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L’addio di Prodi alla politica: grazie Romano

Romano Prodi lascia la politica

E’ stato di parola, Romano Prodi. Più volte in passato aveva ribadito di “non essere uomo per tutte le stagioni” e che in caso di caduta del suo Governo si sarebbe ritirato. Ieri, il premier ha confermato la volontà di lasciare la politica attiva: “Il futuro è sempre bello. Io ho chiuso con la politica italiana, forse ho chiuso anche con la politica. Ma il mondo è pieno di occasioni e di doveri, c’è tanta gente che aspetta una parola di pace e di aiuto, e quindi c’è più spazio adesso di prima”.

Ho votato Prodi, credo che sia stato il premier che per due volte nell’ultimo decennio abbia risanato i conti pubblici pur tra le mille difficoltà determinate da coalizioni troppo eterogenee. Ora lascia perché sconfitto in Parlamento: nessuno l’ha mai fatto primo d’ora in Italia, paese di parrucconi e politici buoni per tutte le stagioni. Grazie Romano. ∞

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Prodi e il sorpasso spagnolo

Prodi in vacanza nelle Dolomiti Il mio capo di Governo – dico mio perché l’ho votato -, Romano Prodi, assicura che la Spagna non ha superato l’Italia. La dichiarazioni arriva dalle nevi delle Dolomiti e sembra più una dichiarazione di (dovuto) amore nei confronti della nazione che governa, piuttosto che un’affermazione ragionata. Infatti Prodi si sbaglia: la Spagna ha superato l’Italia. E non da oggi.

La Spagna ci ha superati, ad esempio, in politica, con una classe politica capace di innovare se stessa e il Paese, nelle riforme, nella cultura, nella crescita economica e sociale, nel senso civico. Insomma, la Spagna sta vivendo da qualche anno una seconda primavera, con qualche incertezza ma anche con molta determinazione. Poco importa se il Pil è ancora inferiore a quello italiano o, come dice il nostro Premier, “l’economia italiana è ancora ben più grande di circa il 50% di quella iberica. E questo è scontato. Ma anche in termini pro capite il nostro Pil è superiore a quello spagnolo di circa il 13%”. E’ solo una questione di tempo. ∞

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Bono e la maglia nera dell’Italia negli aiuti all’Africa

Italia maglia nera negli aiuti internazionali Bono, leader U2L‘Italia e la Francia non hanno mantenuto nessuna delle loro promesse sugli aiuti umanitari per l’Africa. Parola di Bono, leader degli U2 e tra le star più impegnate nella raccolta di fondi per i paesi poveri. Nell’intervista al quotidiano tedesco “Sueddeutsche Zeitung”, Bono promuove la cancelliera Angela Merkel che ha tenuto fede agli impegni presi nel corso dell’ultimo vertice del G8 ad Heiligendamm.“La Germania non ha imbrogliato – spiega il leader degli U2 – e lo si può constatare nella sua legge Finanziaria. Ad avere imbrogliato sono stati gli altri, la Francia e l’Italia. Durante un mio incontro con i capi di governo ad Heiligendamm uno di loro si è addormentato mentre stavo parlando”. Forse Prodi che ha la pessima abitudine di chiudere gli occhi mentre ascolta l’interlocutore? E’ probabile.Pennichelle a parte rimane serio il problema dell’Italia negli aiuti internazionali: il nostro Stato non ha di fatto promosso in questi anni alcuna buona pratica per promuovere una cultura vicina alla solidarietà internazionale con criteri e obiettivi moderni. Di fatto il vero motore di progetti umanitari è il volontariato e non lo Stato. E’ una realtà triste, non serviva Bono a ricordarcelo perché la cosa è nota ma il suo richiamo è utile a promuovere un inversione di rotta. Difficile da realizzare. ∞

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Anno nuovo, Finanziaria nuova

Il ministro Paoda-Schioppa Il governo ha approvato la legge Finanziaria. Grazie ai senatori a vita. Evitiamo giudizi (già espressi) sulla composizione e la tenuta dell’attuale maggioranza, frutto anche di una legge elettorale scellerata e concentriamoci sulla Finanziaria: è una buona legge che continua a mettere mano ai conti di una Repubblica che non conosce le parole rigore e buona amministrazione.  E’ per questo che il plauso va al ministro Padoa Schioppa che, nel limite del possibile, ha saputo resistere alle pressioni di lobby e congreghe italiche per dare sostanza ad una struttura di gestione della Cosa Pubblica migliore di quanto sia successo in passato.Tra le novità – come riporta anche il Sole 24 Ore – si segnalano la class action, il tetto agli stipendi dei manager, il riutilizzo delle risorse derivanti dalla lotta all’evasione fiscale per sconti Ici e interventi in favore delle fasce deboli del Paese. In campo fiscale gli interventi di questo Governo sono andati più alle imprese, con la semplificazione e la riduzione dei costi fiscali, che aiuti concreti alle famiglie. Un forte sostegno arriva anche alle infrastrutture e alla ricerca. Prevista, poi, una riqualificazione della spesa pubblica che continua a cavalcare e la riduzione dei costi della politica. Nelle pieghe della Finanziaria, ci sono anche nuove regole per la maternità e i congedi parentali di chi accoglie un bimbo in affido o in adozione, bonus per le famiglie numerose. Novità sul fronte degli affitti per inquilini a basso reddito e per i giovani under 30 che vogliono lasciare la casa di mamma e papà per andare a vivere da soli. Detrazione aggiuntiva fino a un massimo di 200 euro per l’abitazione principale, che non si applica per ville, case di lusso e castelli. Arrivano fondi per gli ammortizzatori sociali, una stretta sulle auto blu che non potranno superare i 1.600 centimetri cubici di cilindrata. Negli uffici pubblici si parlerà al telefono tramite Internet e le lettere saranno sempre più sostituite dalle e-mail. Arriva un nuovo regime fiscale per i contribuenti minimi, mentre per le imprese taglio dell’Ires dal 33 al 27,5% e alleggerimento dell’Irap con un allargamento della base imponibile delle imprese accompagnato dalla riduzione generalizzata dell’aliquota dal 4,25 al 3,9 per cento. Previste anche agevolazioni per piccole imprese e microimprese che operano in quartieri degradati delle città.Tutto il resto è polemica politica che non entra nel merito della questione. ∞ps. Come spesso accadde l’analisi migliore è venuta dal Sole 24 Ore. Leggi: l‘Abc della Finanziaria, e il commento comma per comma.  

