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Padre Pio, il miracolo del business

Migliaia in conda a San Giovanni Rotondo per vedere una maschera di silicone dell’ennesimo santo, nato questa volta a Pietrelcina. Più li guardo e più mi convinco che dio non esiste, anche se – una volta tanto – il miracolo c’è stato per davvero. Economico. ∞

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Il Vaticano irrompe nella campagna elettorale italiana

Il papa con il cardinale Bertoni

Un amico ben introdotto in Vaticano, (è una delle poche frequentazioni che gli rinfaccio…, ndr.) mi spiegava dell’assoluta intesa tra il papa Benedetto XVI e i suoi più stretti collaboratori, in particolare il numero due della gerarchia cattolica, il cardinale Tarcisio Bertoni. Mi ha colpito ieri l’uscita dei due pressoché in contemporanea.
“L’uomo rimane uomo con tutta la sua dignità, anche quando è un embrione o in stato di coma”, ha ribadito Benedetto XVI nella navata di San Lorenzo in Piscibus, in occasione dei 25 anni del ‘Centro Giovanile Internazionale”. Il nuovo monito del pontefice è arrivato nel corso di in un’omelia a braccio tutta incentrata sul significato della vita e della morte.

Pochi minuti e da Baku, capitale dell’Azeirbagian dove si trova in visita pastorale, il segretario di Stato vaticano, cardinale Tarcisio Bertone, auspica che i leader dei vari schieramenti politici italiani mettano in atto “il rispetto promesso ai valori cristiani”.

E’ inevitabile il collegamento tra gli interventi del Papa e quello del suo numero due. Il dibattito pre-elettorale è destinato quindi a strascichi di polemiche sui temi etici dell’eutanasia, dell’aborto e della legge 194, con una tempistica dettata da uno Stato estero: il Vaticano. Quando sarà possibile uno Stato che permetta ad un individuo di scegliere in coscienza senza le speculazioni e le forzature dettate da posizioni religiose. ∞

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La vittoria di Zapatero in Spagna

 Zapatero vince in Spagna

Josè Luis Zapatero e il suo partito Psoe vincono le elezioni in Spagna e ampliano la maggioranza in Parlamento. il voto – preceduto dall’omicidio dell’esponente socialista Isaias Carrasco nei Paesi Baschi – ha confermato la fiducia al primo ministro: a scrutini quasi conclusi i socialisti ottengono il 43,74% dei consensi e 169 seggi contro il 40,13% e i 153 seggi del Partito popolare di Mariano Rajoy. In ogni caso, l’omicidio di Carrasco ha spinto gli elettori verso i due grandi partiti nazionali, dal momento che anche i Popolari hanno aumentato il proprio bacino elettorale e la propria forza parlamentare, mentre in calo risultano il Partito nazionale basco (Pnv), l’estrema sinistra di Izquierda Unida e gli indipendentisti catalani di Erc (queste ultime due forze politiche hanno sostenuto l’esecutivo di Zapatero). Tengono i nazionalisti moderati catalani di Convergenza e Unione. Alta l’affluenza alle urne, attorno al 75%, sui livelli record delle precedenti politiche, che si erano svolte nel marzo 2004 all’indomani delle stragi dei treni di Madrid firmate da Al Qaeda.

La vittoria di Zapatero dimostra come una sinistra possa essere forza di Governo e premiata dagli elettori se ha il coraggio di perseguire sulla via delle riforme verso uno Stato laico moderno, accettando il “rischio” di una censura da parte del Vaticano su questioni attuali (famiglia e la legge sulle coppie di fatto e i matrimoni gay). E la distanza tra Italia e Spagna: un paese in crescita, non solo economica. ∞

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Partito democratico e l’attacco dell’ortodossia cattolica

Walter Veltroni, leader del Pd Famiglia Cristiana attacca il Partito Democratico e il suo leader Walter Veltroni e parla di “pasticcio veltroniano in salsa pannelliana” riferendosi all’accordo tra pd e radicali. Alla stampa del Vaticano si aggiunge l’altolà della cattolica Rosy Bindi al radicale Marco Cappato. Da elettore deluso, questo Pd incomincia a farmi simpatia. Anche se l’urna elettorale è per me ancora molto distante. Mi chiedo quanto manchi al giudizio del Vaticano sulle singole candidature dei partiti? Non manca molto… ∞

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Ricerca medica e l’oscurantismo cattolico

In Italia la ricerca medica è ancora ostaggio della Chiesa cattolica La difesa dell’associazione nazionale dei medici chirurghi e degli odontoiatri dell’aborto, pillola del giorno dopo, diagnosi pre-impianto nella fecondazione assistita e assistenza ai neonati estremamente prematuri (questo il documento della Fnomceo) fa infuriare Avvenire, il quotidiano della Cei che lo definisce addirittura un falso e fantomatico.  Oggi il papa Benedetto XVI torna a parlare di “salvaguardia e rispetto” della vita.

