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Brambilla alla prova tv

Michela Brambilla è il nuovo sottosegretario al turismo. La sua carriera arriva da lontano, come ci ricordano i gialappi’s. La rossa del Pdl era inviata del programma “I misteri della notte”: minigonna, gambe fasciate dala calze nere, occhiali scuri e guanti di pizzo. Nel video visitava i locali notturni di Barcellona, tra disco, moto, topless e balli sadomaso. ∞

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iTunes Store, lo spettacolo inizia

Da qualche ora sul sito americano di iTune Store è possibile pellicole delle principali major cinematografiche per la distribuzione di film di primissima visione (relativamente al mercato home video, e quindi con qualche mese di ritardo rispetto all’uscita nelle sale) in contemporanea con la loro pubblicazione in dvd. Pellicole come come «Juno», «American Gangster» o «Io sono leggenda» sono disponibili al prezzo di 14 dollari e 99 centesimi: solo cinque dollari in più rispetto ai film del catalogo di iTunes, che comprende film anche recenti ma non nuovissimi e circa la metà rispetto al prezzo di vendita dei normali dvd.

L’iniziativa di Apple che mira al monopolio dei film, dopo quello della musica, è di offrire ai propri utenti un’offerta in grado di concorrere con i big del noleggio: Blockbuster o Netflix. ù

Nel negozio virtuale della società della mela morsicata, sarà possibile scegliere tra i film distribuiti da Warner, 20th Century Fox, Walt Disney, Paramount, Universal, Sony Pictures Entertainment, Lionsgate, Image Entertainment e First Look.

Buona visione. ∞

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Il migliore è Cetto, parola di Aldo Grasso


Chi è il miglior politico in tv? Aldo Grasso, critico televisivo del Corrierone, non ha dubbi: Cetto La Qualunque. “Il politico – scrive Grasso – che in questo momento ha più successo in tv è un non politico. In tutti i sensi. Il personaggio interpretato da Antonio Albanese mette a nudo le molte ipocrisie di questa campagna elettorale. È il politico più scorretto che ci sia e non se ne vergogna. È un irresponsabile verbale. Conduce un’esistenza assillata da troppi problemi; proprio per questo, a suo modo, è in grado di risolvere ogni problema”. Voto 8 a Cetto. Voto 10 a Grasso. ∞

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Sanità in Calabria, nemmeno Cetto avrebbe fatto meglio

Gli arresti della scorsa settimana in Calabria per lo scandalo sanità mi hanno fatto ricordare un personaggio comico: Cetto La Qualunque. Ancora una volta, Antonio Albanese ha avuto ragione con i suoi personaggi.
Albanese, da comico serio, ha girato l’Italia in lungo e in largo per avere un’idea del politico medio e un po’ maneggione. Così è nato Cetto La Qualunque.
Cetto la Qualunque però si è materializzato in carne e ossa (e manette) nel consigliere regionale Domenico Crea, arrestato nell’ambito dell’inchiesta “Onorata Sanità”, filone d’indagine sull’omicidio di Francesco Fortugno, il vicepresidente del consiglio regionale della Calabria ucciso a Locri nell’ottobre del 2005.
Fra gli arrestati figurano elementi organici alla cosca del boss Giuseppe “Tiradritto” Morabito. Il provvedimento ha colpito anche Alessandro e Giuseppe Marcianò, padre e figlio, due degli imputati – come mandanti – per l’uccisione di Fortugno.
Perché Crea assomiglia e La Qualunque? Domenica Crea aveva comprato in contanti per oltre un miliardo di lire e qualche anno fa la clinica privata Anya di Melito Porto Salvo, l’aveva intestata alla moglie e il figlio Antonio Crea, 29 anni, medico, era diventato direttore sanitario della clinica, ora sotto sequestro.
Volete conoscere gli orrori della clinica privata? Leggete le intercettazioni… Per fortuna esistono e si possono ancora pubblicare. Sono la nostra unica difesa contro una classe politica corrotta e con la pretesa dell’immunità. ∞

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I 70 anni di Celentano, auguri Molleggiato

