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Beppegrillo.it nella topo ten di Observer

La pagina del sito di Observer

Beppe Grillo, unico italiano, figura tra i cinquanta più potenti ‘blogger’ del pianeta in una classifica pubblicata a Londra dal domenicale ‘Observer‘: il comico genovese è al nono posto in assoluto e viene definito “una farsa con la quale si deve fare i conti”. “Il tipico blog di Grillo – spiega il domenicale ai lettori – invita satiricamente o no le popolazioni di Napoli e della Campania a dichiarare l’indipendenza, chiede alla Germania di fare guerra all’Italia per aiutarne la gente o informa sulla campagna a favore di una legge che rimuova tutti i parlamentari con condanne penali”. L’Observer si sofferma sul fatto che il “comico-politico” Grillo ha soprannominato “psico-nano” il leader dell’Udeur “Mario Mastella” (anche gli inglesi sbagliano…) e di lui ha detto: “In un altro paese avrebbe fatto il lavapiatti in una pizzeria”. Secondo il domenicale londinese, che mette in cima ai cinquanta più potenti blog del pianeta www.huffingtonpost.com, la cosa più improbabile da aspettarsi sul sito www.beppegrillo.it è un appello di questo tipo: “Appoggiate la nostra campagna per concedere immunità a Silvio Berlusconi”.

A molti non piacerà, altri plaudiranno alla classifica inglese:personalemente, il fatto che sia un comico a guidare la classifica dei blog italiani fa solo sorridere. ∞

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Beppe Grillo vince in Google.it

Beppe Grillo Beppe Grillo e il suo blog è la voce più ricercate del 2007 su Google.it. A confermarlo è Zeitgeist, il servizio di Google che monitorizza la voce “search” e che si appresta a redigere la top ten dell’anno. Nella lista delle voci più “cliccati” seguono il concerto di Vasco Rossi, i viaggi per l’India e la mostra del cinema di Venezia. Zeitgeist significa «spirito dei tempi» e la lista rispecchia quelli che sono i principali temi di interesse degli italiani. Il servizio esclude parole apparentemente molto ricercate perché non indicative di alcun trend. La lista dei dieci termini per il 2007 comprende: Beppe Grillo, Youtube, Badoo, Inps, Agenzia delle entrate,Myspace, Inter, Alitalia,Milan, Superenalotto. ∞

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Museruola ai blog e demagogia

Blog senza museruola  Grillo grida allo scandalo e minaccia di andarsene in un paese democratico, i politici dell’opportunismo promettono interventi a difesa della libertà di espressione. Insomma, tutti compatti contro Riccardo Levi, sottosegretario alla presidenza del consiglio e autore della proposta di legge che obbligherebbe anche noi, editori dei nostri blog, o almeno quelli che fanno del blog una professione e un business, ad iscriversi al Roc, registro dell’Autority per le Tlc. Premetto che il registro mi sembra davvero una panzanata. Detto questo, continuo affermando che sono d’accordo ad una regolamentazione chiara e efficace, modello anglosassone. In giro vedo e leggo nei blog, anche quelli che vanno per la maggiore e i cui promotori sono considerati dei guru della rete, delle cose che non mi piacciono. Qualche esempio: una progressiva e volgare forma di pubblicità occulta (lui che va a Parigi e poi a Berlino ospite della tal marca di cell e che poi mi parla delle sue crociere sponsorizzate, ect ect. l’altro che mi parla di web tv o tlc con falso spirito di proselitismo (buzz…) e poi me lo ritrovo ai barcamp a fare business e a promuovere se stesso. Singoli casi a parte, voglio ricordare che da tempo si discute nella rete di web 2.0 ed editoria orizzontale, alternativa e complementare a quella verticale e tradizionale (tv, radio e giornali), Insomma della bellezza di editori di se stessi. Il problema è semmai il tentativo da parte di chi, come nel caso di Levi, intende regolamentare uno strumento nuovo (blog) con codici superati (il registro cartaceo). E’ sbagliato, ma sbaglia altrettanto chi sbraita a sproposito della libertà d’espressione in Internet forte di uno scranno in Parlamento. No belli miei, la mia libertà finisce dove inizia la tua e viceversa. Io vorrei sapere, ad esempio, se uno sul blog ci vive e come ci vive: mi piace la trasparenza di Grillo perché, credo che lui si sia fissato (e abbia fissato ai suoi collaboratori) delle regole precise, a tutto vantaggio degli utenti. Poi ognuno scrive cosa gli pare, si può essere d’accordo o meno. Ma alla base resta un rapporto fiduciario tra blogger e lettore. Dobbiamo essere noi, blogger, a individuare le regole (o chiamatele come volete), perché sono necessarie a garantire lo sviluppo di un sistema articolato qual è la rete e, di conseguenza, i blog. Non ne servono molte norme, non servono registri o camere di commercio ad ingabbiarci, ma alcune coordinate si. Come fare? Possiamo contare su uno strumento formidabile, il wiki: diamoci tempo, partiamo da due o tre punti fondamentali e vediamo dove arriviamo. Tutto il resto è accademia o propaganda. O peggio, demagogia. ∞

La foto è tratta da http://www.zarrelli.org

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La petizione vien da Internet