La reazione dei medici alle posizioni del quotidiano cattolico è molto dura: “L’accusa di falso è offensiva: non scherziamo su queste cose”, ribatte il presidente dell’ordine dei medici di Firenze Antonio Panti.

 Nel servizio del giornale della Cei si parla di “strane manovre” che avrebbero fatto sì che alle agenzie di stampa fosse stato inviato “un fantomatico documento” mentre invece, secondo le parole riportate dal quotidiano dei vescovi di Valerio Brucoli, componente del comitato sulla deontologia della Fnomceo, “Nel consiglio nazionale sono state lette 14 relazioni dei gruppi di lavoro, ma non sono state nè votate nè approvate. In particolare quella relativa ai temi etici (e che ora viene presentata come la posizione della Fnomceo) è solo una delle posizioni espresse al comitato etico, quindi un’opinione personale”.

Indignata la replica del presidente dell’Ordine dei Medici fiorentino, Panti: “Faccio parte del comitato ristretto che ha redatto il documento. Un gruppo dove ci sono anche esponenti di varie filosofie”, ha riferito Panti. Il dibattito è stato intenso nel comitato ristretto e il documento scaturito “è stato distribuito in cartella già venerdì mattina e illustrato, insieme ad altri documenti presenti in cartella, ai presidenti degli ordini. Non è stato cambiato nessun testo. E’ stato approvato tal quale”.

L’intransigenza della Chiesa, anche di fronte alle evidenze della scienza, mi ricorda la vicenda di uno dei geni italiani che rischiò la vita per aver affermato che è la terra a girare attorno al sole e non viceversa, come invece sosteneva ai quei tempi la Chiesa. E l’Italia continua a pagare, soprattutto nel campo della ricerca medica, la chiusura e l’oscurantismo cattolico, mentre nel resto degli Stai moderni la scienza è libera di camminare senza lacciuoli confessionali. E’ questa forza che l’Italia ancora non conosce, demerito di una politica spalmata sui diktat dello Stato del Vaticano, desiderosa sola di incassare il voto cattolico.

Da uomo e da laico rivendico il diritto di scegliere come e quando morire di fronte ad un male incurabile, sostengo la ricerca medica che mi offre una prospettiva sul futuro dei miei figli o quello dei miei nipoti. Ma la Vaticano questo non piace e in nome della sua verità impone delle regole confessionali. Che tristezza. ∞

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Famiglia, dalla parte di Zapatero

Zapatero Il pastore non ha voluto far mancare il suo sostegno, collegandosi in diretta tv dal Vaticano con Madrid e il milione e mezzo di spagnoli che hanno dato vita alla manifestazione in difesa della “famiglia cristiana” e contro le leggi del governo Zapatero. E se il pastore, al secolo Benedetto XVI, ha voluto scendere in campo in prima persona significa che la partita vale una posta molto alta.

Il Vaticano continua la sua “evangelizzazione” di un mondo che oramai viaggia in direzione diversa. Per fortuna. Da laico, continuo ad essere fermamente convinto che nessuna delle leggi varate da Zapatero abbia minimamente scalfito il valore universale riconosciuto alla famiglia. Zapatero è un politico coraggioso che ha la forza e la volontà di procedere sulle riforme promesse: dote che in Italia non trova alcun testimone dentro la classe politica. E’ forse il matrimonio tra gay la forza del male in grado di mettere a repentaglio la famiglia? Suvvia, non scherziamo: non saranno certo gli omosessuali a minare i “valori”. Guardiamoci attorno, seriamente, per capire perché molte famiglie vanno in crisi. E proprio il Vaticano, per primo, farebbe meglio ad interrogarsi sulle condizioni reali che portano al fallimento della relazione coniugale. Ma forse il pastore di guardia al Vaticano pensa ancora ad una famiglia degli anni ’60, in cui il divorzio non era possibile e i drammi familiari restavano all’interno delle mura domestiche. Fino al momento dell’esplosione.