Adriano Celentano Il 6 gennaio Adriano Celentano compie 70 anni. Un traguardo che merita di essere ricordato e festeggiato in omaggio ad uno degli autori e interpreti più straordinari della musica italiana e della scena sociale. Celentano si è guadagnato la stima dei più con le sue canzoni, il suo stile e i suoi… silenzi. Dal palco di un concerto e da uno studio televisivo, il Molleggiato ha sempre lasciato il segno: sincero, geniale, populista, provocatore, istrione, polemico, divo e molto altro, ma mai banale. E’ per questo che a lui va il nostro ringraziamento. Auguri Adriano. ∞

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2008, la WebTv sorpassa la televisione

WebTv IL 2008 segnerà il sorpasso di Internet ai danni della televisione. Lo sostiene l’ultima ricerca della School of Management del Politecnico di Milano e della Nielsen, secondo la quale il 54 per cento degli Italiani (27 milioni di individui dai 14 anni in su) preferisce di gran lunga il web alla televisione. L’indagine ha interessato tremila famiglie, settemila persone circa, un campione rappresentativo dell’intera popolazione. C’è di più. La maggior parte di loro naviga in rete fra le otto e le 11 di sera, cioè durante la prima serata, fascia strategica per i network televisivi e la loro raccolta pubblicitaria.
Altri dati segnalano che la maggioranza degli utenti internet hanno nei contenuti video il loro naturale riferimento, a discapito dei contenuti testo. Un divario segnato da portali di grande successo come, ad esempio, YouTube o a piattaforme di largo successo (Facebook) che hanno aperto decisamente ai contenuti multimediali.
La conferma arriva da un’altra recente indagine dalla European Interactive Advertising Association (Eiaa), condotta in dieci nazioni del Vecchio continente. Dei settemila intervistati – fra loro mille italiani – rappresentativi di 169 milioni di persone, è emerso che il World Wide Web ha conquistato molta più gente di quel che fosse lecito aspettarsi. In particolar modo l’82 percento dei giovani fra i 16 e i 24 anni, che ormai sulla rete passano la maggior parte del loro tempo libero.
Il mercato italiano presenta due dati (apparentemente) contrastanti: da un lato una delle più alte concentrazioni di utenti ad alto utilizzo del web, dall’altro una bassa penetrazione (almeno per il momento della banda larga.
Su questo argomento, Repubblica.it propone un’intervista a Nicholas Negroponte, fondatore del Media Lab del Mit di Boston.
I dati confermano – al di là delle previsioni di sorpasso – la crescita costante di Internet e, in particolare, della webtv. Quest’ultima rappresenta la vera sfida tra televisione tradizionale e web. A fare la differenza saranno i contenuti che troveranno format diversi per i due media. Un altro aspetto su cui tutti o quasi concordano è che la televisione di Internet dovrà essere diversa dalla televisione on air, come la conosciamo oggi. La webtv, o net-tv che dir si voglia, offre una fruibilità diversa, sparirà ad esempio il tradizionale telecomando, e poggerà su palinsesti diversi e innovativi. E qui sta forse il problema: se la tv tradizionale ha perfettamente a fuoco i modelli e i format da proporre al pubblico, le idee non sono ancora così chiare per chi si candida a promuovere la webtv. Proprio questa incertezza nei format e, aggiungo io, nei contenuti, rappresentano oggi il maggior freno alla definitiva affermazione della webtv. Ma i tempi sono maturi. ∞

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La “polvere” di Venditti su Rino Gaetano

