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Big Man is gone

C’ero anche io in quel San Siro di 30 anni fa a ballare e ascoltare musica rock per oltre 5 ore e mezza. Era il primo concerto di Bruce Springsteen e della E-Street Band in Italia. Di concerti ne ho visti tanti ma quello non lo dimenticherò mai. Così come non dimenticherò mai quel gigante vestito di bianco che scaricava la sua energia negli assoli di sax. Era Big Man.

Lo stesso amico a cui il Boss si appoggiava sulla copertina del disco e sull’adesivo, l’unico, che capeggiava sullo sportellone della R4 rossa che ci aveva portati a Milano per una notte magica. Noi, ragazzi nati per correre, e per macinare chilometri lungo le strade dell’irrequietezza.

Ringrazio la sorte che ci ha fatto incontrare e maledico il giorno in cui te ne sei andato. Felice, certo, di una vita vissuta senza sconti. Ma ora che non ci sei, proprio come Danny, saremo un po’ più soli e ci farà un po’ più male ascoltare la musica che amiamo.

Rock on, Big Man, and Keep on rolling,

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Arriva la nostra rivincita

Ho sempre pensato che internet non fosse e non dovesse essere solo ad appannaggio dei digital native. Saranno loro a guidare la rete (e lo stanno già facendo) ma la capacità di di inclusione sarà strategica per la diffusione completa della rete e dei suoi servizi.

E lo dico perché tra qualche anno, quelli della mia età, saranno considerati a tutti gli effetti degli anziani. Anziani per il lavoro ma non per la pensione che non vedremo mai.

http://ow.ly/4x19x

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Cara, carissima Sanità Italiana (e Trentina)

Cara, carissima sanità. E’ un periodo che mi incazzo facilmente. Lo ammetto. Ma oggi abbiamo superato il limite.

Nel mio bel Trentino, dove tutto funziona, faccio una visita medica al dannato ginocchio sinistro che da 30 anni mi provoca più sofferenze che soddisfazioni (peggio del centrosinistra…). Vado dal medico di base e mi faccio prescrivere una risonanza magnetica, dopo un po’ di lista d’attesa vado in ospedale e faccio le radiografie. Siccome fatico a camminare, scelgo la via breve della visita a pagamento (mica posso aspettare qc settimana o mese con un ginocchio a melone…).

Ve la faccio breve e passo direttamente al conto: 120 euro di visita privata (hai voluto la visita privata subito, paga, che importa se dovevi aspettare giorni… lo stesso medico a pagamento c’è in poche ore), 83 euro di una ginocchiera (venduta dalla fisioterapista dello stesso studio medico privato, nella foto accanto), 285 euro per numero tre iniezioni da fare al ginocchio (farmaco americano, fuori tabellario italiano e da acquistare direttamente presso l’importatore di Venezia. “Non è oleoso ma viscoso e quindi è più efficace”, mi vasellina lo specialista al quale sono sempre più tentato di rompere un testicolo con un calcio ben piazzato da sotto il tavolo modello Ikea), 60 euro a ogni seduta per le tre “punture” (indovinate chi me le farà… sì, proprio lui, l’algido specialista privato), più il plantarino che un altro specialista dello stesso studio dello specialista mi farà, previa visita privata a pagamento (ovvio!!!). Totale ad oggi: circa 550 euro, plantare e prossima visita esclusa. Trentino: abitanti meno di 500 mila, spesa sanitaria 1 miliardo di euro. Posso incazzarmi? Ma come fa la gente che non si può permettere tutto questo?

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Gaza, la strage degli innocenti

Bambini uccisi a Gaza

Bambini uccisi a Gaza

La tregua è servita a pianificare la vendetta reciproca. Non per costruire la pace. Hamas per rafforzarsi sul terreno della disperazione, Israele per individuare gli obiettivi nemici da annientare con le bombe. Le cronache di guerra che arrivano da Gaza rendono la verità evidente. E ancor più dolorosa.

In mezzo c’è la gente e i bambini, impazzati nel doloroso orrore della guerra: 500 morti in pochi giorni.

Manca un quarto soggetto: la diplomazia, assente quanto colpevole. Inutile, quanto costosa ed indifendibile con i suoi termini vuoti e inconcludente. Da mesi Hamas ed Israele preparavano lo scontro ma nessuno è intervenuto per scongiurare la catastrofe. E nessuno interviene ora per fermare la carneficina di civili palestinesi. Davide contro Golia. A parti inverse.

Da una parte i “terroristi” di Hamas, ma che a Gaza godono dell’appoggio della gente, stanca di decenni di potere corrotto dell’Anp; dall’altra la superpotenza israeliana, che in risposta ai razzi lanciati su Sderot risponde con i bombardamenti e l’invasione. Chi sono i più criminali: i miliziani di Hamas che si annidano tra i civili o coloro che colpiscono decine di bambini e civili inert pur di uccidere il menico? Non ho dubbi. Criminali sono entrambi.

Poveri bimbi di Gaza.

Il terrore di un bambino a Gaza

Il terrore di un bambino a Gaza

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Jervolino non lascia Napoli

sindaco e governatore

Il sindaco è fiducioso. Anzi, fiduciosa. Rosa Russo Jervolino annuncia la nuova giunta. Come se bastesse un valzer di poltrone per cancellare il passato: una città pattumiera (con rispetto parlando verso Napoli) e l’inchiesta sugli appalti. C’è una classa politica che ha fallito ma che resta al governo, della città e della Regione, e all’opposizione. Ma forse ha ragione La Capria che, da scrittore, non vede futuro. Tristezza.

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Alitalia, il fallimento

Quando gli aerei Alitalia volavano

Apprendo ora dall’Ansa che Cai ha ritirato l’offerta per Alitalia. Quindi nessun Airone nascerà dalle ceneri della vecchia compagnia aerea italiana. Non nutro particolare apprensione per una società che nel tempo è stato (mal)governata dalla politica e dai suoi faccendieri, camuffati da manager, che negli anni ha assunto gran parte del personale grazie alle raccomandazioni, che ha elargito denari grazie a contratti fuori mercato e privilegi, che ha uno dei peggiori servizi aerei del pianeta. Per una volta vinca il mercato: tutti a casa. L’Italia non deve più mantenere carrozzoni. Sparisca tutto e chi ha le gambe (o le ali) per rinascere, riprenda il volo e la via del cielo. ∞

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Bernabè vs Blogger: 6-0, 6-0

Ore 17.35. Finito il MartCamp tra l’ad Telecom Italia, Franco Bernabè e i blogger italiani. Risultato (in)atteso: 6-0, 6-0. A favore del primo. Era l’appuntamento cool della prima giornata di BlogFest di Riva del Garda. Luca De Biase modera, la platea sussurra, l’ad va sul velluto. Gaspar resta in piedi. La ciliegina sulla torta? L’ultima domanda/invocazione di Marco Camisani Calzolari: “Dottor Bernabè mandi i suoi dello scouting tra noi, qui ci sono molti che hanno delle ottime aziende con ottimi prodotti…”. Quando è troppo è troppo. E il bigliettino da visita? ∞

ps. La mia vena critica è che da anni leggo i top blogger scrivere peste e corna su Telecom ma davanti all’ad tutti (o quasi) si trasformano da incendiari a pompieri. Lo sport più diffuso in Italia dopo il calcio (anch’esso parlato).

Leggo da Paolo’s Italian Weblog

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