

Dalla Germania, l’informazione è stata diffusa agli altri stati che comparivano nell’elenco. Oltre all’Italia, Francia, Gran Bretagna, Olanda, Spagna, Svezia, Norvegia, Finlandia insieme all’Australia e alla Nuova Zelanda. Una fonte dell’agenzia fiscale britannica ha fatto sapere che anche Londra avrebbe pagato “una gola profonda” 100 mila sterline per ottenere la lista dei depositi di cittadini britannici, circa un centinaio.

Visco ha assicurato che il governo italiano – come quello francese – non ha pagato per le informazioni, precisando che “a differenza di altri Paesi, in Italia non ci sono fondi riservati agli informatori fiscali”. La lista, secondo il ministero sarebbe stata concessa gratuitamente all’Agenzia delle Entrate italiane dalla direzione dell’anmmistrazione fiscale inglese. Ma che problema c’è se l’Italia avesse pagato per la lista che allo Stato – se esisterà la volontà politica – frutterà qualche centinaio di milioni di euro in tasse risarcite.

La vicenda Liechtenstein è diventata pubblica quando in un’inchiesta per evasione fiscale è rimasto coinvolto Klaus Zumwinkel, amministratore delegato di Deutsche Post. In Germania – dove nessuno ha sollevato polemiche per il pagamento dell’informatore fiscale – già 163 persone hanno ammesso di aver commesso illeciti. Secondo la procura di Bochum i rei confessi hanno versato 27,8 milioni di euro di arretrati mentre 72 persone si sono autodenunciate per evitare il carcere.L’evasione rimane in Italia una piaga sociale ed economica. Nessun governo ha avviato un’azione decisa contro gli evasori: negli Stati Uniti un evasore ha la certezza di decine di anni di carcere e l’espulsione dal sistema economico, perché gli sarà impedito di aprire una società o l’accesso alla banche. Il motivo? L’evasione mina il sistema economico del Paese: pagare le tasse significa mettere a repentaglio le entrate dello Stato e quindi il mercato, quanto di più sacro ci sia in un paese a libera concorrenza. Così hanno sconfitto Al Capone e la mafia. In Italia, dove comunque la pressione fiscale resta altissima e i servizi pubblici bassissimi, se evadi sei un modello da imitare. E nessuno ha mai rischiato il carcere. Un esempio? Sportivi, attori, manager ed altri disonesti, una volta pizzicati, hanno risarcito lo Stato per una somma inferiore al totale delle tasse che avrebbero dovuto pagare. Insomma, una farsa. E perché allora pagare le tasse? Non se ne parla e si parte per le gite nel Granducato o alle isole Cayman, ultimo vero paradiso per evasori e criminali. ∞

Lascia un commento

Archiviato in Attualità, Banche, Criminalità, Economia, Estero, Europa, Governo, Mondo, Politica

Sarkozy e Bruni, un sì in segreto

Sarkozy e Bruni in Egitto (foto Liberation) Il presidente francese Nicolas Sarkozy e Carla Bruni sarebbero già marito e moglie. Dopo la luna di miele (anticipata) in Egitto, la coppia avrebbe celebrato le nozze giovedì 10 gennaio, nel palazzo dell’Eliseo. Lo rivela l’edizione online del quotidiano regionale Est Republicain, sempre bene informato sulle cose dell’Eliseo. Lo scorso 12 ottobre, aannunciò la separazione fra il presidente francese e la moglie Cecilia, fatto effettivamente avvenuto tre giorni dopo. Ora il quotidiano ci riprova con le nozze. A quando l’annuncio di un fiocco rosa o azzurro chessia? Vogliamo davvero perderci una nuova puntata? ∞

Lascia un commento

Archiviato in Attualità, Costume, Estero, Europa, Gossip, Politica

Prodi e il sorpasso spagnolo

Prodi in vacanza nelle Dolomiti Il mio capo di Governo – dico mio perché l’ho votato -, Romano Prodi, assicura che la Spagna non ha superato l’Italia. La dichiarazioni arriva dalle nevi delle Dolomiti e sembra più una dichiarazione di (dovuto) amore nei confronti della nazione che governa, piuttosto che un’affermazione ragionata. Infatti Prodi si sbaglia: la Spagna ha superato l’Italia. E non da oggi.