Rino Gaetano Antonello Venditti è tornato su Rino Gaetano e la sua vita, raccontata dalla sfortunata miniserie Rai trasmessa l’11 e il 12 novembre scorsi: “Nella fiction non si e’ parlato di cocaina: era molto presente in quegli anni e in quel giro dove Rino finì negli ultimi anni e fu anche responsabile della sua tragica fine. La storia ha ignorato il vero guaio di Rino, la cocaina”. La frase di Venditti – amico di Gaetano – è contenuta nell’intervista, in parte finita su internet e in parte pubblicata da un quotidiano della capitale, e rischia di costare caro all’autore di “Roma Capoccia”. Anna, sorella di Rino Gaetano, morto il 2 giugno dell’81, lo ha infatti ha denunciato per diffamazione. “Non era mia intenzione diffamare Rino Gaetano che è stato e rimarrà per sempre uno dei miei più cari amici. Intendevo dire che non mi piaceva l’ambiente intorno a Rino. Tutto qui”, ha precisare Antonello Venditti.Se confermate, le parole pronunciate (prima e dopo) da Venditti suonano davvero stonate perché arrivano a 26 anni dalla scomparsa di uno dei cantautori più innovativi della musica italiana e non aggiungono nulla al mito di Rino Gaetano. Perché (s)parlare dei vizi veri o presunti di un amico(?)? Per favore Antonello, ‘statte zitto. Almeno su Rino, per favore. ∞

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Rai: Saccà si autosospende, la politica no

Agostino Saccà, autosospeso L‘inchiesta dei magistrati napoletani su tv e mercato dei voti, rivelata da Repubblica, costa il posto al direttore di Rai Fiction, Agostino Saccà. In mattinata lo aveva scaricato il presidente della televisione di Stato, Petruccioli: “Non può restare al suo posto”. Ieri, Saccà aveva denunciato l’accanimento nei suoi confronti ,dovuto – a suo dire – per la dichiarata appartenenza a Forza Italia. Mentre il Cavaliere la butta subito in politica (“Vogliono sabotare il dialogo”), il presidente Napolitano esorta ad abbassare i toni (“Rispetto tra magistratura e politica”). Credo che, al di là dell’esito dell’inchiesta di cui non dispongo di documenti di prima mano, ritorni il problema di sempre: l’ingerenza dei partiti politici dentro la Rai. Fuori i partiti dalla Rai perché stanno facendo da sempre male all’azienda e arrecano ai noi, loro primi editori grazie al canone, un danno. Dentro quell’azienda – come in molte altre realtà italiana – non vale la meritocrazia o la professionalità, bensì l’appartenenza ai partiti che vedono, decidono e dispongono per loro. Non è democrazia. ∞

ps. Nel frattempo, la procura ha fatto perquisire la casa di Beppe D’Avanzo, autore dello scoop. Complimenti a D’Avanzo.

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Tiscali e la IpTv da 50 mila abbonati

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Mario Mariani, amministratore delegato di Tiscali Italia, prevede 50 mila clienti sulla IpTv di Tiscali entro il 2009. Auguri. Buon 2008. ∞

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Addio Ventura, buona Mela

Simona Ventura Leggo dal Corriere.it: “In un’intervista esclusiva concessa a Tv sorrisi e canzoni Simona Ventura, fresca reduce dal trionfo della quinta edizione dellIsola dei famosi, confessa a sorpresa la sua intenzione di trasferirsi negli Stati Uniti per completare il suo bagaglio televisivo. «Sono pronta per trasferirmi a New York dove sto comprando una casa e dove spero di lavorare in un tipo di tv che qui in Italia possiamo solo sognare. Ho già preso accordi per svolgere uno stage in una televisione americana – dice la popolare conduttrice -. Perchè voglio anche impadronirmi del loro modo di lavorare»”. Il biglietto è di sola andata?  ∞

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La guerra di Luttazzi a La7

Premetto che non mi è piaciuta battuta di Luttazzi contro Ferrara che è costata la sospensione di Decameron su La7. E lo dice uno che non tiene Ferrara tra i suoi preferiti. Anzi. Da un po’ di tempo trovo che Luttazzi sia a corto di inventiva e creatività e che rimestoli con mestiere tra alcuni suoi stereotipi pur di stare a galla, dopo che La7 ha restituito a lui la luce, mettendo fine al grande esilio mediatico imposto da Berlusconi. La frase su Ferrara – via Berlusconi, Dell’Utri, Previti e Santanchè – non è satira ma volgarità: non aggiunge e non toglie nulla al personaggio in questione. Ammesso che nella vasca da bagno riesca ancora ad entrare. Lui, con tutti gli altri, intendo. Non credo.

