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FaceBook, cambia il comportamento degli utenti

Le due foto mostrano la,percezione che gli utenti hanno della vecchia (sopra) e della nuova (sotto) pagina di Facebook. Utilizzando una speciale webcamera, Mashable è riuscita ad individuare le aree più esplorate dall’occhio umano.

Lo studio è un’indicazione molto utile per chi amministra pagine aziendali e dimostra come Facebook abbia scelto, al contrario di quanto è stato affermato al momento della nuova Timeline, di sostenere le Tab e le App a favore dell’ingaggio degli stessi utenti. E della pubblicità.

 

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Arriva la nostra rivincita

Ho sempre pensato che internet non fosse e non dovesse essere solo ad appannaggio dei digital native. Saranno loro a guidare la rete (e lo stanno già facendo) ma la capacità di di inclusione sarà strategica per la diffusione completa della rete e dei suoi servizi.

E lo dico perché tra qualche anno, quelli della mia età, saranno considerati a tutti gli effetti degli anziani. Anziani per il lavoro ma non per la pensione che non vedremo mai.

http://ow.ly/4x19x

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Flock, un browser niente male

Si avvertiva la mancanza per un utente Mac (o Windows) di un nuovo browser, oltre ai noti Safari e Firefox? No, almeno questa era la risposta fino a qualche tempo fa, fino al momento in cui ho provato Flock.

Flock,è nato da Firefox ed è il browser per il Web 2.0. Chi ha un blog o passa ore ad aggiornare l’account di Facebook o a navigare i video su Youtube dove provarlo. Oltre alle classiche funzioni presenti in ogni browser, Flock sfrutta l’anima sociale del Web. Direttamente dal programma è possibile pubblicare messaggi su un blog, inviare foto su Flickr o interagire con i propri contatti di Facebook. Flock permette di cercare video su Youtube o foto da diversi siti di photo sharing direttamente dal suo interno utilizzando una Media bar visualizzata sotto le normali barre degli indirizzi. Il programma si integra in oltre 10 servizi del cosiddetto Web 2.0, compresi i noti e frequentati Twitter, My Space o LiveJournal. 

Davvero niente male. ∞

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U2, i 20 anni di Joshua Tree con l’inedito

The Joshua Tree, 1987, U2 Bono sceglie la Rete per ricordare i 20 anni dall’uscita di “The Joshua Tree”, il capolavoro degli U2. La band irlandese sta preparando una riedizione rivista e rimasterizzata di “The Joshua Tree”. L’album, infatti, uscirà in triple con 2 CD e 1 DVD oltre all’immancabile doppio vinile per i cultori del piatto.

Il lancio è già avvenuto ed è stato curato da Bono in persona. Il leader ha pubblicato su Facebook la video intervista con una performance live del brano inedito, escluso all’ultimo dal disco del 1987: “Wave of Sorrow”. Per i patiti degli U2 la registrazione è nota ma per il pubblico generalista è davvero una chicca.  ∞

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Danimarca e la politica 2.0

Anders Fogh Rasmussen In Danimarca, ma era già successo negli States, la politica strizza l’occhio alla Rete e ai social network per vincere le elezioni. Lo ha fatto il premier uscente (e futuro, salvo clamorosi colpi di scena) Anders Fogh Rasmussen, a capo della coalizione di centrodestra. Rasmussen, eletto premier nel 2001, a soli 48 anni, ha creato anche un profilo su MySpace, uno spazio su Facebook e un sito con tanto di blog e link a YouTube (poteva forse mancare?). Ad esempio su Facebook ha pubblicato il suo profilo, con foto, info e preferenze. Ad esempio di lui sappiamo ora che ascolta Bruce Spingsteen, che pratica jogging nel porto di Copenaghen e legge scrittori arabi. Attraverso il blog ha contattato e coinvolto in iniziative migliaia di elettori, soprattutto giovani. Niente male per un conservatore, sicuramente politcally correct per uno che parla alla I-Generation (dove I sta per Internet). Il Web 2.0 sembra essere il futuro anche per la politica, se un altro candidato – questa volta al Parlamento e non alla carica di capo del Governo – Bent Soelberg, docente presso la Business School di Copenaghen, ha speso l’intero budget della campagna elettorale nella Rete che in Danimarca raggiunge l’80% delle famiglie, senza distinzione di classe o reddito. Per la cronaca, Rasmussen ha vinto ma non stravinto come pensava. Nonostante il paese registri la disoccupazione ai minimi storici (3,3%) e benefici di una crescita sostenuta (3,5%), sul voto degli elettori hanno pesato  le azioni del suo governo, come la mancata la difesa del Welfare, vanto delle società nordiche minacciato da deficit e invecchiamento della popolazione. Insomma, il Web aiuta ma non risolve i problemi. ∞

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