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2008, la WebTv sorpassa la televisione

WebTv IL 2008 segnerà il sorpasso di Internet ai danni della televisione. Lo sostiene l’ultima ricerca della School of Management del Politecnico di Milano e della Nielsen, secondo la quale il 54 per cento degli Italiani (27 milioni di individui dai 14 anni in su) preferisce di gran lunga il web alla televisione. L’indagine ha interessato tremila famiglie, settemila persone circa, un campione rappresentativo dell’intera popolazione. C’è di più. La maggior parte di loro naviga in rete fra le otto e le 11 di sera, cioè durante la prima serata, fascia strategica per i network televisivi e la loro raccolta pubblicitaria.
Altri dati segnalano che la maggioranza degli utenti internet hanno nei contenuti video il loro naturale riferimento, a discapito dei contenuti testo. Un divario segnato da portali di grande successo come, ad esempio, YouTube o a piattaforme di largo successo (Facebook) che hanno aperto decisamente ai contenuti multimediali.
La conferma arriva da un’altra recente indagine dalla European Interactive Advertising Association (Eiaa), condotta in dieci nazioni del Vecchio continente. Dei settemila intervistati – fra loro mille italiani – rappresentativi di 169 milioni di persone, è emerso che il World Wide Web ha conquistato molta più gente di quel che fosse lecito aspettarsi. In particolar modo l’82 percento dei giovani fra i 16 e i 24 anni, che ormai sulla rete passano la maggior parte del loro tempo libero.
Il mercato italiano presenta due dati (apparentemente) contrastanti: da un lato una delle più alte concentrazioni di utenti ad alto utilizzo del web, dall’altro una bassa penetrazione (almeno per il momento della banda larga.
Su questo argomento, Repubblica.it propone un’intervista a Nicholas Negroponte, fondatore del Media Lab del Mit di Boston.
I dati confermano – al di là delle previsioni di sorpasso – la crescita costante di Internet e, in particolare, della webtv. Quest’ultima rappresenta la vera sfida tra televisione tradizionale e web. A fare la differenza saranno i contenuti che troveranno format diversi per i due media. Un altro aspetto su cui tutti o quasi concordano è che la televisione di Internet dovrà essere diversa dalla televisione on air, come la conosciamo oggi. La webtv, o net-tv che dir si voglia, offre una fruibilità diversa, sparirà ad esempio il tradizionale telecomando, e poggerà su palinsesti diversi e innovativi. E qui sta forse il problema: se la tv tradizionale ha perfettamente a fuoco i modelli e i format da proporre al pubblico, le idee non sono ancora così chiare per chi si candida a promuovere la webtv. Proprio questa incertezza nei format e, aggiungo io, nei contenuti, rappresentano oggi il maggior freno alla definitiva affermazione della webtv. Ma i tempi sono maturi. ∞

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Joost, la creatività on line

BugEye di Joost Joost è la prima, vera webtv globale e sta facendo di tutto per mantenere la supremazia. Può piacere o meno, si possono condividere o meno la scelte, ma bisogna riconoscere che ogni settimana, i tipi rilasciano qualche novità. E’ di ieri il nuovo canale BUGEYE MUSIC!, dedicato alla musica live, al backstage degli artisti che vanno per la maggiore, con le grandi novità. Insomma un vero e proprio canale DJ a suon di video. La musica arriva dopo l’implementazione del canale sport e dopo una serie di nuove release che ne hanno di fatto modificato sensibilmente il funzionamento della gestione canali. Davvero notevole. ∞

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The Hub, Peter Gabriel per i diritti umani

Il logo di The Hub Lo slogan è “Upload It, See It, Share It, Take Action”, il nome del portale semplicemente The Hub, l’azione è di tre movimenti, “See It, Film It, Change It” (Vedilo, filmalo, cambialo). Peter Gabriel, artista internazionale, apre così al mondo la piattaforma dei diritti umani e sceglie internet come veicolo di comunicazione e informazione globale. Il portale è online da pochi giorni e già ha raccolto centinaia di testimonianze dirette, documentate da cittadini e associazioni che, partendo dai diritti umani, agiscono per cambiare lo stato delle cose. I primi video sono arrivati dalla Birmani, Palestina, West Papua, Cina ed Argentina. Dal cittadino, dal basso arriva dunque la denuncia delle violazioni rivolta al mondo che vuole aprire gli occhi. Le lingue del portale sono le lingue del mondo: inglese, francese e spagnolo. The Hub è solo l’ultima iniziativa di Peter Gabriel e rappresenta l’evoluzione di Witness, organizzazione internazionale nata nel 1992 con l’obiettivo di usare video e tecnologie online per sensibilizzare al rispetto dei diritti umani. Prima ancora, nella musica, Gabriel fondò l’etichetta discografica Real World, che diede voce e spazio a centinaia di gruppi africani, sudamericani ed asiatici, snobbati dal grande mercato delle musica commerciale. Grazie a The Hub, chiunque nel mondo può contribuire girando e inviando contenuti video, audio o foto, oppure lasciare i propri post (commenti) su ciò che ha visto all’interno del portale dei diritti umani. La forza è nella semplicità: una videocamera, una camera digitale, un cellulare e un computer creano un network formidabile per diffondere l’impegno a favore degli ultimi. “Technology is power. Use your power” recita il video di presentazione. ∞

Nota personale. Lo scorso anno ho dato vita con un gruppo di amici alla WebTv del World Social Forum di Nairobi. In soli 5 giorni abbiamo prodotto oltre 100 video, documentando i lavori del Forum sociale mondiale in cui si riconoscono migliaia di associazioni di tutti i continenti. E’ stata un’esperienza straordinaria che ci ha fatto comprendere – ma eravamo già convinti – delle straordinarie potenzialità della Rete su temi quali i diritti sociali e umani. Un network ancora attivo e che a breve evolverà con obiettivi nuovi. La sorpresa più bella – come ricorda sempre Michele – è la partecipazioni di decine di associazioni (africane, asiatiche e sudamericane) che in modo spontaneo venivano da noi con i loro video e i loro contenuti, chiedendoci di trovare uno spazio, una visibilità al loro impegno quotidiano. Un’energia che ci porterà lontani verso un mondo migliore.

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Joost, la sfida è lanciata

joost.jpeg  L‘annuncio è stato dato nelle ore scorse: Joost, la piattaforma webtv più famosa al mondo (prima ancora di iniziare a trasmettere), ha sottoscritto un accordo con Major League Baseball per la messa on-line della Postseason. La sfida alla tv tradizionale è dunque lanciata. La WebTv irrompe per la prima volta e da protagonista su uno degli avvenimenti sportivi più importanti negli States. Il baseball è, dopo il football americano, lo sport più diffuso, prima del basket. Palinsesto alla mano, è evidente che Joost punta ad un pubblico giovane, per il quale lo sport, con la musica,  è uno dei canali di maggiore richiamo. Manca ancora un canale news forte e, soprattutto, la possibilità per gli utenti di scaricare i propri contenuti. Ma su questo punto ci ritorneremo. Intanto, Joost ci crede e, proprio dallo sport, lancia la sfida alla tv. ∞

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