Luttazzi, almeno questa volta, si è fatto male da solo. Solo La7 potrebbe – a questo punto – salvarlo, cancellando tutto il registrato di Decameron e cacciandolo dagli studi, come denuncia Luttazzi sul suo blog. Se così fosse, lo trasformerebbe in un martire. E per amore verso Luttazzi c’è da sperare che sia vero… ∞

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Quotidiani e le “bad” news

L’home page di Repubblica Osservo stamani – ore 7,30 – l’hp di Repubblica, dopo aver scorso le altre dei maggiori quotidiani e mi tocca registrare che su 16 notizie, ben 13 erano “negative”. Gli argomenti erano nell’ordine, liti tra partiti (Prodi contro Cashmere Bertinotti, Berlusconi contro il sinistrorso Casini), , violenza sessuali da parte di preti americani su minori, omicidi, strage in un centro commerciale sempre in America, bimbi uccisi dalle mamme in Germania, incidenti sul lavoro, sedicenne morta per una tonsillite e quindi malasanità, le morti provocate dall’obesità in Italia, il faccia a faccia in tribunale dell’omicida con la madre della vittima, l’arresto di un presunto truffatore in Inghilterra. Le altre notizie? Il nucleare in Iran, dove si rischia una guerra a causa di quel pirla di Bush, le carte segrete di Craxi e tangentopoli, Padoa Schioppa che annuncia nuove tasse.

Forse io non capirò più nulla di giornalismo. E’ probabile, se questa è la priorità delle notizie. Se così è, resto intimamente convinto che il mondo, fuori dalle redazioni, non sia tutto beghe politiche, omicidi, tangenti e stupri. Certo, la denuncia pubblica va perseguita per taluni fatti, ma è altrettanto vero che la negatività, le cattive notizie pagano in termini di audience.  Mi chiedo se per “vendere” dobbiamo rincorrere sempre l’immondizia.

L’altro giorno ho incontrato Gilda Farrell, capo del Dipartimento dello sviluppo della coesione sociale del Consiglio d’Europa, la quale mi ha parlato dell’importanza dei media per una società inclusiva, dove gli individui siano maggiormente attenti e sensibili agli altri, a coloro che hanno culture e religioni diverse: “Purtroppo in Italia la situazione è peggiore che in altri paesi europei. Sui giornali e televisioni trova maggiore spazio e per più giorni la notizia del benzinaio morto durante una rapina in un quartiere di Napoli che l’impegno della gente dello stesso quartiere per migliorare la qualità sociale e contrastare la criminalità…”. Abbiamo forse, noi giornalisti, dimenticato che una società e il vivere quotidiano ha più voci, certo più sommesse e meno rumorose delle cattive notizie, ma altrettanto importanti. ∞

Ha ragione Ms. Farrell. Purtroppo ha dannatamente ragione.

ps. Nella conta avevo dimenticato l’unica vera notizia positiva riportata da Rep: l’Inter allunga in campionato. E da interista è un bel leggere.

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Il Csm ha deciso: Forleo via da Milano