Zapatero è un marito e un padre di famiglia che ogni giorno – viaggi permettendo – colazione e cena con la famiglia, rinunciando a tutti gli inviti, e che non ha mai fatto mancare la sua presenza. Non ci credete? Andatevi a leggere “Madera de Zapatero“, la bibliografia di Suso de Toro. Quanti politici benedetti dal Vaticano sono così vicini alla famiglia?

Quella offerta ieri è l’ennesima immagine di una istituzione religiosa lontana dall’uomo, per principi e metodi. Gli stessi che in Italia, paese dove i politici devono fare atto di fedeltà alla fede prima di (s)praticare, non permette alla ricerca di offrire delle risposte e speranze di vita a molti malati. Mi auguro che la Spagna, paese moderno, riesca a continuare il suo percorso di modernità, rifuggendo a tentativi di fughe all’indietro, verso il passato.

Sempre da laico, mi aspetto ancora che il Vaticano spieghi come mai nella storia del Cattolicesimo abbiamo avuto papi con figli o accondiscendenti con dittature o guerre che hanno portato a milioni di morti.  Sono questi i valori in difesa della vita o della famiglia che la Chiesa ha consegnato alla storia? Io credo che la religione non possa interferire in maniera così pesante e limitante sulla vita e la libertà della totalità di una nazione. W Zapatero. ∞

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Dalai Lama, le frasi “italiane”

Dalai Lama La politica italiana lo ha ricevuto dalla porta di servizio pur di non dispiacere alla Cina che per l’Occidente è vista soprattutto come “opportunità economica” da non perdere. Lui, il Dalai Lama, ha ricambiato l’ospitalità con una serie di dichiarazioni che, ancora una volta, ne confermano il valore umano e spirituale.


Voglia di Tibet

“Vorrei andare in Tibet e anche in Cina per una visita breve, ma la propaganda cinese mi demonizza, per loro sono un nemico del popolo e così quelli che mi incontrano, da Bush alla Merkel, diventano anche loro mezzi demoni”.

Autonomia, non indipendenza.

“Tutto il mondo sa che non chiediamo l’indipendenza, ma l’autonomia per il Tibet. Quando l’armata Rossa giunse in Tibet, si parlò di liberazione pacifica e perciò nel 1951 si fece un accordo di 17 punti che prevedeva due sistemi in un solo Paese. Nel 1959 le cose cambiarono, nel 1974 abbiamo pensato di chiedere l’autonomia, mentre dal 1979 abbiamo dovuto parlare direttamente con il governo centrale cinese: da quella data è rimasto un contatto che prevede un dialogo continuo, perché il Tibet rimanga sotto la costituzione della Repubblica Popolare Cinese. Questa costituzione prevede l’autonomia per le diverse etnie, perciò noi abbiamo chiesto di avere un’autonomia significativa. Ora chiediamo alle autorità cinesi di mettere in pratica ciò che é previsto dalla loro stessa Costituzione”.

La repressione cinese
“Quello che sta avvenendo nel Paese, è un genocidio culturale ma repressione e terrore non sono un bene neanche per la Cina”.

Dalai Lama donna
“Il prossimo Dalai Lama potrebbe essere una donna. Se fosse più utile una donna il Lama potrebbe reincarnarsi in questa forma. Secondo il Budda Dharma, uomini e donne hanno uguale diritto. In ogni caso, se l’istituzione del Dalai Lama per successione continuerà o meno, dipenderà dal popolo tibetano: sarà lui a decidere”.

La guerra
“La via della pace è possibile solo se l’uomo migliora nel profondo. I grandi capi delle religioni teistiche dovranno chiedere a Dio perché accade tutto ciò, mentre le altre religioni, che hanno una visione legata a causa e condizione, come il buddismo, sostengono che se c’è tanta guerra è frutto dell’azione dell’uomo, frutto dell’intenzione umana stessa. Per questo motivo soldi e tecnologia non possono risolvere i nostri problemi. Tutte le grandi religioni, anche se diverse tra loro, hanno enorme potenzialità di realizzare la pace interiore ed è l’unico mezzo per arrivare a una pace reale”.

Papa Ratzinger

“Avrei desiderato vederlo, per un saluto, per rispetto, per un impegno morale… Iin passato ho avuto l’opportunità di incontrarlo, questa volta invece no, evidentemente avrà le sue difficoltà, avrà poco tempo o altri impegni”.

