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Elezioni 2008, i silurati

Questa la lista dei silurati dalle elezioni 2008: Fausto Bertinotti, Oliviero Diliberto, Alfonso Pecoraro Scanio, Fabio Mussi, Ciriaco De Mita, Enrico Boselli, Franco Grillini,Daniela Santanchè, Francesco Storace, Teodoro Buontempo, Willer Bordon, Roberto Manzione, Francesco Caruso e Vladimir Luxuria. Senza dimenticare l’ingombrante Giuliano Ferrara. Fuori quota, Clemente Mastella.

Spiace per Enrico Boselli, leader e candidato-premier del Partito Socialista, e Franco Grillini, presidente onorario dell’Arcigay.

Ce l’ha fatta, ancora una volta, il trasformista Lamberto Dini. E’ il vecchio che avanza. Nonostante tutto e tutti. ∞

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Politiche 2008, sinistra sconfitta

Berlusconi e il Centrodestra hanno vinto le elezioni politiche 2008. Bene la Lega al Nord, così così l’Udc di Casini, mentre il Centrosinistra si consola con il buon risultato del Partito Democratico. Il resto sono solo macerie: ad incominciare dalla Sinistra che, giustamente, è stata cancellata dalla rappresentanza parlamentare. Bertinotti lascia e noi lo salutiamo. Un parolaio in meno. Con Mastella che non si è nemmeno presentato al nastro di partenza della competizione elettorale. Non pervenuti Casini, Storace e gli altri. L’Italia cambia pagina. Sarà la volta buona? Mah… ∞

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Partito democratico e l’attacco dell’ortodossia cattolica

Walter Veltroni, leader del Pd Famiglia Cristiana attacca il Partito Democratico e il suo leader Walter Veltroni e parla di “pasticcio veltroniano in salsa pannelliana” riferendosi all’accordo tra pd e radicali. Alla stampa del Vaticano si aggiunge l’altolà della cattolica Rosy Bindi al radicale Marco Cappato. Da elettore deluso, questo Pd incomincia a farmi simpatia. Anche se l’urna elettorale è per me ancora molto distante. Mi chiedo quanto manchi al giudizio del Vaticano sulle singole candidature dei partiti? Non manca molto… ∞

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Partito democratico, ecco il simbolo

Il simbolo del Partito Democratico    Dopo un’estate di travaglio, il Partito Democratico è nato ed ora può contare su un nuovo simbolo: un Pd disegnato con il tricolore. Politica e Patria, dunque. Non male, almeno graficamente. Rimaniamo in attesa del nuovo simbolo, per la verità anche del nome, del nuovo partito di Silvio Berlusconi, che l’altro giorno ha mandato in soffitta Forza Italia. Quello improvvisato da Silvio, stretto tra la folla e pressato dalla furia della raccolta delle firme, ovvero Partito del Popolo delle Libertà è davvero brutto.  Intanto vediamo di capire quello che accadrà a sinistra e a destra, dove i maldipancia rischiano di degenerare in ulcere.

Niente male come periodo politico: nuovi partiti, nuovi simboli, nuove alleanze e nuove equilibri. A non cambiare però sono le facce dei politici. Mah…

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Primarie Pd e l’antipolitica

I seggi alle primarie del Pd Gli elettori di centrosinistra sono capaci di stupire sempre per passione e impegno. Nessuno, nemmeno i più ottimisti, potevano prevedere un’affluenza così alta alle primarie di un partito nascente, 3,4 milioni persone e il nuovo segretario Walter Veltroni eletto con oltre il 75 per cento dei voti. Una partecipazione che sorprende, a tal punto da far urlare il centrodestra: “Dato gonifato”. Lasciamo perdere le boutade della pseudopolitica. Personalmente ero e rimango critico circa la scelta del momento in cui è stato deciso di far nascere il nuovo partito. L’agonia dell’attuale maggioranza di governo e lo scontento generale non facilitano la mobilitazione, che eppure c’è stata. Una caduta (probabile) del governo dopo l’approvazione della finanziaria rischia di trascinarsi dietro il cucciolo più bello del centrosinistra, il partito democratico. Nei commenti post-primarie è ritornato più volte il riferimetno all’antipolitica, da Prodi in giù. L’antipolitica esiste perché la politica non offre da tempo risposte e modeli di riferimento. E questa è la sfida che attende anche il partito democratico. La nuova formazione, se vuole dare un segnale di discontinuità rispetto al passato, dovrà dare vita ad una nuova clase dirigente capace di segnare il corso delle politica italiana, con regole e comportamenti diversi. Altrimenti l’antipolitica sarà la risposta naturale dei cittadini scontenti. ∞