Clementina Forleo La giudice Clementina Forleo lascerà Milano: non per volontà sua ma per volontà del Csm. Secondo le prime indiscrezioni, domani l’organo di autogoverno della magistratura italiana formalizzerà la procedura di trasferimento d’ufficio per incompatibilità ambientale nei confronti del giudice protagonista di alcuni provvedimenti su inchieste importanti, quali Antonveneta.
E proprio nell’ambito di questa inchiesta, la giudice Forleo ha denunciato in televisione presunti complotti ai suoi danni. Ebbene, al termine dell’indagine, i consiglieri di Palazzo dei Marescialli non avrebbero trovato alcuni riscontro alle dichiarazioni del giudice Forleo. Da qui la decisione, all’unanimità, di trasferire Forleo altrove: le parole del giudice avrebbero creato disagio e preoccupazione negli uffici giudiziari milanesi.
Ecco la dichiarazione di Letizia Vacca, vice presidente della Commissione: «Siamo tutti allarmati dall’ impatto che hanno avuto le sue parole, risultate eccessive, forzate e gravissime. Le sue dichiarazioni hanno creato preoccupazione negli ambienti giudiziarie e sono state lesive dell’immagine dei magistrati di Milano, che si sono sentiti offesi. La situazione appare completamente diversa da come è stata rappresentata da Forleo: non risulta nessun complotto e nessuna intimidazione». «Lo spirito che ci muove – puntualizza la vice presidente – non è certo persecutorio nei confronti di Forleo. Il nostro problema è riportare la serenità negli uffici giudiziari di Milano».
Secondo Vacca, la procedura potrebbe essere aperta sia per incompatibilità ambientale, sia per quella funzionale. Il che significa che sarebbe in discussione non solo la permanenza di Forleo a Milano, ma anche il fatto che il magistrato continui a esercitare funzioni monocratiche, ovvero quelle di giudice per le indagini preliminari.
A suo tempo avevo criticato il comportamento della gip Clementina Forleo. Ora non posso che sottoscrivere la decisione del Csm: un magistrato non è un politico, non può apparire in televisione e denunciare fatti – come pare concludere la stessa indagine del Csm – mai avvenuti. E’ già censurabile il primo passaggio (la televisione), il secondo (dichiarazioni senza riscontri) supera ogni limite. Se Clementina avesse avuto qualcosa di denunciare, doveva rivolgersi alla stessa magistratura: lo impone il codice e non passare attraverso i riflettori della televisione. Ora prepariamoci al bagno di retorica, mediatico e non. Tutti a difesa di Forleo, martire per la Giustizia. Mah… ∞

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Benigni in Tv, le sue migliori battute

Roberto Benigni (foto Corriere.it) In rigoroso ordine alfabetico:

Berlusconi/1. “Questione di democrazia: per cinque anni me la sono presa con il governo, ora tocca un po’ all’opposizione”.

Berlusconi/2. “C’ha avuto cinque mogli, di cui due sue, farebbe meglio a fondare il partito del popolo dell’armadio, per quante volte ci si è nascosto dentro”.

Berlusconi/3. “Un anno e mezzo fa è nato il governo Prodi, Berlusconi per recuperare andava in tv a dire ‘chi vota a sinistra è un coglione’, ‘i froci son tutti di sinistra…”.

Berlusconi/4. “E’ ossessionato dal governo: ‘Cade, cade’, non ripete altro, sta impazzendo. Silvio, per la tua salute, ti devi riposare, prenditi una settimana in cui non fai un partito nuovo”.

Berlusconi/5. “A Veltroni proporrà una legge elettorale ‘alla Vaticana’, si elegge uno e finché campa ci sta solo lui”

Bondi. “Non lo toccherei nemmeno con una canna da pesca, falso come il bilancio di un’azienda di Berlusconi”.

Buttiglione. “Il sesso governa il mondo. Uno per parlarne dovrebbe possederlo. Buttiglione è un grande filosofo e parla sempre di omosessuali ma ha l’aria di uno che non ha neanche il pisello. Per carità, può darsi ne abbia due. Rocco e i suoi piselli”.

D’Alema/1. “L’hanno candidato alla presidenza della Camera e ha detto che per il bene delle istituzioni faceva un passo indietro. Poi alla presidenza della Repubblica e per il bene delle istituzioni ha fatto un passo indietro. L’avevo invitato qui, poi gli ho detto che avevo dato il suo posto a Veltroni e mi ha detto che per il bene della diretta faceva un passo indietro…”.

D’Alema/2. “Per me D’Alema è come Berlusconi per Emilio Fede”.

Mastella.
“Diceva sempre: o faccio il ministro o niente, ho faccio il ministro o niente. Ve lo ricordate, vero? Bene, è riuscito a fare tutte e due le cose…”.

Mele (Cosimo e la squillo con la cocaina). “E ti credo, dopo quindici giorni rinchiuso con Giovanardi, Cesa e Buttiglione…”.

Prodi/1. “Ha vinto le elezioni con uno scarto di 25 mila voti, 25 mila coglioni, tutti omosessuali”.