Associazione Anti Digitasl Divide Editoria verticale ed editoria orizzontale, giornalisti e blogger. La questione è nota dibattuta da tempo: il cambio di pelle subito dalla Rete dopo la bolla delle new-economy e il nuovo ruolo dell’utente, non più soggetto passivo ma attivo, in grado cioè di produrre contenuti di qualità, si è assistito all’esplodere di fenomeni quali i blog o YouTube, tanto per citare due esempi. Fenomeni che hanno finito per guadagnarsi attenzione e spazio sui media tradizionali (televisione, giornali e radio). Non sempre però i giudizi degli “addetti ai lavori” sono stati benevoli: blog e contenuti autoprodotti sono stati spesso giudicati come spazzatura, soprattutto dai professionisti dell’informazione. Ma non solo. L’opinione pubblica ha fatto i conti con il fenomeno “Grillo e V-day”, che ha finito per accelerare – in chimica si direbbe “far precipitare” – la reazione. Ed ecco che dopo gli attacchi portati sui giornali a Grillo e ai blog (come se fosse un’unica entità: Grillo non è il blog ma un blog), dentro la Rete è partita un’iniziativa di denuncia/petizione dall’associazione Anti Digital Divide contro i professionisti della (dis)informazione. Personalmente la penso come Massimo Mantellini: non mi pare un’offesa che Mughini parli male di Internet su Libero o che il nuovo commentatore di tendenza Filippo Facci le spari grosse sulle pagine del Giornale o al salotto demodè di Porta a Porta. Vale sempre un vecchio slogan che anni fa ritornava sui muri, al tempo tempo i portali della protesta: “Una risata vi seppellirà”. E ci salverà. ∞

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Il Grillo nazista fa ridere

grillo-nazi.jpeg Arrivo tardi e a segnalarmelo è Aldo, un amico. Questa chicca me l’ero davvero persa. Un giornalista del Tempo “scopre”, si fa per dire, che il sito di Beppe Grillo ospita alcuni commenti di chiaro stampo nazista e xenofobo. Il giornalista, Fabio Perugia, informa i lettori delle decine di messaggi filonazisti ospitati sul blog più popolare d’Italia. E fin qui passi, pur con qualche titolo ad effetto del giornale romano e qualche forzatura. Cronaca già vista. C’è stata pure la replica del comico. il quale si giustifica affermando di non riuscire sempre a togliere i migliaia di commenti che ogni giorno riceve. Ma la cosa più bella l’ha fatta il Tg1 che ha ripreso lo “scoop”, con un servizio esemplare. Insomma, la campagna contro Grillo è già partita. Non sono un seguace del nuovo fenemeno all’italiana, ma fanno di tutto per rendermelo simpatico… ∞

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Mastella, avanti c’è posto

mastella.jpg Forse sbaglio a dedicare questo spazio all’onorevole Mastella e al suo blog. Francamente non lo so, anche perché ognuno è libero di fare ciò che vuole: anche andare al Gran Premio di Monza con l’aereo di Stato o fare il prezzemolino in tv. I suoi elettori lo hanno giudicato e votato. Ma quando l’onorevole senatore mette la propria faccia dentro un blog, accettando volontariamente di aprire (con vantaggi e fastidi) un canale diretto con le persone, abbia almeno il buon gusto di abbassare i toni e utilizzare un linguaggio vicino al decoro. Come si fa – al di là delle opinioni personali – scrivere da senatore della Repubblica di Beppe Grillo come un “delinquente senza cuore“? Oppure, a chiedersi stizzito perché “tutti qui, tutte le sere, in duemila, a spiegarmi che cosa è un blog…“?

Duemila persone che Le dedicano del tempo, caro ministro, meritano più rispetto e più umiltà. Almeno sul Suo blog non le spari grosse. Non è in televisione o (ahimè) in Parlamento, lasci stare gli insulti della politica al teatrino della politica. E se in molti sentono il “bisogno di spiegare cosa è un blog”, forse un motivo ci sarà. Un blog è, appunto, un luogo di discussione e confronto civile, non una tribuna virtuale. Lasci perdere gli insulti (ricevuti e ricambiati). Lei è un uomo delle Istituzioni, al quale si chiede almeno rigore e decoro, oltre che sostanza. Da elettore, sul blog di un Ministro della Repubblica vorrei leggere idee e proposte, da tradursi in azioni concrete, per cambiare e rinnovare l’Italia. Oltre che il resoconto dell’attività svolta. Ma, sicuramente, mi sbaglio a pretendere ciò e a dedicarLe questo spazio.

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Il Grillo sparlante della Rete

Grillo sparlante Le cicale friniscono rumorose al canto del Grillo nella piazza Maggiore. Lesa maestà: “Le piazze, le arene, i cenacoli e le sacrestie sono nostre, così come il destino delle anime e delle teste…”. Ma il canto del Grillo arriva da lontano ed è un trillo che raccoglie altre voci, altri rumori che, da tempo esclusi dall’agorà, hanno ripreso un’anima nella rete. Ma le cicale, l’orecchio nella Rete non l’hanno mai riposto e così, ora che la rete ha preso la piazza, friniscono rumorose, sempre attente a non offrire risposte ai versi dell’insetto della Rete. Perché a loro la risposta è ardua. E noi? Intanto ascoltiamo il canto del Grillo sparlante che annuncia l’ennesima primavera. ∞

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