La Spagna ci ha superati, ad esempio, in politica, con una classe politica capace di innovare se stessa e il Paese, nelle riforme, nella cultura, nella crescita economica e sociale, nel senso civico. Insomma, la Spagna sta vivendo da qualche anno una seconda primavera, con qualche incertezza ma anche con molta determinazione. Poco importa se il Pil è ancora inferiore a quello italiano o, come dice il nostro Premier, “l’economia italiana è ancora ben più grande di circa il 50% di quella iberica. E questo è scontato. Ma anche in termini pro capite il nostro Pil è superiore a quello spagnolo di circa il 13%”. E’ solo una questione di tempo. ∞

1 Commento

Archiviato in Attualità, Economia, Europa, Governo, Politica, Prodi

L’Onu fallisce sul Kosovo

 Pace armata in Kosovo

L‘Onu non è riuscita a mediare sul futuro del Kosovo: Europa e Russia sono rimaste sulle opposte posizioni originarie, con gli albenesi determinati a chiedere l’indipendenza e i serbi , reclusi nelle enclave, che guardano ancora verso la patria Serbia. “Una soluzione negoziata del futuro del Kosovo è impossibile ma sarà l’Unione europea ad assumere un ruolo guida nel definire lo status del Kosovo” hanno ribadito all’Onu i rappresentanti permanenti dei Paesi europei membri del Consiglio di Sicurezza più la Germania e gli Stati Uniti, al termine della riunione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite sulla provincia serba. Si annuncia una stagione di tensioni. Ma nessuno parla mai dei bisogni della gente? ∞

1 Commento

Archiviato in Europa, Politica

Telecomitalia.com prima in Europa

Il logo di Telecom Italia Il sito Telecomitalia.com si è classificato 1° in Europa e 1° in Italia secondo lo studio H&H Webranking 2007 Europe. Si tratta della più importante ricerca annuale svolta in Europa sulla qualità della comunicazione finanziaria ed istituzionale on-line. La ricerca ha preso in considerazione le 158 società a maggiore capitalizzazione a livello europeo tra le quali si trovano sette società italiane (UniCredit, Eni, Banca Intesa, Fiat, Generali, Benetton, Autogrill, snam Parmalat, Edison, Enel, Lottomatica e Luxottica). I risultati sono stati pubblicati anche nella sezione Companies&Markets di Financial Times. La cerimonia della quarta edizione dei H&H Webranking Awards si terrà nel pomeriggio di lunedì 26 novembre presso la sala Buzzati del Corriere della Sera. ∞

Lascia un commento

Archiviato in Cronaca, Economia, Tecnologia, Web

Myanmar, arrivano le sanzioni

birmania-violenze.jpeg Lunedì prossimo i ministri degli Esteri dell’Ue varerà un pacchetto di misure “efficaci” per indurre la giunta militare birmana a porre fine alla repressione. L’annuncio è del ministro degli Esteri Massimo D’Alema. A due settimane dagli scontri di piazza, la comunità internazionale si muove contro il regime sanguinario del generale Than Shwe, umo forte del regime di Rangoon. Nel frattempo, nell’ex Birmania si è scatenata la repressione: sarebbero migliaia le persone arrestate, in maggioranza giovani e monaci buddisti, e si moltiplicano le testimonianze dirette circa l’esistenza di fosse comuni e di esecuzioni sommarie degli oppositori. Negli scorsi giorni, il governo americano si è detto “pronto a proporre sanzioni” contro Myanmar. Sull’Iraq e l’Afganistan, la posizione statunitense era molto più decisa, così come quella europea. Ma l’ex Birmania non cela, evidentemente, nel suo sottosuolo giacimenti rilevanti di petrolio o gas naturale. Fino a quando la democrazia sarà gestita con i criteri contabili della “partita doppia”? A Rangoon c’è un Primo ministro, Aung San Suu Kyi, legittimamente eletta da 17 anni e da altrettanti agli arresti domiciliari. La Comunità internazionale non ha mai esercitato delle misure cogenti contro la giunta militare e le poche sanzioni si sono verificate deleterie soprattutto nei confronti della popolazione. ∞

Lascia un commento

Archiviato in Attualità, Guerra, Mondo, Politica