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Thyssen, la promessa impossibile di Prodi

Alla fince ce l’ha fatta pure Romano Prodi. Il premier, accompagnato dalla moglie, ha partecipato ai funerali di Rosario Rodinò, 26 anni, la sesta vittima della tragedia della ThyssenKrupp. Durante le esequie, celebrate dal cardinale Severino Poletto nella parrocchia Regina della Pace, nella zona nord di Torino, il padre di Rodinò, ha chiesto singhiozzando al capo del nostro governo: “Presidente Prodi, mi prometta che cose così non capiteranno mai più. Guariniello deve andare fino in fondo”. E con lui molti altri operari. Prodi ha risposto a bassa voce: “Prometto, prometto”.

Prodi è una persona seria, un capo di Governo rispettabile, ma una promessa come questa sa molto bene di non porterla rispettare. A meno che non si voglia chiudere una percentuale a due cifre di italiche fabbriche.

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GdF, qualche domanda Speciale

Il generale Roberto Speciale

Ho letto che il generale Roberto Speciale era stato rimosso da comandante generale della Guardia di Finanza e non ne ero rimasto stupito.
Ho letto che lo stesso ufficiale avrebbe usato l’areo di Stato per sé, famiglia e codazzo e anche questa volta non mi ero stupito.
Ho letto che il Tar del Lazio ha accolto il suo ricorso ed ha annullato il decreto della sua rimozione e ne sono rimasto stupito.
Dopo anni, mi ronzano ancora in testa le domande che mi facevo – da cronista di giudiziaria – a cavallo del Secondo Millennio sul generale Speciale, allora comandante in Lombardia.

Nell’ordine:

1. Era vero che una parte della procura di Milano aveva messo, a malincuore, di indagare con la GdF e in particolare i pm titolari delle inchieste su Silvio Berlusconi?

2. Era vero che una parte dei finanzieri non riferiva al suo comando lo stato di avanzamente di talune inchieste?

3. Perché ci furono fughe di notizie e imbeccate sempre verso lo stesso giornalista e lo stesso Giornale?

4. Perché una serie di ufficiali furono trasferiti senza colpo ferire? Nessun quotidiano o media si occupò della vicenda…

5. Perché in quegli anni la Gdf rallentò le indagini sull’evasione fiscale?

6. Perché un generale accusato di aver usato l’aereo di Stato (e non solo quello) a scopi personali ha ancora l’ardire di chiedere il reintegro a comandante della Guardia di Finanza? In nessun Stato o esercito al mondo sarebbe tollerato questo e il principio della presunta innocenza – almeno per un militare – avrebbe ceduto il posto all’onore.

7. Perché Silvio Berlusconi e il Centrodestra lo difendono ancora?

8. Perché io mi chiedo queste cose e continuo a stupirmi?

Io spero che l’Unione rinsavisca e trovi ordine nella sua testa, scrivendo finalmente un atto inattaccabile e liberi la Guardia di Finanza da domande Speciale. ∞

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Il compagno in cashmere è tornato

Fausto “cashmere” Bertinotti Intervista di Repubblica a Fausto Bertinotti, il compagno in cashmere che pur di tenerle buono e non farlo parlare, Prodi e gli ha affidato la carica di presidente della Camera. Lui – che sulle spalle ha già la caduta di un governo Prodi – non riesce proprio a trattenersi: sabato prossimo c’è il primo meeting della Cosa Rossa e lui, da leader, deve marcare il campo. come? Sparando più alto di tutti. E ci riesce. Sentite: “Dobbiamo prenderne atto: questo centrosinistra ha fallito. La grande ambizione con la quale avevamo costruito l’Unione non si è realizzata…”. Alle cinque del pomeriggio – scrive il giornalista, Massimo Giannini -, nel suo ufficio a Montecitorio, Fausto Bertinotti sorseggia un caffè d’orzo, e traccia un bilancio amaro di questo primo anno e mezzo di governo… Mi chiedo – da elettore di centrosinistra – quale futuro può avere l’Unione fintanto imbarcherà  il rivoluzionario in cashmere ed i suoi accoliti. Giornata partita male. ∞

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