Prodi/2. “Prima andava a messa una volta a settimana, ma ora ha fatto mettere una cappella a Palazzo Chigi per pregare per la buona salute dei senatori a vita”.

Savoia: “Mandate sms da 1 euro per una famiglia piemontese indigente, vissuta all’estero perché senza permesso di soggiorno. Si chiamano Savoia, hanno nomi altisonanti ma sono poveri: sono in 4 ma con 3 ville, hanno due yacht ma non possono comprare i due modelli nuovi usciti. Hanno chiesto 260 milioni per le spese, non vogliono di più. Il bello è che ora vuole i rimborsi anche il Granduca di Toscana, ma in fiorini d’oro e pure i Borboni vogliono soldi. Organizziamo un Telethon per risollevare il trono, si chiamerà Telethron”.

Sesso/1.
“Sulla durata del rapporto sessuale, la media dell’italiano è risultata di tre minuti, mi son detto ‘sarà compresa la doccia’”.

Sesso/2. “Si parla troppo di sesso. Ad esempio, l’allungamento del pene, alla fine ce l’attorciglieremo come un distributore di benzina”.

Sesso/3. “Nel ’68, durante la proiezione di un film erotico, il quale però non faceva vedere nulla ma annunciava sempre il sesso, un tizio dal fondo della sala esclamò: ‘Troppa trama…'”.

Sircana (portavoce di Prodi). “Pubblicare quelle foto è stato scandaloso, ci credo che si è sentito male, roba da andare in trance”.

Storace.
“E’ un grande filologo, ha ripristinato il vero saluto romano: ‘mortacci tua, te ceco l’occhì’”.

Tremaglia. “In An non lo salutano più da quando gli italiani all’estero hanno votato a sinistra”.

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Benigni porta l’inferno in paradiso

E’ difficile scrivere dopo oltre un’ora di parole e sentimenti alti. A mancare sono proprio le parole – questa volta scritta – per descrivere la perfezione fatta passione con cui Roberto Begnini ha interpretato Dante nel suo spettacolo “Il quinto dell’Inferno” su RaiUno. Benigni ha fatto di più. Ha trasformato la poesia in racconto, dando un corpo e sentimenti ai versi della Divina Commedia. E’ l’inferno il luogo dove Benigni trova la grandezza di Dante Alighieri; tra i peggiori, tra gli ultimi degli ultimi, persone condannate per aver scelto di vivere la vita fino in fondo.
Prima di lui, altri avevano scelto di raccontare l’inferno dei dannati per raccontare l’essenza dell’uomo. De André, ad esempio, lo aveva cantato nelle sue canzoni.
Benigni questa sera ha aperto il cuore di tutti noi, perché ha parlato dell’amore, “il dono più bello che ci è stato fatto”. E lo ha fatto con la semplicità del suo geniale talento, accelerando per poi frenare e ripartire nella profondità dei sentimenti. I personaggi cantati da Dante si sono materializzati davanti ai nostri occhi e nelle nostre menti con una luce nuova, quella dell’anima. Il capolavoro di Benigni sta proprio qui, in questo suo ostinarsi a cercare per trovare, a recitare per spiegare, a descrivere per animare i dannati della vita. E’ qui, nel secondo cerchio, dove il giudizio divino ha relegato i lussuriosi, come Paolo e Francesca. Lei che pur nel tormento eterno rivendica il suo amore verso l’uomo che l’ha rapita. E Benigni entra a tal punto nella storia che il suo declamare è rotto più volte dalla commozione.
Quando, nel 1300, tra l’aprile e il marzo, Dante scrisse nella notte quei versi mai avrebbe pensato che 700 anni dopo un artista sarebbe riuscito a far rivivere con tanta energia la sua poesia davanti a milioni di persone. Questa sera è successo e tra le persone plaudenti in studio c’era, ne sono certo, anche il Sommo Poeta. ∞

ps. Non è stato, quello di stasera, l’unico Benigni. Il TuttoDante in 13 puntate per altrettanti Canti della Divina Commedia proseguirà mercoledì 5 dicembre alle 23, con duplice raddoppio il 25 e 26 dicembre e l’1 e 2 gennaio. W la Rai.

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