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Primarie Pd: il voto c’è, il sogno no

Il nuvo segretario Pd, W. Veltroni Oggi gli elettori dell’Ulivo, Ds e Margherita, andranno a votare per le primarie del neo Partito Democratico. Tra i candidati c’è già il vincitore annunciato, Walter Veltroni, al quale è già stato assegnato il ruolo di guidare il centrosinistra del dopo-Prodi. Rosy Bindi, Enrico Letta e gli altri non hai mai pensato di potercela fare: la loro candidatura è nata più per motivi di riequilibrio interno che di alternativa concreta. Non sarà, almeno credo, una tornata elettorale felice, caratterizzata da quella spinta positiva dal basso che si annunciava quando è nato il nuovo partito. Il Pd è nato e cresciuto tra veti e polemiche incrociate, che si sono riflesse nella campagna elettorale dei candidat e, soprattutto, è nato in un periodo politico di deriva, con il Governo Prodi senza maggioranza e il centrosinistra in forte calo. E’ mancato il momento di prospettiva, di sogno e costruzione politica. Un progetto nuovo, qual è il Pd, deve contare sull’entusiasmo contagioso tipico di ogni nuova stagione. Questo manca al Pd. Buon lavoro, segretario Veltroni. ∞

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Internet colma il vuoto tra politica e cittadino

gad-lerner.jpeg «Internet come le sezioni di partito, colma il vuoto tra politica e cittadini». Ad affermarlo è Gad Lerner sceglie la rete per parlare alla gente e ai suoi lettori. Giornalista della carta stampata e della televisione, Lerner ha compiuto il passo verso Internet. Arriva dopo Veltroni, esordio fortunato, Enrico Letta, che ha scelto la rete per lanciare la sua candidatura, e il comandante del Titanic Romano Prodi, che dalla rete è uscito quasi subito, e da altri politici professionisti (Bassolino e Mastella). Lerner, candidato per le primarie del Partito Democratico con Rosy Bindi, spiega come la sua strategia politica in internet: un progetto di marketing politico per il dialogo con gli elettori – come quello pensato a suo tempo per Prodi e mai fatto proprio dallo stesso – il found racing, l’informazione costante e l’intervento nella battaglia politica day by day, compreso il monitoraggio dell’elettorato con sistemi di sondaggio collegati a internet. Questa volta Lerner gioca in propria e parte dal blog. “I partiti – spiega il giornalista al Sole 24 Ore – contano sempre meno iscritti e gli iscritti dentro i partiti non contano assolutamente nulla, i deliberati congressuali vengono sistematicamente superati, stravolti da gruppi dirigenti che si autoperpetrano in uno stile che accentua sempre più le caratteristiche di oligarchia. Sono convinto che questa piaga non riguardi solo i piccoli partiti o il partito azienda, ma anche Ds e Margherita, gli stessi fondatori del Pd”. Secondo Lerner, Internet, soprattutto per i candidati senza apparati di partito alle spalle, può sostituire il lavoro di proselitismo che un tempo passava attraverso le sezioni di partito. Il mezzo quindi serve – sempre secondo Lerner – a ripristinare canali di cittadinanza attiva e restituire ai cittadini l’idea che il loro parere conta sul futuro della collettività e che la democrazia non è solo andare a votare una volta ogni quattro-cinque anni. Una scommessa disperata, come ammette lo stesso Lerner – ma che indica un nuovo ruolo della rete, oltre il blog, ovvero internet come strumento di consultazione. La sfida di Lerner è ambiziosa ma passa necessariamente attraverso la conoscenza e l’utilizzo degli strumenti che internet offre per raggiungere il cittadino e permettere ad un’idea di espandersi dentro la rete. Pena la deriva nell’oceano web.

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