Papa Wojtyla
“Mi mancano Giovanni Paolo II e la sua determinazione nel promuovere i valori umani e il discorso interreligioso, come nel meeting di Assisi. Oh, Giovanni… Wojtyla è stato un grande, non solo ufficialmente, ma personalmente, un uomo davvero meraviglioso per cui ho sentito una sensazione piacevole sin dal primo incontro”.

Conversioni religiose
E’ più salutare rimanere con la propria fede di cuore, quella di nascita, altrimenti si rischia di far confusione.

Presenza ingombrante
“La natura della mia visita non è politica e non voglio creare problemi allo Stato e alle autorità dei Paesi che visito. Per me non c’è nessun problema, io non provo imbarazzo. Voi lo sapete meglio di me, io sono solo un visitatore straniero”.

E Pechino risponde
“La Cina condanna tutti coloro che ricevono il secessionista Dalai Lama ma, almeno per il momento, non minaccia ritorsioni contro i paesi ospitanti. Il Dalai Lama non è solo una figura religiosa ma è un esiliato politico impegnato in attività volte a frantumare la Cina. Il problema del Tibet non è un problema religioso o culturale ma un problema che coinvolge il territorio e l’integrità della Cina. Le sue azioni dimostrano che in realtà non ha rinunciato all’indipendenza. Potete verificare tutto quello che ha detto e fatto da quando ha lasciato la madrepatria (il leader tibetano vive in esilio in India dal 1959, ndr.). Non ha mai rinunciato all’intenzione di spaccare la Cina. Ci sono molti esempi, per esempio, mantiene in vita un governo in esilio”. ∞

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Il Dalai Lama a Milano e la vergogna del business

Dalai Lama Letizia Brichetto, in arte Moratti, con Filippo Penatti Il Dalai Lama arriva oggi a Milano. Si fa per dire, considerato che la cittadinanza onoraria gliela danno a Sua Santità al Palazzetto dello sport di Cologno Monzese, il sindaco Letizia Brichetto, in arte Moratti,  lo riceverà in privato ma la data resta incerta, così come incerti sono gli appuntamenti con il presidente della Provincia di Milano, Filippo Penati (Centrosinistra), e di quello, più istituzionale, con il presidente della regione Lombardia, Roberto Formigoni (Centrodestra). La politica italiana non è mai stata ne coraggiosa ne illuminata: il peso della Cina, che minaccia ritorsioni, ha finito per spaventare i nostri politici “cuordileone” che pur di non compremettere un’Expo futura e una commessa attuale, fanno entrare dalla porta di servizio il simbolo dei diritti umani e del Tibet. Complimente a tutti. Che il business sia con voi, andate in pace. ∞

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Nobel impossibile in Italia

Il Premio Nobel, Mario Capecchi L’Italia si gode il suo Premio Nobel per la medicina. Mario Renato Capecchi è nato a Verona nel 1937 e con l’inglese Martin J. Evans e l’americano Oliver Smithies sono stati premiati per gli studi e le scoperte sulle cellule staminali embrionali, lavorando sui topi di laboratorio. “Straordinari ingegneri del Dna” li hanno definiti i membri comitato scientifico del Karolinska Institute di Stoccolma nell’assegnare loro il prestigioso riconoscimento. I loro studi hanno portato a individuare una tecnica conosciuta come «gene targeting» e definita di «immensa importanza» dal mondo scientifico che da tempo considerava professor Capecchi il candidato naturale al Nobel. Giornali e televisioni hanno fatto il pieno nel presentare l’illustre connazionale. Peccato però che il Nobel italico sia nato e cresciuto, scientificamente parlando, negli Stati Uniti: Capecchi, emigrato con la famiglia a soli 9 anni, si è diplomato in chimica e fisica all’Antioch College nel 1961 e ha maturato il Ph.D. in biofisica ad Harvard, nel 1967, con una tesi di dottorato in biologia molecolare, con il premio Nobel James D. Watson. Ma che di più: Capecchi in Italia non avrebbe mai potuto lavorare e portare avanti la sua ricerca. Ed è un rimpianto che il Nobel non ha taciuto dal palco di Stoccolma: “Non avrei messo a frutto i miei studi in Italia, dove la ricerca sulle staminali embrionali è vietata, ma in un futuro non lontano anche l’Italia sarà costretta a cambiare politica — spiega lo scienziato — perché così vuole l’opinione pubblica. E perché anche gli individui più devoti hanno il dovere morale di battersi per curare chi già vive e soffre e non solo chi non è mai nato». Qualcuno vuole informare il Vaticano e qualche politica nostrano, sempre pronto ad allinearsi all’ombra di San Pietro? ∞

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